Il 1997 fu il mio “annus difficilis”. Avevo 17 anni, problemi a scuola, problemi a casa, problemi con la ragazzina che frequentavo all’epoca, problemi con le droghe, problemi col bere, e finì che mi mandarono dallo psicologo, che fu anche il primo adulto — a parte quelli “virtuali” dei newsgroup a cui partecipavo sul quel lento, brutto ma straordinario paese delle meraviglie che era il web degli anni ‘90 — a leggere i racconti che scrivevo.

Passando più tempo nei circoli e nei bar che tra le mura domestiche e quelle scolastiche, la maggior parte delle short stories che buttavo giù tra un verdicchio e l’altro erano ambientate tra banconi disseminati di bicchieri e tavolini sporchi e, ovviamente, erano piene di personaggi “da bar”. «Dovresti leggere Benni e Bukowski» disse lo psicologo, non sapendo ancora che, effettivamente, entrambi erano già parte essenziale del programma di formazione che mi ero auto-assegnato come protesta personale al sistema scolastico.

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Benni e Bukoswki, entrambi con la B, come bar, sono i due grandi metri di paragone che escono fatalmente fuori quando si parla di storie e di bar, soprattutto se si tratta di vecchi bar, nati cioè nell’epoca pre-slot machine, pre-pay tv, pre-gastropub, e prima di croissant bio, arredamento shabby chic, lavagnette, lampade al led a 1900k e tutta la lista di elementi fintamente autentici cari all’omologazione hipster.

«Quei convivi pre-televisivi, volgari o nobili, ma comunque autoprodotti, dove ognuno era attore e spettatore», così lo stesso Benni definisce i bar nella prefazione all’edizione del quarantennale del suo libro più celebre, Bar Sport.

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

È proprio a questi luoghi che Sara Santarelli ha dedicato una fanzine, un numero di zero di quella che forse, chissà, diventerà una rivista, ma che è innanzitutto nata come progetto di tesi.

Originaria di Teramo, da poco laureatasi alla triennale in disegno industriale e ambientale ad Ascoli Piceno, Sara oggi studia moda a Venezia. Ci siamo conosciuti su Facebook lo scorso gennaio in modo un po’ assurdo — com’è giusto che sia, visto il tema. Mi scrisse lei, spiegandomi che leggeva Frizzifrizzi e che mi aveva sognato. Nel sogno discuteva con me del progetto di una rivista che aveva in mente da tempo e di lì a qualche mese sarebbe appunto diventata Storie da bar.

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Quando poi l’ha realizzata davvero, mi ha mandato prima qualche foto e poi una copia in “carta e ossa”. Dentro, con grande sorpresa (ma ormai dovrei sapere che quando si entra nel territorio caro ai Barfly, i mosconi da bar, cioè i frequentatori assidui, come li chiama Bukowski, le coincidenze sono calda materia letteraria) ci ho ritrovato uno degli storici locali della città in cui sono nato: il Bar Trieste, luogo in perenne penombra che, appena varcata la porta, ti spedisce in un’altra dimensione, essendo un vero e proprio museo straripante di oggetti della cultura contadina e artigiana della città.

D’altronde è proprio questo il punto di tutto il progetto.
«L’idea che avevo», spiega Sara, «era quella di raccontare dei luoghi attraverso i propri bar, perché li ho sempre osservati come dei piccoli contenitori dell’identità di un luogo e perché chi ci vive dentro è custode di tante storie. Ogni bar, negli anni, riesce a creare la sua atmosfera morbida e il suo “museo”. Non a caso un’altra cosa che mi affascina da morire è il collezionismo, e chi gestisce un bar ha sempre quella vena da accumulatore seriale».

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Questo numero zero, che parte dalle Marche e vede come protagonisti sei bar — il Pino Bar di San Benedetto del Tronto, il già citato Bar Trieste di Jesi, il Bar Casetta Vaccaj di Pesaro, il Liberty Cocktail Lounge di Ancona, il Gran Caffè Belli di Amandola, la Latteria Marini di Ascoli Piceno — è appunto una raccolta di storie narrate dai loro protagonisti, quelli che stanno dietro il bancone, e di immagini del passato e del presente che si sovrappongono le une alle altre non solo idealmente ma anche fisicamente, grazie a un intelligente progetto grafico che prevede anche pagine traslucide.

Molti di questi luoghi, oggi, rischiano di scomparire. Perché appartengono a un’altra epoca e resistono alle “fighetterie”. Eppure sono gli unici capaci di farti sentire a casa pure quando stai lontano dalla tua terra.

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Cito di nuovo Benni: «Mi chiedono spesso se il bar Sport non esiste più, e ogni volta rispondo con difficoltà. Credo che esistano ancora luoghi dove si può stare insieme per divertirsi e raccontare. Ma quel luogo mitico di narrazione orale e ascolto forse si è estinto. È raro come i panda, bisogna cercarlo in qualche piccolo paese o in periferia».
E una periferia allargata — quale può essere considerata l’intera regione Marche — è quella che Sara ha scelto di cominciare la sua esplorazione.

Storie da bar per ora è un prototipo e non ha ancora un sito, ma si può richiedere direttamente via mail all’indirizzo storiedabarmagazine@gmail.com.

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)

Storie da bar #0, autoproduzione, 2017
(courtesy: Sara Santarelli)