In un momento storico in cui il significato delle parole viene ogni giorno tradito, forzato, piegato a fini di propaganda e disinformazione, occorre prestare sempre più attenzione alle sfumature semantiche.

Prendiamo ad esempio il viaggio. Viaggio può essere un tour organizzato, una crociera ai Caraibi su una nave con quindici ponti, tremila cabine, sette piscine e animazione per bambini, adulti e anziani. Viaggio è fare l’autostop e girare l’Europa. Viaggio è riempire lo zaino e andare alla ricerca di sé camminando a piedi per centinaia di chilometri. Viaggio è fermarsi a prendere una Rustichella all’Autogrill. Viaggio è guardare il paesaggio dal finestrino seduto in macchina coi tuoi. Un volo è un viaggio. Una scampagnata è un viaggio. Una capatina è un viaggio. Un’escursione è un viaggio. Un pellegrinaggio, un’odissea, una spedizione punitiva, un raid: sono tutti viaggi.

Point.51 n.1 — Journey
(fonte: point51magazine.com)

A essere completamente differenti sono le modalità con cui si viaggia. E la ragione, le condizioni, la volontà, talvolta la libertà di poter scegliere o meno di farlo. A cambiare è la cornice dentro alla quale una parola viene utilizzata.

In inglese, come in italiano, le “tonalità” che può avere un viaggio sono molte: può essere un travel, un trip, un tour, un voyage. La nuova rivista indipendente Point.51 ha scelto, per il suo primo numero, di raccontare il viaggio nell’accezione del journey, che si può tradurre con cammino, a sottintendere la fatica, la durata e la complessità di un percorso che è spesso accidentato e drammatico. Non a caso, nella narratologia, disciplina che studia le strutture narrative, si parla appunto di hero’s journey, il cammino dell’eroe, che deve superare delle prove prima di giungere alla meta (sempre se riesce ad arrivarci).

Point.51 n.1 — Journey
(fonte: point51magazine.com)

Non ci sono eroi, tra le pagine di Point.51. Ci sono fatti, e storie. Storie di coloro che provano ad attraversare le frontiere, che scappano dai loro paesi, che cercano asilo politico, che tentano di adattare le loro vite a quelle delle nazioni in cui arrivano. E di chi accoglie oppure si rifiuta di farlo.
Luci e ombre, raccontate dai fotoreportage e dagli approfondimenti giornalistici di questa nuova rivista britannica che prende il nome dal punto in cui i confini marittimi britannici e quelli francesi si incontrano, e che dedica ogni numero a fotoreportage e approfondimenti giornalistici attorno a temi complessi che riguardano l’Europa.

La prima uscita è appunto sul viaggio e le migrazioni, e si può acquistare online.

Point.51 n.1 — Journey
(fonte: point51magazine.com)

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Point.51 è una nuova rivista indipendente dedicata a reportage fotografici e approfondimenti giornalistici