C’è Hokusai, ci sono le Cento vedute famose di Edo di Hiroshige, ci sono le stampe erotiche, i mostri tradizionali, i personaggi leggendari, i costumi variopinti, le splendide prospettive che hanno ispirato generazioni di mangaka. E poi ci sono cose meno… “già viste”, come ad esempio le tavole botaniche e le opere di decine e decine di artisti meno conosciuti.

Sono oltre 1000 le antiche stampe giapponesi raccolte sull’archivio del Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, museo delle arti applicate che ha digitalizzato e messo online, da consultare e, nella maggior parte dei casi anche da scaricare, oltre 11.000 opere, la maggior parte delle quali relative alla fotografia e alle arti grafiche.

Tsukioka Yoshitoshi, 1888

Hattori Sessai, 1874

Nakajima Gyōzan, 1872

Tsukioka Yoshitoshi, 1868

Shibata Zeshin, 1862

Utagawa Kunisada e Utagawa Kunihisa II, 1858

Utagawa Kunisada, 1847–1848 ca.

Keisai Eisen, 1830–1848 ca.

Utagawa Kuniyoshi, 1848

Utagawa Kuniyoshi, 1843

Utagawa Kunisada, 1825–1861 ca.

Utagawa Kuniyoshi, 1834–1835 ca.

Katsushika Hokusai, 1831–1832 ca.

Mori Ippō, 1798–1871 ca.

Utagawa Toyohiro, 1773–1829 ca.

Utagawa Kunisada, 1786–1864 ca.

Kitao Masayoshi, 1764–1824 ca.

Suzuki Harunobu, 1770

Tachibana Morikuni, 1679–1748 ca.