Nel 1877 Wimbledon era un verde villaggio alle porte di Londra in cui i contadini convivevano coi nobili e l’alta borghesia, e all’epoca stava appena cominciando a trasformarsi in una piccola cittadina. Lì si tenne la primissima edizione del celebre Torneo di Wimbledon, che allora si chiamava Lawn Tennis Championships. A vincerla fu Spencer Gore, barbuto giocatore di tennis e di cricket che, come gli altri 22 partecipanti, pagò una guinea per iscriversi.

Da allora, fino ad arrivare a Federer e a Garbiñe Muguruza — i vincitori del singolare maschile e femminile dell’edizione 2017 — sono passati 141 anni, è cambiato il tennis, sono cambiate le racchette, le palline, il fisico dei giocatori, gli abiti che indossano. È cambiato il pubblico, è cambiata Wimbledon, è cambiato il mondo attorno a quella piccola verde oasi. Una trasformazione raccontata da una bella animazione realizzata dal duo di filmmaker Smith & Foulkes per Nexus Studios e per l’agenzia McCann.

Il filmato, realizzato per pubblicizzare l’imminente inizio dell’edizione 2018 del torneo, in appena un minuto passa in rassegna tutti i piccoli e grandi mutamenti: la prima vincitrice donna, Maud Watson, nel 1884; il modo di tagliare l’erba; l’arrivo della tv; la prima tennista nera, Althea Gibson; il segnapunti che da analogico diventa digitale; la palla che da bianca diventa gialla (o verde?) e così via, il tutto accompagnando le varie epoche con stili di disegno che rimandano direttamente alla cultura e all’estetica del periodo.

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