Classe 1980, originario della provincia bergamasca ma da anni di base a Milano, già vincitore della Gold Metal della Society of Illustrators di New York e di molti altri premi, Giordano Poloni ha studiato cinema, e questo è evidente nella gran parte dei suoi lavori: la staticità di un’illustrazione viene messa alla prova da inquadrature, elementi dell’immagine, composizione, scelte cromatiche. Tutto, nelle sue opere, sembra sia sul punto di muoversi, o che qualcuno abbia appena premuto il fermo immagine alla scena di un film.

In quell’unico fotogramma che l’artista sceglie di rappresentare c’è il prodotto di ciò che è stato e l’aspettativa di ciò che sarà.
Un talento, questo, che è perfetto sia per le locandine dei film (Poloni sarebbe probabilmente un grande “pittore di cinema” contemporaneo, ma ormai raramente, purtroppo, i poster li fanno disegnare agli illustratori) che per le copertine dei libri, come ad esempio quelle realizzate per Einaudi.

Proprio per la casa editrice dello struzzo Poloni sta disegnando le copertine delle nuove edizioni dei romanzi di Joe R. Lansdale, autore americano iper-prolifico e molto amato in Italia.
Ho quindi raggiunto Giordano per fargli qualche domanda su come si è sviluppato il progetto e come ha lavorato — e sta lavorando, perché ne ha ancora molte da fare — alle copertine.

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Le copertine realizzate per le nuove edizioni Einaudi dei romanzi di Joe R. Lansdale
(courtesy: Giordano Poloni)

Com’è nato il progetto?

Poco prima di Natale sono stato chiamato dalla Einaudi, che mi ha proposto di illustrare la nuova edizione di tutti i romanzi di Lansdale, poco più di una ventina in tutto.

Le mie persone di riferimento, in questo caso, sono Monica Aldi, responsabile dell’ufficio iconografico di Einaudi, e Maria Teresa Polidoro, responsabile dei Tascabili Einaudi. Oltre a loro ha lavorato all’impaginazione grafica Viviana Gottardello.

Che tipo di consegna hai avuto dalla casa editrice?

In linea di massima mi hanno lasciato abbastanza libero sul contenuto, dandomi alcune indicazioni specifiche riguardo al target. Lansdale in Italia ha un grande seguito anche tra i ragazzi, quindi le copertine dovevano riuscire a raggiungere anche loro. Le atmosfere non dovevano quindi essere troppo tese e cupe, ma abbastanza distese e colorate, nel rispetto comunque dei contenuti e dei generi (stiamo parlando di storie che mescolano di volta in volta thriller, horror, poliziesco e western).

L’eccezione era la serie di Hap&Leonard, il duo di detective arrivato ora all’undicesimo romanzo (di questa fanno parte Una stagione selvaggia, primo libro della serie, e Il mambo degli orsi, terzo libro della serie) che doveva raggiungere un pubblico più adulto, e doveva quindi avere un’atmosfera più livida e cupa.

Bozza, illustrazione intermedia e illustrazione finale per “Il mambo degli orsi”
(courtesy: Giordano Poloni)

Secondo te perché ti hanno scelto?

Sono stato scelto per illustrare Lansdale per la mia affinità con l’immaginario americano (cosa che è successa anche per le copertine di Elizabeth Strout), e quello a cui ho puntato era principalmente trasmettere queste atmosfere così “americane” all’interno delle copertine.

Diciamo che l’idea che intendevo sviluppare era quella di rappresentare, se possibile, un singolo soggetto circondato e incorporato da questi paesaggi naturali che come puoi vedere variano dal livido plumbeo de Il mambo degli orsi alle atmosfere un po’ più struggenti e nostalgiche de La sottile linea scura (che, con un capostipite come Stand by me di Stephen King, è un classico dei romanzi di formazione americani) e Io sono Dot.

Due bozze, illustrazione intermedia e illustrazione finale per “Io sono Dot”
(courtesy: Giordano Poloni)

Una delle richieste che ho avuto riguardo i soggetti è stato quello di inserire i due personaggi di Hap&Leonard all’interno della copertina della prima storia Una stagione selvaggia, personaggi che compariranno anche nelle successive.

In che modo hai affrontato il progetto?

Per quanto riguarda i materiali, solitamente ricevo piccoli estratti o sinossi abbastanza ampie con qualche commento a seguito.
In questo caso particolare mi hanno fatto avere i testi completi dei romanzi (diversi li avevo già letti) che ho letto e riletto per decidere quale fosse la parte migliore da rappresentare, che potesse essere rappresentativa di tutto il romanzo.

Due bozze e l’illustrazione finale per “Una stagione selvaggia”
(courtesy: Giordano Poloni)

Quali sono le problematiche di un lavoro del genere?

La problematica principale, dovendo affrontare un gruppo così ampio di copertine (considerando il totale dei romanzi), era cercare di trovare l’elemento di differenziazione per ognuna all’interno del gruppo. Cosa che ho facilmente trovato puntando alle differenti palette di colori che poi ho utilizzato.

Riguardo alla scelta dei contenuti, ho dovuto considerare il fatto che tutti i romanzi di Lansdale sono ambientati nell’East Texas, principalmente in due o tre luoghi ricorrenti. Stiamo parlando quindi di piccole cittadine che risultano spesso anonime ad un livello descrittivo, circondate da una natura selvaggia soverchiante.

Bozza, illustrazione intermedia e illustrazione finale per “L’ultima caccia”
(courtesy: Giordano Poloni)

Parlami delle inquadrature, del punto di vista.

Non volevo usare “inquadrature” troppo dinamiche. In un paio di casi ho utilizzato una prospettiva frontale e centrata, per le altre dei tagli asimmetrici, ma sempre in campo largo. Non volevo tagli troppo stretti che miravano ad un dettaglio specifico.
La funzionalità dello spazio ampio mi serviva per rappresentare al meglio l’ambiente naturale. L’introspezione e l’intimismo di queste copertine doveva arrivare più dall’atmosfera dell’ambiente che dall’espressività del singolo personaggio.

Due bozze e l’illustrazione finale per “Una stagione selvaggia”
(courtesy: Giordano Poloni)

Due versioni intermedie scartate e l’illustrazione finale per “Tramonto e polvere”
(courtesy: Giordano Poloni)

Di ambiente, o meglio, di natura ce n’è tantissima.

Ti rivelo una curiosità a proposito della natura. Generalmente le copertine devono venire approvate dagli autori, così è successo anche per Lansdale, che ha approvato tutte le copertine tranne quella di Tramonto e polvere, che mi ha chiesto di ridisegnare la prima versione finale (quella con la donna piccola sullo strapiombo) così come l’altra variante poi scartata, con il furgone in primo piano sulla sinistra.
Questo perché nell’immaginario nostro, o almeno il mio, il Texas è fatto di paesaggi semidesertici, insomma il tipico immaginario da film western. Per parte del Texas è davvero così, ma la zona est dello stato, dove vive e ambienta i romanzi Lansdale, è molto più simile a stati come la Louisiana o il Mississippi, con grandi foreste, paludi e laghi fantastici — se puoi cerca il Caddo Lake su Google per farti un’idea di che posti incredibili sono alcuni dei laghi che stanno da quelle parti.
Insomma, ho quindi ridisegnato Tramonto e polvere con una natura più attinente all’East Texas e questa volta è stata approvata.

Anche un’altra copertina è stata scartata.

Sì, l’unica altra esclusa già finalizzata è stata la variante col bambino per La sottile linea scura. È stata approvata quella senza bambino. Vorrei poterti dire di più ma al tempo non ho chiesto, quindi posso solo immaginare che il personaggio non funzionava bene all’interno della composizione.

Due bozze, una versione intermedia scartata e la versione finale di “La sottile linea scura”
(courtesy: Giordano Poloni)