Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018

Essere astuti come Cicciobalda

Dalla casa editrice LupoGuido un altro libro d’antan, pubblicato nel 1978 (come Dorotea Sgrunf) e opera del prolifico Luis Murschetz, purtroppo pressoché sconosciuto in Italia dato che le sue opere non sono state ancora pubblicate (e allora incrociamo le dita e speriamo che LupoGuido ci riservi qualche altra sorpresa).

Si tratta de La grossa carpa Cicciobalda, opera pervasa da un’atmosfera che quegli anni se li porta dietro nei disegni e nei colori ma che oggi, come allora, continua a suscitare allegria e tenero divertimento anche a distanza di tempo.

Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018

La protagonista vive in uno stagno vicino alla città di Roccagrumosa. Inerpicata su per una collina e con i suoi vicoli stretti, i cui muri sembrano scambiarsi un bacio fugace, mi ha subito ricordato Genova e mi ha portato a pensare che questa storia custodisca un pezzetto della sottoscritta.
Ma non divaghiamo, stavamo parlando di Cicciobalda. Cicciobalda vive in uno stagno, in estate si fa coccolare dai bambini e da anni ha un contenzioso con i pescatori della zona che escogitano, invano, ogni stratagemma per riuscire a pescarla — persino un’enorme e complicatissima idrovora. Ma niente. La “nostra”, astuta e beffarda, si nasconde nei bassi fondali e attende che i pescatori calpestino, sconfitti, i loro cappelli in segno di resa, per poi tornare a scorrazzare libera e indisturbata.

L’idrovora, però, ha indebolito le sue forze e due bambini la ritrovano in una pozza allo stremo. Decidono quindi di portarla a casa.
Davanti a noi si staglia una bellissima tavola violetta dal profondo potere evocativo con i due piccoli che trasportano, a volerla proteggere in un forte abbraccio, la carpa, più grande e ben più pesante di loro.

Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018

Cicciobalda vede per la prima volta com’è fatta una città “con la scuola, il municipio, l’asilo, il teatro, i camion e la ferrovia”.
I bimbi giocano con lei nella loro vasca da bagno, decorandola di stelline e palline colorate, fino a che il padrone di casa viene a sapere che nel palazzo viene ospitata una carpa. Cicciobalda deve andare via.

Non anticipo il finale, che resta comunque aperto, per non rovinarvi la sorpresa: vi basti sapere che Cicciobalda sta bene e ha trovato chi si prende cura di lei.

Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018

Con uno stile semplice, come i suoi disegni, Murschetz riesce a costruire una storia dai risvolti leggeri e ironici, nella quale la protagonista affronta la sua avventura attraverso un mondo dai colori tipicamente nordici, affidandosi ai due bambini senza riserve e strappandoci con la sua presenza silenziosa più di un sorriso.

Il fine dell’autore, come egli stesso scrive, è l’intrattenimento, il raccontare e lo stimolare attraverso la piacevole lettura. E tutto si compie perfettamente attraverso questa piccola storia.
Tanto che d’ora in poi per me sarà d’obbligo usare l’espressione “Essere astuti come Cicciobalda”.

Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018
Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018
Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018
Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018
Luis Murschetz, “La grossa carpa Cicciobalda”, LupoGuido, maggio 2018
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