Dino Buzzati, “I «perché». Le risposte alle lettere dei bambini sul «Corriere dei Piccoli»”, Mondadori Electa, marzo 2018 (courtesy: Mondadori Electa)

I perché di Buzzati raccolti in un libro

A fine anni ’60 l’allora direttore del Corriere dei Piccoli, Carlo Triberti, invitò due grandi giornalisti e scrittori, Gianni Rodari e Dino Buzzati, a tenere una rubrica di posta su quello che all’epoca era il più famoso settimanale per bambini e ragazzi.
Debuttarono entrambi nel ’68: l’autore di Favole al telefono inaugurò la rubrica I punti di Rodari mentre quella dello scrittore de Il deserto dei Tartari si chiamava I perché di Dino Buzzati.

Dal marzo del 1968 all’aprile dell’anno successivo, Buzzati rispose alle lettere dei bambini che scrivevano in redazione, piene di perché tipici dei bambini, alcuni semplicissimi, altri complicatissimi, da Perché le mosche hanno sei zampe? fino a Perché quando i grandi parlano con noi si dimenticano sempre di essere stati ragazzi? o Perché il mio professore, quando incontra il preside, si leva tanto di cappello e quando invece viene salutato dal bidello fa appena un piccolo gesto con la mano?

Dino Buzzati, “I «perché». Le risposte alle lettere dei bambini sul «Corriere dei Piccoli»”, Mondadori Electa, marzo 2018
(courtesy: Mondadori Electa)

Qualche anno dopo, nel 1971, in un’intervista, Buzzati disse che «scrivere per i bambini è molto più difficile che scrivere per i grandi, i quali più o meno si sa come la pensino. I ragazzi sono i lettori più aperti, più disinteressati, insomma i meglio disposti per accogliere il discorso umano di uno scrittore. Dicendo questo io non intendo affatto affermare che siano i più sprovveduti. Al contrario, penso che piacere a un ragazzo sia una cosa difficilissima. Innanzitutto perché bisogna raccontargli delle storie che stiano in piedi, in secondo luogo perché bisogna adoperare un linguaggio immediato che vada dritto al cuore. Un ragazzo capisce subito quando uno scrittore fa sul serio e quando, invece, cerca di barare».

Lui, ovviamente, cercava di non barare e, anzi, ce la metteva tutta per dare risposte serie ma allo stesso tempo non banali, addolcite dall’ironia o dal paradosso. A dimostrarlo ci sono i testi — 22 in totale — usciti sul Corrierino e oggi raccolti per la prima volta in un libro pubblicato da Mondadori Electa: I «perché». Le risposte alle lettere dei bambini sul «Corriere dei Piccoli», a cura di Lorenzo Viganò, giornalista e studioso di Buzzati, e illustrato con i collage di Silvia Bonanni.

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