Nella cultura giapponese, tradizionalmente ricca di leggende, eroi e creature fantastiche, la letteratura per l’infanzia ha un terreno molto fertile in cui affondare le proprie radici.

Secondo una grande mostra organizzata nel 2011 dalla International Library of Children’s Literature — biblioteca di Tokyo specializzata in libri per bambini e ragazzi che ha un catalogo di oltre 400.000 volumi, tra giapponesi e stranieri —, intitolata Japanese Children’s Literature: A history from the International Library of Children’s Literature Collections, le origini vanno rintracciate soprattutto negli Otogizōshi, le favole illustrate d’epoca medievale, e negli akahon, i libri illustrati della fine del ‘600 e dei primi del ‘700.

Sazanami Iwaya, “Koganemaru”, 1891
(fonte: kodomo.go.jp)

Ma il primo esempio moderno di letteratura per l’infanzia a tutti gli effetti, pensato e pubblicato come tale, viene considerato Koganemaru, di Sazanami Iwaya, che racconta la storia di un cane che si vendica di una tigre che aveva ucciso suo padre.

Ed è proprio Koganemaru uno dei libri con cui si apriva la mostra, che copriva oltre un secolo di letteratura giapponese per l’infanzia — dalla fine dell’800 al 21° secolo — e ne raccontava la storia, mostrando gli esempi più celebri, interessanti, importanti.
Nel 2015, quando l’esposizione, che quindi è rimasta allestita per anni, è stata finalmente archiviata, la biblioteca ha pensato bene di “spostarla” online, pubblicando alcuni dei testi della mostra accompagnati da alcuni dei volumi, ciascuno con le copertine o immagini delle pagine interne, oltre e a informazioni su autori, casa editrice, anno e trama.

Di seguito alcuni dei “tesori” che è possibile trovare sul sito.

Nishimaru Azumaya, “Momotaro”, 1896
(fonte: kodomo.go.jp)

“Yonen gaho”, rivista mensile per bambini, 1906
(fonte: kodomo.go.jp)

Sazanami Iwaya, Sakae Okano, “Otogi gacho ukare kokyu”, 1978 — ristampa di un volume del 1908
(fonte: kodomo.go.jp)

Mimei Ogawa, Yohei Watanabe, “Akai fune: Otogihanashishu”, 1971 —
ristampa di un volume del 1910
(fonte: kodomo.go.jp)

“Otogi no sekai”, rivista per ragazzi, 1919–22
(fonte: kodomo.go.jp)

Yumeji Takehisa, “Dontaku ehon”, 1985 — ristampa di un volume del 1923
(fonte: kodomo.go.jp)

“Dowa”, rivista per ragazzi, 1920–26
(fonte: kodomo.go.jp)

Yoshio Toyoshima, Jun Suzuki, “Yume no tamago”, 1927
(fonte: kodomo.go.jp)

Shigeru Hatsuyama, “Issunboshi”, 1978 —
ristampa di un volume del 1928
(fonte: kodomo.go.jp)

Atsuo Ooki, Tomoyoshi Murayama, “Ebanashi sekai yonen sosho, Neko no shippo”, 1978 — ristampa di un volume del 1932
(fonte: kodomo.go.jp)

Joji Tsubota, “Maho: Tsubota Joji dowashu”, 1935
(fonte: kodomo.go.jp)

Muku Hatoju, Tai Yasu, “Dobutsudomo”, 1943
(fonte: kodomo.go.jp)

Momoko Ishii, Yukiko Katsura, “Nonchan kumo ni noru”, 1951
(fonte: kodomo.go.jp)

Jun’ichi Yoda, Fumiko Hori, “Bippu to chocho”, 1956
(fonte: kodomo.go.jp)

Teruo Teramura, Makoto Wada, “Boku wa osama”, 1961
(fonte: kodomo.go.jp)

Makoto Ooishi, Takushi Kitada, “Chokoreto senso”, 1965
(fonte: kodomo.go.jp)

Taruhi Furuta, Seiichi Tabata, “Oshiire no boken”, 1974
(fonte: kodomo.go.jp)

Chihiro Iwasaki, “Ame no hi no orusuban”, 1974
(fonte: kodomo.go.jp)

Sachiko Kashiwaba, Kozaburo Takekawa, “Kiri no muko no fushigi na machi”, 1975
(fonte: kodomo.go.jp)

Masamoto Nasu, Akira Antoku, “Bokura wa umi e”, 1980
(fonte: kodomo.go.jp)

Shinta Cho, “Kyabetsukun”, 1980
(fonte: kodomo.go.jp)

Naoko Kudo, Yoko Sano, “Tetsugaku no raion: Kudo Naoko shonen shishu”, 1982
(fonte: kodomo.go.jp)

Kaori Ekuni, Machiko Yagyu, “Tsumetai yoru ni”, 1989
(fonte: kodomo.go.jp)