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(courtesy: Torri Lana 1885)

Torri Lana 1885: oltre centotrent’anni di storia di un lanificio bergamasco

Non so bene quando è nato il mio interesse per le aziende storiche italiane, sul perché non ci sono dubbi: curiosità ed ammirazione per la tenacia e la dedizione con cui alcuni imprenditori — i titolari — sono riusciti a superare innumerevoli difficoltà, soggettive ed oggettive, e a bilanciare tradizione ed innovazione, senza farsi prendere dal panico dell’immobilismo, senza cedere alla tentazione di tirare “i remi in barca”, smettere di lavorare e mettere al sicuro il frutto del loro lavoro.

Spesso sono aziende che passano di padre in figlio, generazione dopo generazione per decine di anni. A volte però questa staffetta si interrompe e il testimone passa a qualcun altro, disposto a raccogliere l’immenso patrimonio storico.

È quanto è successo a Torri Lana, un’azienda tessile nata ufficialmente nel 1885 a Gandino, in provincia di Bergamo, e gestita, fino al 2010, dalla famiglia Torri, di cui noi oggi grazie a Luca Carrara, che l’ha rilevata, raccontiamo la storia.

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(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Quando è nata l’azienda?

L’azienda nasce nel 1885 per produrre panni in lana per l’abbigliamento femminile. In azienda si compiva l’intero ciclo di lavorazione: arrivava la fibra di lana, poi veniva tinta, filata e tessuta, e si faceva anche il finissaggio del tessuto. La forza motrice era l’acqua di un torrente, che scorre qui a fianco, e che era stato canalizzato proprio per essere utilizzato. Faceva girare tutti i macchinari. Presumo che il sito sia stato costruito qui proprio in funzione della disponibilità dell’acqua.

(courtesy: Torri Lana)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Che lana si usava? So che quella della pecora locale, la pecora bergamasca, non era proprio una lana di ottima qualità.

No, Torri lana produceva panni per abbigliamento femminile di alto livello, quindi già da allora utilizzava lana merino.
Tieni presente che già ai primi del ‘900 una delle vetrine de La Rinascente di Milano era dedicata a Ermenegildo Zegna e l’altra a Torri Lana.
Le lane utilizzate in azienda erano di alta qualità mentre — come hai detto tu stessa — quelle delle pecore autoctone erano più grossolane, più pungenti e quindi non utilizzabili per i prodotti di Torri Lana. Qui si preferiva usare lane di importazione, provenienti da Argentina, Australia e Nuova Zelanda. Esistevano già all’epoca importatori (inglesi) che le facevano arrivare in Europa.
Comunque, a parte l’arrivo della lana dall’estero, tutto il resto del ciclo avveniva qui, anche un’accurata selezione manuale, per assicurare un prodotto qualitativamente molto alto.

I panni venivano anche confezionati in azienda?

No, l’azienda produceva i panni in lana ma la confezione avveniva altrove, sia in Italia che in tutto il mondo, già da allora, ed erano rinomati per la loro altissima qualità. Viaggiavano sia per mare che con il treno.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Passiamo alla vostra parte di storia, voi quando avete acquistato l’azienda?

Io, Massimo [Belotti, ndr] e il nostro terzo socio eravamo insieme a scuola, un Istituto Tessile di Bergamo, siamo sempre stati amici e nel 2010 abbiamo deciso di rilevare l’azienda. I Torri, la famiglia che ha fondato e gestito l’azienda fin dal 1885, ha proposto a Massimo (che aveva lavorato in azienda per 30 anni!) di rilevarla, visto che in seno alla famiglia non c’era più nessuno interessato a gestirla.
Abbiamo costituito una società che si chiama Torri Lana 1885 srl — la precedente si chiamava Torri Lana srl — per rendere chiaro sin dal nome il nostro intento di continuare la linea tracciata dalla famiglia Torri, che ha lasciato sul mercato un’impronta positiva, un nome molto conosciuto ed apprezzato sia per la qualità del prodotto che per la serietà e la continuità.
Il nostro intento è sempre stato quello di continuare quello che già c’era e valorizzarlo, mettendo in evidenza la storicità dell’azienda e del marchio, la capacità tecnica e dando uno slancio nello stile e nella parte commerciale, la parte più necessaria per poter restare sul mercato in modo sano e costruttivo.

La sede produttiva è rimasta la stessa?

Sì ed è un grande valore, perché è veramente molto bella e anche conservata in modo pressoché originale.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Sono rimaste in funzione antiche macchine e telai?

No, noi abbiamo tecnologia moderna in un sito storico, perché riteniamo che per essere competitivi, flessibili e rapidi nelle consegne, bisogna avere macchinari di ultima generazione, macchinari elettronici, molto versatili. Perché ormai nella produzione è tutto molto frazionato, quindi le dotazioni tecnologiche devono — secondo noi — essere super moderne.
Come dicevo, la parte dell’immobile invece è rimasta storica e pressoché originale, ben conservata. Una sorta di archeologia industriale.

Ho letto che esistono prove che sul sito dove sorge l’azienda c’era produzione tessile già della XIII secolo?

Considera che questa zona della Val Gandino è sempre stata una zona di lanifici e setifici, c’è una tradizione tessile millenaria. La famiglia Torri è sempre stata coinvolta in questa tipo di produzione e commercio. Quindi alcuni dati lasciano presumere che già dal XIII secolo svolgessero attività tessile in questo sito. In archivio, comunque, esistono tracce documentali a partire dal XIV secolo.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Il tuo socio Massimo ha lavorato in Torri Lana per 30 anni, anche tu ti occupavi di tessile prima di comprare l’azienda?

Sì, tutti e tre noi soci ci siamo occupati di tessile, anche se in tre ambiti diversi. Massimo da subito, appena finita la scuola, ha iniziato a lavorare per Torri Lana; io invece ho lavorato nell’ambito dei filati, per grosse aziende, come tecnico all’inizio e poi come dirigente, mi occupavo di ricerca & sviluppo del prodotto e della parte commerciale. Diciamo che io ho portato con me in Torri Lana 1885 il know how dei filati, mentre Massimo ha quello della tessitura.
Il nostro terzo socio, che non è operativo in azienda ma è una spalla importante per prendere decisioni e nelle definizioni delle strategie, è tutt’ora il general manager di una grossa azienda tedesca, che gestisce il mercato europeo, e anche lui si occupa di prodotti tessili oltre che tecnici.
Le nostre differenze professionali hanno aiutato nel proseguire quella che era la linea tenuta dalla famiglia Torri, modernizzandola e attualizzandola, con degli interventi sia tecnici, come l’introduzione delle ritorcitura, ma anche nello stile e nella parte commerciale.
Alla fine devo dire che tutte le cose si sono messe al meglio e stiamo riuscendo a migliorare ulteriormente quello che era il grande valore dell’impresa.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Immagino però che non sia stato facile…

È stata una sfida e in tanti hanno provato a dissuaderci, perché effettivamente, comprare un’azienda tessile nel 2010, un momento in cui il tessile faceva paura, non era cosa da poco. Invece abbiamo trovato un’azienda a posto, sotto tutti i punti di vista, sia nei confronti dei clienti che dei fornitori e della banche, quindi siamo stati facilitati da questo pregresso. E poi noi ci abbiamo messo del nostro.

Vi siete dati una “missione”?

Il nostro intento era principalmente quello di prendere una storia lunghissima, un percorso aziendale centenario, che avrebbe potuto perdersi nel tempo, e mantenere questa storia di qualità, attualizzando però la produzione, la distribuzione e il servizio. Va detto che, comunque, loro erano già stati molto bravi a traghettare l’azienda fino ai giorni nostri, pur tra mille difficoltà.

Parliamo della produzione, che cicli di produzione sono rimasti in azienda?

Il cuore della nostra produzione resta la tessitura, con all’interno tutti i cicli, che vanno dalla preparazione dei filati, l’orditura, la tessitura e il controllo qualità. In più dal 2010, quando abbiamo rilevato l’attività, abbiamo inserito anche la ritorcitura.
Questa è stata una scelta molto importante e determinante, perché ci ha permesso di poter sviluppare maggior creatività e di riuscire a sfruttare meglio un magazzino di filati di base, riuscendo a realizzare una grande varietà di prodotti, ritorcendo i filati e abbinandoli, legandoli insieme attraverso la torsione.
Quindi da una parte abbiamo ottenuto una migliore gestione del magazzino, dall’altra una grande flessibilità in uscita, sia di prodotto che di produzione, perché siamo in grado di gestire in autonomia e all’interno della fabbrica la creazione e la produzione dei filati.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

E la tintura?

Noi realizziamo i filati e li facciamo tingere all’esterno, una volta che sono tinti, o li utilizziamo per come sono o, ritorcendoli, per tutta una serie di articoli, che sono poi quelli di nuova generazione, nata quando noi abbiamo rilevato l’azienda. In questo modo abbiamo creato delle varianti completamente nuove, che sono piuttosto uniche e pressoché inimitabili, perché sono molto complicate da realizzare per ogni altra azienda.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Come è cambiata la produzione aziendale in questi 130 anni di storia?

L’azienda è nata a fine ‘800 e, come detto, produceva panni di lana per l’abbigliamento femminile. Negli anni della prima e della seconda guerra mondiale, la produzione è stata convertita o integrata, in modo prioritario da forniture militari: si facevano i panni per i cappotti dell’esercito e anche le coperte.
Terminato il conflitto, fino agli anni ’70, è ripresa la produzione di collezioni di abbigliamento femminile e coperte.
Dagli anni ’70 in poi però la produzione è stata convertita definitivamente a tessuti per l’arredamento, che non sono più stati esclusivamente a base lana, ma si è iniziato ad usare anche il cotone, il lino, la viscosa. Comunque, prevalentemente, fibre naturali. È iniziata la collaborazione con dei designer di tessuti, sono nate delle produzioni specifiche per arredamento. Da allora l’azienda produce, prevalentemente, tessuti per coperture di imbottiti, divani, poltrone, sedie…

Qual è il vostro mercato di riferimento?
Il mercato di riferimento è quello del design, di altissimo livello, esportiamo in tutto il mondo al top del design mondiale.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Quanto conta per voi il mercato italiano?

Attualmente il 30% della nostra produzione è destinata al mercato italiano, il resto va all’estero.
Le nostre produzioni sono di fascia alta, ma abbiamo anche clienti che fanno grandi quantità in fascia media, e siamo in grado di venire incontro alle loro esigenze con prodotti che hanno un’ottima proporzione tra qualità e prezzo.
Un corretto equilibrio qualità prezzo ci premia nelle scelte dei clienti.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Da dove arriva adesso la lana e le altre materie prime?

Le materie prime che acquistiamo oggi sono cotone, lino, viscosa e lana e preferiamo acquistare tutti filati di origine italiana o comunque europea. Soltanto piccole quantità di poliestere — che è tra i cosiddetti componenti tecnici — arriva dall’est, ma solo perché ormai in Europa non si produce più.
I filati di lana li prendiamo in Austria o da un’azienda italiana, che ha la produzione sia in Italia che in Bulgaria. Le lane sono merino o da pecore del Sud Africa o del Sud America, a seconda se si predilige l’aspetto tecnico o l’aspetto di mano.
Il cotone è americano o egiziano; il lino viene dal Belgio, come coltivazione, mentre la filatura, in questo caso, avviene in Slovenia.
Ne facciamo una questione di principio di salvaguardia di tutta la filiera, prediligiamo gli italiani, se c’è il prodotto giusto, o europei là dove non si trova il prodotto qui in Italia. Non ci intessa risparmiare qualche centesimo con l’importazione, ma avere un’alta qualità.

Avete un ufficio stile interno o producete su commissione indicazione del cliente finale?

Noi facciamo mediamente due collezioni l’anno, con l’introduzione ad ogni collezione di circa 20 articoli, quindi moltiplica gli anni e immagina quante proposte abbiamo. Abbiamo un ufficio stile interno che è composto da Massimo, il mio socio, che oltre a seguire tutta la parte produttiva, segue anche le fasi di sviluppo del prodotto. Con Massimo lavora un architetto che si occupa però prevalentemente della parte del disegno, dell’indirizzo e del colore, mentre la parte di sviluppo tecnico la segue Massimo.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)

Il mondo del design si è frazionato, come incidono sulla vostra attività le produzioni sempre più diversificate?

I tagli medi sono diminuiti per tutti e il consumo è più limitato, quindi è sempre più importante sapersi organizzare per limitare gli sprechi e tenere sotto controllo i costi di produzione, per dare più opzioni ai clienti, senza aumentare i costi.
Per esempio, una cosa che abbiamo fatto noi, rispetto a prima che si produceva solo su ordine (perché le aziende volevano l’esclusiva e i quantitativi erano ingenti), è di aver inserito una linea di prodotti che vendiamo a taglio, in pratica il cliente può ordinare da un metro in sù. Questo ha facilitato molto l’apertura di nuovi mercati per i nostri prodotti, perché non hai vincoli e non serve un grande investimento. Ed anche questo è stato un altro tassello che ha contribuito a permetterci di far crescere l’azienda in questi ultimi sei anni.

(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)
(courtesy: Torri Lana 1885)
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(courtesy: Torri Lana 1885)
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co-fondatrice e caporedattrice
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