Save the date | 6 anni di Inuit, festeggiati a Roma con una mostra e 3 performance

Dalla piazza [Verdi, a Bologna, ndr], andando nella direzione di una più tranquilla e borghese via San Vitale, c’è via Petroni. Che sa di curry e di vino, e di gente e di vita. Proprio in mezzo alla via (n.19c, per l’eventuale pigrone indolente che non ha voglia di arrivare in fondo all’articolo), un piccolo spazio dal nome glaciale, pieno di libri e di stampe e di cose, pochi metri quadri dove l’ordine regna sovrano e ogni metro quadrato è ad altissima densità di creatività e di ricerca. Benvenuti da Inuit, il paradiso delle autoproduzioni e della microeditoria.

Così scrivevo nel 2013 quando conobbi e intervistai per la prima volta Marco Tavarnesi, uno dei fondatori di Inuit, minuscolo spazio che in questi quattro anni è cresciuto poco a livello di metri quadri (aprendo non molto lontano dalla libreria una stamperia con tanto di imboscatissimo posto letto a disposizione di uno dei tanti artisti ospitati per una residenza) ma tantissimo in quanto ad attività, iniziative, collaborazioni, produzioni editoriali e culturali.

(courtesy: Inuit)

Nato nel 2011 durante il Festival del Fumetto di Lucerna (allucinati dall’alto livello delle pubblicazione e delle mostre, gli “inuitiani” si sono detti «Proviamo a portarle noi in Italia queste pubblicazioni»), Inuit, come il coraggioso e resiliente popolo artico da cui prende il nome, sa resistere anche alle condizioni più dure e inospitali, e nonostante si trovi nella zona a più alto disagio dell’intera città di Bologna, è riuscito a prosperare e a diventare una delle realtà più attive, evolvendo da semplice bookstore a location per mostre, piccola casa editrice indipendente e studio di stampa in risograph.

In poche parole, uno dei nuovi poli culturali bolognesi, perlomeno per ciò che riguarda l’illustrazione ed il fumetto. Un “nodo” che ha ramificazioni che arrivano in mezzo mondo: sugli scaffali volumi da 14 paesi diversi, progetti di collaborazione che vanno dall’Italia (Lucca Comics, BilBOlbul, Treviso Comic Book Festival) fino a Parigi e Strasburgo, e artisti che vengono da tutta europa per farsi stampare le tavole da Marco, che continua ad accumulare macchinari e ormai è diventato un vero maestro della stampa.

(courtesy: Inuit)

Sono dunque 6 anni che Inuit esiste, resiste, c’è.
E per festeggiare l’anniversario ha organizzato una mostra a Roma, durante il festival ARF!, dedicato al fumetto e arrivato alla sua seconda edizione.

Ospitata da Studio Pilar, l’esposizione presenterà una selezione delle opere nate in questi anni dalla collaborazione tra Inuit e decine di artisti e collettivi, italiani e non.

(courtesy: Inuit)

Oltre alla mostra, per tutti e tre i giorni — 26, 27, e 28 maggio, ci saranno altrettante performance di disegno dal vivo, presso la Self Area del festival, ribattezzata Self ARF!. La location è La Pelanda del MACRO Testaccio. Ospiti: Serena Schinaia, Francesco Guarnaccia e Martoz.

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6 anni di INUIT tra stampa, edizioni e collaborazioni

QUANDO: 26 — 28 maggio 2017
OPENING: 26 maggio | 20,00
DOVE: Studio Pilar | via Panfilo Castaldi 16, Roma

PERFORMANCE DI SERENA SCHINAIA: 26 maggio | 17,30 — 19,30 (c/o La Pelanda del MACRO Testaccio)
PERFORMANCE DI FRANCESCO GUARNACCIA: 27 maggio | 17,30 — 19,30 (c/o La Pelanda del MACRO Testaccio)
PERFORMANCE DI MARTOZ: 28 maggio | 17,30 — 19,30 (c/o La Pelanda del MACRO Testaccio)

INFO: faceboook[/cbtab][cbtab title=”MAPPA”][/cbtab][/cbtabs]

(courtesy: Inuit)
(courtesy: Inuit)
(courtesy: Inuit)
(courtesy: Inuit)
(courtesy: Inuit)
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