Anxy: una rivista di arte e cultura dedicata alla salute mentale

I nostri mondi interiori, quelli che spesso ci rifiutiamo di condividere, le nostre lotte personali, le paure che ci spingono a credere che il resto del mondo è normale mentre noi non lo siamo

Ansia, depressione, nevrosi, rabbia, attacchi di panico, manie, fobie, dipendenze, alterazioni della percezione, disturbi alimentari: sono gli ingredienti base per molta fiction di successo (e per altrettanta letteratura, cinema e tv spazzatura); forniscono agli opinionisti di professione il materiale per guadagnarsi il pane con uscite allucinanti nei programmi del pomeriggio; fanno da esca nei titoli delle rubrichette superficiali dei giornali; diventano hashtag nei post passivo-aggressivi degli amici sui social. E questo non fa che allargare il divario tra l’approccio medico-scientifico nei confronti di simili tematiche, e quello morboso o frivolo o “da operetta”.

Nel mezzo, con grande coraggio e una vena di lucida follia (tanto che siamo in argomento), va a collocarsi una nuova rivista indipendente americana: Anxy.
E se di magazine che affrontano soggetti anche molto complessi ce ne sono per fortuna molti nel variopinto panorama della nuova editoria periodica, è davvero difficile trovarne uno disposto a districare (o perlomeno a provarci) una matassa come quella della salute mentale.

Fondato da un gruppo di giornalisti che arrivano da testate come Atlas Obscura, Rolling Stone, Wired, Monocle, Guardian, Wall Street Journal, Bloomberg, New York Magazine, Cosmopolitan, Salon, ai quali si aggiungono psicologi e ricercatori professionisti per il supporto tecnico-scientifico, Anxy si basa soprattutto su un’idea semplice quanto indovinata: trattare il tema della salute mentale adottando il linguaggio e l’estetica di una rivista di arte e cultura, esplorando prospettive differenti, utilizzando il linguaggio visivo per sviscerare anche le questioni più spinose, adoperando gli strumenti del reportage e del racconto per offrire al lettore un itinerario tutt’altro che banale (“turistico”) all’interno dei problemi.

Il magazine è stato finanziato attraverso una campagna di crowdfunding e ad ogni uscita tratta un disagio differente. Il primo numero, pubblicato a maggio, è dedicato alla rabbia.

Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
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Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
Anxy #1 – Anger
co-fondatore e direttore
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