Recentemente le mie due figlie si sono appassionate all’account Instagram di Jon Burgerman. Fatto tutt’altro che inaspettato: l’artista, da anni di base a New York, ha la rara capacità di sorprendere con poco — pochissimo, in effetti, dato che gli basta mettere un paio di occhietti su una zucchina o un pilone spartitraffico, oppure disegnare una cacca che vola sopra un campo, per strappare un sorriso di meraviglia. (Particolarmente apprezzata dalla famiglia Sbarbati, e da altre migliaia di follower, è stata la mini-serie estiva dei gelati sciolti: ecco qualche esempio.)

Riconoscibilissimo nello stile, vistoso nel look, dotato di un magnetico sguardo da folle e attivo da anni tra mostre, toys, pubblicazioni e collaborazioni con marchi di ogni tipo, Burgerman ha avuto una movimentatissima estate vista l’uscita di ben quattro libri realizzati da lui con diversi editori.

“Splat”, di Jon Burgerman, Penguin Random House, giugno 2017

Il primo, Splat!, pubblicato a giugno, è un libro illustrato “interattivo” che permette di sbattere in faccia al protagonista davvero di tutto. Come? Chiudendo con forza il volume, appunto con uno splat.

“Jon Burgerman’s Daily Doodle”, di Jon Burgerman, Laurence King, agosto 2017

Il secondo, Jon Burgerman’s Daily Doodle, uscito in agosto, è una guida per disegnare — o meglio, scarabocchiare — come lui.

“It’s Great to Create – 101 Fun Creative Exercises for Everyone”, di Jon Burgerman, Chronicle Books, agosto 2017

Il terzo, invece, sempre di agosto, è un cosiddetto “activity book”. Intitolato It’s Great to Create, suggerisce ben 101 esercizi creativi da svolgere in solitaria o in compagnia, adatti — esattamente come la stragrande maggioranza delle sue opere — sia ai grandi che ai piccoli.

Ecco Mr. Burgerman in persona che lo presenta.

Rhyme Crime, infine, è una breve storia illustrata in cui un misterioso ladro ruba oggetti e li sostituisce con altri che fanno rima con quelli sgraffignati.

“Rhyme Crime”, di Jon Burgerman, Oxford University Press, agosto 2017

E durante tutto questo super-lavoro, Burgerman ha trovato pure il tempo per raccontare la sua, di storia.
Quando ha commissionato al filmmaker Bas Berkhout alcuni scatti promozionali per It’s Great to Create, infatti, quelli rimasti fuori dalla selezione sono stati utilizzati per un piccolo, affascinante documentario in cui l’artista racconta la sua vita.

Eccolo.