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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017 (foto: Frizzifrizzi)

Le lacrime di Marcel Swann [NSFW]

Un paio d’anni fa a Baltimora venne una nevicata commovente, di quelle che porta con sé il gusto dell’infanzia. Ho stralci dei tuoi guanti rosa — lo stesso rosa dei tuoi capelli — nel piccolo giardino bianco intenti nella costruzione di un igloo. Ti scattai alcune foto attraverso i vetri appannati della cucina, foto che non ti ho mai mostrato. Erano i giorni in cui avevamo Mirror, il cane dei Collins, a casa. Gli stessi giorni in cui la nostra malinconia e la nostra tristezza ci resero nella mia testa inconciliabili. Condividevamo la stessa radice per quanto riguardava la malinconia ma la mia tristezza si nutriva di sensazioni diverse che sommandosi nella tangibilità, o delle mie reazioni o delle tue lacrime, ci rendeva inadeguati a raccogliere i bisogni dell’altro. Ammiravi il modo in cui riuscivo a celare il peso della vita dietro ad un’apparente spensieratezza che riusciva ad ingannare chiunque tranne te. Ed io ti credevo quando mi dicevi che solo di fronte a me, in venticinque anni di vita, eri stata in grado di piangere. La sera prima della neve tornasti dal lavoro distrutta. Ti spogliasti beatificando il caldo della casa e ti mettesti seduta sul tappeto senza neanche assaggiare il salmone che avevo cucinato per te. Ti leccai la figa lì, in terra, sino a quando Mirror venne a disturbarci. Mi prendesti un po’ in giro dicendomi che ero pronto a fare porcate ovunque ma non di fronte agli occhi di un qualsivoglia animale. Ricordo ogni dettaglio di quella serata perché il modo in cui ti addormentasti su di me mi colmò di responsabilità. L’igloo, una volta edificato, assomigliava ad un tepee indiano.

Credo sia il frammento più potente di tutto il libro, perlomeno quello che ne incarna meglio la poetica. C’è la nostalgia del ricordo, c’è la dolcezza delle piccole cose, c’è la disarmante sincerità del flusso di pensieri, c’è la brutalità del resoconto.

Intitolato semplicemente DINA // BALTIMORA, il testo scandisce il ritmo delle immagini contenute in Tears//NAH, progetto editoriale di Marcel Swann, pubblicato a ottobre 2017 da iemme edizioni.

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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Quello che riguarda Dina è solo uno dei microracconti contenuti nel libro, ciascuno intitolato con un nome di ragazza e un luogo, a comporre un mosaico di amori profondi e passeggeri, di sesso e sentimenti, di pezzi di vita e di pensieri: di viaggi, con la testa, con il corpo e con lo sguardo della macchina fotografica.

[…] Sarà stato il 2009. In quel periodo volevo chiamare mia figlia Neve. Mia madre mi fece presente che essendo io nero mia figlia sarebbe stata quantomeno mulatta ed il nome Neve non avrebbe aiutato il suo inserimento a scuola anche se, rispetto a quando ero io bimbo, l’Italia s’era multi-etnicizzata. Francesca era — e spero ancora sia — perlacea. Quando mi dette la lista eravamo appena usciti dal Galla Placidia ed ero ancora emozionato da quel cielo. Ero sotto la miriade di stelle e pensai come fossi più legato alle creazioni degli umani che agli umani stessi. […]

Marcel Swann (che ha scelto un nome d’arte che più proustiano non si può) è a Playa Del Rey con Carol, a Porto con Alice, a Roanne con Aureliè, a Ravenna con Francesca, appunto a Baltimora con Dina, a Birmingham con Eva, a Grosseto con Erica, ciascuna con le proprie idee, le proprie azioni, i propri corpi, anche se le ragazze fotografate sono (o perlomeno sembrano) anche di più, probabilmente non sono nemmeno le stesse dei racconti, e insieme ai testi vanno a comporre una narrazione bipolare che è estrema ma dolce, spensierata ma cupa, racchiusa dietro a un’azzeccata copertina neutra (il progetto grafico è di Luca Mercogliano) con un titolo che invece suggerisce quest’oscillare tra luci e ombre.

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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Classe 1986, brasiliano, cresciuto a Firenze e attualmente di base a Milano, Marcel Swann ha scritto un diario con le immagini e i ricordi, suoi e delle ragazze che ha conosciuto.
Tears//NAH è un inno all’autenticità: alla realtà imperfetta, talvolta banale, spesso imperscrutabile, che ti chiede di interpretare segni che non sempre hanno davvero un significato.

O forse è un memento. Il timone — dichiarato — che guida il progetto è il concetto di storia che ciclicamente si ripete, espresso 1500 anni fa da Tucidide, che parlava della necessità di conoscere il passato per poter comprendere il presente e, nei limiti dell’umano, prevedere il futuro.

[…] «L’amore è un contratto sinallagmatico. Tu mi dai, io ti do. Altrimenti sai cos’è? Che tu sei un coglione. L’amore è un contratto, mica altro. Prima c’è l’innamoramento e lì ci sono tutte le proiezioni del caso. Le aspettative. Lì puoi essere pure un po’ fesso, godertela. Stare un po’ in balia del gran cazzo che succederà. Ma poi devi capire come stanno le cose. L’altra parte è disposta a metterti al primo posto? La cosa funziona se tu metti avanti lei e lei mette avanti te. Altrimenti sei un coglione, un fesso, un cretino, uno stronzo, stronzo in senso passivo, proprio merda di cane sul marciapiede dietro casa. Hai presente la fermata Lapa qui dietro? Presente? Merda di quel cazzo di pechinese che trovo tutte le sere quando vado al lavoro. Immaginati uscire da quel culetto peloso. Bene, ci siamo capiti» […]

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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
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Marcel Swann, “Tears//NAH”, iemme edizioni, ottobre 2017
(foto: Frizzifrizzi)
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