Senza andare indietro di qualche era geologica, anche soltanto dieci anni fa pensare di acquistare capi d’abbigliamento sul web era un’esperienza esotica e per pochi coraggiosi.
Poi pian piano ci siamo resi conto che dopotutto una borsa o una sciarpa o una cravatta puoi pure rischiare di non provartele addosso. Lo stesso con una t-shirt — S, M, L, XL, XS, e così via, che ci vuole?

Anno dopo anno ci siamo fatti sempre più coraggio (un coraggio alimentato dai prezzi più bassi trovati online) e abbiamo cominciato a puntare anche a pantaloni, scarpe, camicie, aiutati da quella pratica chiamata showrooming, diventata presto uno dei nemici n.1 dei negozianti: vai in negozio a provare un capo, vedi se ti sta bene, segni taglia e modello e poi vai a cercartelo su internet e te lo fai spedire a casa.

(courtesy: Lanieri.com)

Con gli abiti su misura, però, è ovviamente tutt’altro paio di maniche — anche in senso letterale, a pensarci bene.
Come replicare l’occhio, l’esperienza, l’abilità del sarto? Semplice: con un altro sarto.
Ma offrendo al cliente la possibilità di scegliere da solo tessuti e varianti (giacche a due o tre bottoni; forma e ampiezza dei revers; doppiopetto o meno; colletto, polsini, bottoni e taschini della camicia, colore delle cuciture) e soprattutto di saltare a pié pari la fase di misurazione nell’atelier o nella bottega, prendendo da soli le misure.

Questo è ciò che fa Lanieri.com, progetto nato nel 2012 dall’idea di Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, e diventato subito un caso-scuola nel panorama mondiale del commercio online, tanto che l’anno scorso il marchio si è portato a casa, in ex-aequo con un colosso come Zalando, il premio per la categoria “abbigliamento e accessori” del Netcomm eCommerce Award, e ha fatto il bis qualche giorno fa per l’edizione 2017, ma stavolta in solitaria in testa alla classifica.

(courtesy: Lanieri.com)

Utilizzando i tessuti dei più prestigiosi e storici lanifici e cotonifici italiani — una lista che va dalla A di Albini Group alla Z di Zegna e di Zignone, con in mezzo Carlo Barbera, Canclini, Loro Piana, Marzotto, Reda, Vitale Barberis Canonico… — gli abiti e le camicie (ma anche gilet, cappotti, accessori) sono tutti confezionati in Italia e fatti appunto su misura.

Su come funziona Lanieri.com ne abbiamo già parlato tempo fa. Chi acquista può scegliere due strade: la prima è misurarsi da sé e poi andare a personalizzare l’abito online, sapendo che le misure saranno studiate da un modellista esperto, il quale, nel dubbio, chiederà al cliente altre misurazioni; la seconda è andare in uno degli atelier “offline” o nei temporary shop Lanieri e prendere appuntamento con un sarto, sapendo che poi gli eventuali successivi acquisti potranno essere fatti su web perché ormai i dati essenziali sono archiviati sul proprio profilo.

(courtesy: Lanieri.com)

Attualmente gli atelier sono a Milano, Roma, Torino, Bologna, Biella, Zurigo, Bruxelles e Parigi, mentre dallo scorso aprile il marchio ha lanciato Lanieri Live Experience, con un piccolo tour che è partito da Firenze, ha toccato Palermo e il 26 e 27 maggio prossimi tornerà a Firenze.

Online, invece, è stato da poco inaugurato il configuratore 3D (sviluppato interamente in Italia), che permette di poter esaminare i prodotti da diversi punti di vista, in modo da non perdere alcun dettaglio e muoversi più agilmente tra le 10 milioni di possibili combinazioni tra modelli, tessuti e varianti.

(courtesy: Lanieri.com)

(courtesy: Lanieri.com)

(courtesy: Lanieri.com)

(courtesy: Lanieri.com)

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