Un documentario dedicato alle macchine per scrivere

Nessuno sa quante macchine per scrivere ci siano ancora in giro nel mondo. Né quante di esse siano diventate soprammobili o pezzi da museo e quante, invece, vengono ancora utilizzate. Queste ultime, probabilmente, sono poche. Ancora meno sono coloro che le riparano.
Tempo fa abbiamo parlato di una piccola impresa di famiglia, a New York, che porta avanti questo mestiere, anacronistico tanto quanto affascinante.

California Typewriter, documentario che dopo aver fatto il giro dei festival di cinema di mezzo mondo è uscito in DVD e Blu-Ray, racconta di un’altra di queste piccole, obsolete botteghe — la California Typewriter del titolo, appunto — ma il negozio è solo il punto di partenza per andare a indagare la piccola ma battagliera comunità di coloro che non hanno abbandonato uno strumento come la macchina per scrivere, che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del XIX e del XX Secolo.

Protagonisti del documentario sono gli scrittori, i giornalisti, i collezionisti e gli artisti (c’è anche Tom Hanks, che come spiegavo qua ha una enorme collezione di macchine per scrivere, più di 200, le usa regolarmente e ha pure creato un’app per tradurre su iPad e iPhone un po’ dell’esperienza analogica della scrittura a macchina).

Diretto da Doug Nichol, regista americano specializzato soprattutto in video musicali e pubblicità, il film è anche — come spiega la sinossi — «una meditazione sulle mutevole dinamiche che ci sono tra uomo e macchine, e ci porta a considerare la nostra stessa relazione con le tecnologie, nuove e vecchie, mentre l’enfasi che l’era digitale mette su concetti come la velocità e la convenienza spinge a chiedersi chi, tra l’uomo e la macchina, sta servendo chi?»

co-fondatore e direttore
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