Sessant’anni fa usciva la primissima (e oggi praticamente introvabile) edizione del Supplemento al dizionario italiano di Bruno Munari, che raccoglieva i gesti tipici degli italiani, popolo gesticolante per eccellenza. Era il 1958, e a commissionare la pubblicazione fu la distilleria Carpano di Torino. Fu un abile strategia di marketing: tra i gesti che figuravano nel libro c’era anche quello per ordinare il vermouth prodotto dall’azienda, il Punt e Mes.

Nel ’63 il Supplemento venne pubblicato in una nuova, arricchita edizione dall’editore Muggiani, e dal ’99 viene ristampato da Corraini.

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Una copia di quel libro, un giorno, è arrivata tra le mani di Lilia Angela Cavallo. Barese, classe 1988, all’epoca Lilia studiava architettura a Ferrara e aveva un’amica brasiliana, Carla, a cui decise di regalare il Supplemento di Munari. Ma non si fermò lì: per lei cominciò a fotografare e raccogliere altri gesti, osservando, studiando e catalogando.

«I gesti sono tanti. Se si osserva attentamente qualcuno che parla, badando a cosa fanno le sue mani, a come interagiscono con la voce, a come voglion disperatamente prender parte al discorso, si nota come quasi ogni parola è mimata», spiega Lilia, che di gesti ne ha identificati 243, e con quelli ha realizzato Il dizionario dei gesti, pubblicato di recente da Iacobelli Editore.

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Da Fermo a Mavaffanculo (da non confondere con un vaffanculo normale), il dizionario mostra e traduce in italiano, inglese e francese tutto ciò che si può dire con le mani, ed è diviso in due sezioni, entrambe ordinate non alfabeticamente ma in base al flusso di coscienza dell’autrice.

La prima parte è dedicata ai gesti tradizionali e a quelli contemporanei, mentre la seconda — che si apre con il Saluto romano e poi passa a Ti faccio il culo, alla fellatio, al cunnilingus, al Ricchione, allo Sniffa — è dedicata a quelli volgari, scomodi, indecenti, violenti e cafoni. «Sono stati inseriti tutti per coerenza», scrive Lilia Angela Cavallo nell’introduzione, «perché anche loro esistono, come molte altre cose brutte».

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)

Lilia Angela Cavallo, “Il dizionario dei gesti”, Iacobelli Editore, novembre 2017
(foto: Frizzifrizzi)