Tante piattaforme, poca o zero selezione.
Negli ultimi dieci anni i siti dedicati al crowdfunding si sono moltiplicati. Ce ne sono di enormi e generalisti, come pure di piccoli e specializzati, dedicati a un solo tipo di prodotto, tra cui i libri.

Ma anche nel caso delle piattaforme specializzate c’è il rischio, per il potenziale lettore, di non riuscire a orientarsi una volta venuto meno il ruolo dell’editore tradizionale (che sceglie e mette la sua “impronta” su un’opera, per citare il titolo di un libro di Roberto Calasso, proprietario e direttore editoriale di una delle case editrici italiane dall’identità più forte: Adelphi).

Non è soltanto chi acquista, tuttavia, a perdersi in un oceano pieno, sì, di tesori, ma anche di relitti mal progettati e mal comunicati. Anche per gli autori riuscire ad emergere è complicato, e infatti le piattaforme di crowdfunding sono anche mastodontici cimiteri di fallimenti, di autoproduzioni lasciate annegare dopo aver raggiunto appena l’uno, il due, il dieci percento del denaro necessario alla pubblicazione.

Anthony Burrill, “Look & See”, Volume
(fonte: vol.co)

Fondato a fine 2017, Volume nasce come soluzione a tutti questi problemi, per lo meno per quanto riguarda il panorama dei libri d’arte, design e architettura.
Dietro all’iniziativa ci sono Lucas Dietrich e Darren Wall: il primo è direttore editoriale della casa editrice Thames & Hudson, il secondo è art director, editore indipendente (con Read-Only Memory) e consulente di “publishing innovation” sempre a Thames & Hudson — che quindi la sua impronta ce la mette eccome.

L’idea di Dietrich e Wall è di mettere a catalogo solo poche pubblicazioni, tutte estremamente curate, destinate a una nicchia di pubblico ben precisa.

Il primo crowdfunding, già finanziato, è Look & See, una monografia sul grande graphic designer e stampatore Anthony Burrill, mentre a seguire ci sono la riedizione di un saggio seminale sull’architettura, Megastructure, e un volume, intitolato Storytelling Architecture, dedicato alle visioni e ai concetti usciti fuori dai lavori presentati per un affascinante e bizzarro concorso di architettura (ma c’è anche una riedizione in inglese di un grande classico della nostra cucina, Il bello e il buono a tavola di Pellegrino Artusi, che ovviamente subirà un profondo restyling a livello di design).

La piattaforma, tra l’altro, è aperta a nuovi progetti. C’è una sezione apposita per inviare le proprie idee e sperare che prima o poi possano rientrare nella ristretta lista di libri finanziati e prodotti attraverso Volume.

Reyner Banham, “Megastructure”, Volume
(fonte: vol.co)

Matthew Hoffman, Francesca Giuliani, “Storytelling Architecture”, Volume
(fonte: vol.co)