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Mauro Gatti ci parla di “Notecook”, una nuova serie di taccuini illustrati dedicati all’alimentazione vegana

Mauro Gatti è uno degli illustratori italiani più conosciuti dentro e fuori dai nostri confini. Tra i primi ad intuire le potenzialità del digitale e dell’animazione, Mauro si è costruito fin dalla fine degli anni ’90 un curriculum che andrebbe studiato nelle scuole come “case history”: il classico (ma purtroppo raro) esempio di chi ce l’ha fatta grazie all’intelligenza, al talento e al coraggio, ed è riuscito a mettere perfettamente assieme due anime, quella dell’artista e quella dell’imprenditore.

Mentre io e te ce ne stavamo ancora a grattarci la pancia cercando di capire che fare della nostra vita, lui era già balzato all’attenzione dei magazine online dell’epoca, con un sito, thebrainbox, che conteneva i suoi lavori e i suoi esperimenti digital e che gli ha pure portato diverse collaborazioni con grandi aziende. Erano i primi anni ’00 e da lì in poi, per Mauro, è stata una continua ascesa.

Dopo qualche anno da freelance e clienti come MTV, Disney e Peugeot, nel 2004 ha co-fondato Mutado, un’agenzia creativa che è arrivata ad avere qualcosa come oltre 30 dipendenti e un giro d’affari internazionale, prima di essere acquisita, nel 2012, dal gruppo De Agostini. A quel punto Mauro—che nel frattempo portava avanti anche la sua attività di illustratore—rimase per altri due anni in veste di CEO e direttore creativo, per poi fare i bagagli e volare dall’altra parte del mondo, in California, a Venice, dove attualmente vive assieme a sua moglie Giusy D’Addio e ai loro tre cani, Ozzy, Nena e Cyrus, e dove lavora da un anno come digital creative director negli studios di JibJab, in cui si occupa di StoryBots, un progetto di “edutainment” per bambini.

Proprio con Giusy, che fa la consulente e cuoca di alimentazione naturale e macrobiotica, oltre che la blogger, Mauro ha da poco lanciato il primo volume di Notecook, una serie di taccuini sull’alimentazione vegana, salutare e senza glutine, ciascuno dedicato a un pasto della giornata, con 15 ricette illustrate e una storia.

Il primo Notecook è dedicato alla colazione e vede la collaborazione di altri due illustratori italiani—Ale Giorgini, che ha realizzato la copertina, e Simone Massoni, che ha lavorato alle ricette—e di un graphic designer, Andrea Medri, per il progetto grafico.
Ironia della sorte, quando ho chiesto a Mauro una piccola intervista per farmi raccontare il progetto, lui, a Venice, stava facendo colazione.

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Mentre ti auguro buon appetito, Mauro, ti va di raccontarmi com’è nato il progetto?

È nato dalla mia passione per l’illustrazione e la passione di Giusy per la cucina sana, naturale e vegan. Quando ci siamo trasferiti qui in California ci siamo dati l’obbiettivo di lavorare ad un “qualcosa” insieme, unire i nostri reciproci talenti e passioni per cercare di fare un progetto unico sul food, diverso da tutto quello che il mercato offre e che potesse essere una gioia per bocca ma anche per gli occhi.
Banalmente è l’unione tra arte—scegliendo la crema degli illustratori italiani—e cibo, con una grandissima attenzione all’aspetto delle combinazioni alimentari e dello stare bene senza però rinunciare al gusto.

Leggo sul sito di Giusy che a un certo punto, quando avete cominciato a lavorare a Notecook, le hai detto «Tu fai le ricette che del resto mi occupo io». Questa è la prima volta che lavorate assieme? E, chiesto da uno che pure lavora con la propria compagna, come ti sei trovato?

Questo è il nostro primo “progetto di coppia” ufficiale. Non credo nella separazione dei beni, in una coppia, ma nella separazione dei compiti sì. Io non mi intrometto mai quando Giusy cucina, o quando lo faccio creo solo casini, e lei di solito arriva a lavoro creativo finito per darmi un feedback.
Notecook è esattamente un distillato di questo, mentre Giusy cucinava e testava le ricette io ho raccontato l’idea a tre amici che ammiro come persone e come artisti e così, ognuno mettendoci del proprio, abbiamo cominciato questa collaborazione.
E la cosa fantastica è che Simone Massoni ha saputo tradurre in maniera incredibile lo spirito di Notecook infondendo in ognuna delle 15 illustrazioni le nostre passioni, inclusi i nostri 3 cagnoni.

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Dalle immagini che ho visto l’atmosfera familiare si percepisce molto. È un prodotto editoriale “caldo” ed è evidente che sia il frutto di un lavoro tra amici, amici di altissimo profilo.
A proposito di questo: come mai hai scelto Ale e Simone? E com’è stato coordinare il tutto a migliaia di chilometri di distanza da loro?

Ale e Simone sono due dei migliori illustratori italiani, la scelta è stata semplice dal punto di vista della qualità. Ma sono anche due persone fantastiche e due amici con la A maiuscola, e volevo che anche questa componente, visto l’approccio “di famiglia” del progetto.
C’è stato bisogno di pochissima gestione perché tutto quello che hanno fatto è andato benissimo sin dai primi schizzi e poi Andrea Medri ha fatto da abilissimo art director al progetto rendendo il mio contributo una semplice serie di email in cui dicevo «bellissimo», «figo», «mi piace tutto!».

Visto che questo è il primo volume, immagino che il tutto vi terrà impegnati per un po’. Quanti Notecook avete programmato di realizzare?

Idealmente vorrei arrivare almeno a 5 Notecook.
Le illustrazioni interne saranno sempre di Simone, mentre la cover sarà realizzata di volta in volta da un artista diverso.
Nonostante i dettagli pregiati come carta riciclata o rilegatura a filo, ho deciso di tenere un prezzo di 10 euro per rendere il prodotto davvero accessibile a tutti.

A un certo punto Mauro, dopo aver fatto colazione, mi chiede di aspettare 10 minuti perché sta entrando in macchina per andare al lavoro. Cinque minuti dopo mi manda questo scatto. «Wow, sei dentro a un film americano!», gli dico io. Dopo altri 5 minuti è già uscito e riprendiamo con l'intervista. «Ho il “commute” più veloce del mondo per andare a lavoro», dice lui.
A un certo punto Mauro, dopo aver fatto colazione, mi chiede di aspettare 10 minuti perché sta entrando in macchina per andare al lavoro. Cinque minuti dopo mi manda questo scatto.
«Wow, sei dentro a un film americano!», gli dico io.
Dopo altri 5 minuti è già uscito e riprendiamo con l’intervista. «Ho il “commute” più veloce del mondo per andare a lavoro», dice lui.

Io ti seguo su Facebook e devo dire che, pur non essendo vegano, ho sempre rispettato tantissimo la tua scelta alimentare e soprattutto il tuo approccio molto tranquillo su questa cosa: ricordo diversi tuoi post in cui con ironia parli dei benefici di questo tipo di alimentazione ma senza voler fare fastidioso proselitismo.

Ho scelto di diventare vegano qualche anno fa ma non sono un integralista vegano, a volte ho mangiato pesce e persino un hamburger di In-N-Out, quando mi sono trasferito.
Cerco sempre di far passare il concetto di adottare un’alimentazione il più varia, ricca e colorata possibile riducendo il volume di carne e latticini consumati ed alzando quello di legumi, frutta e verdura. Notecook è anche questo, è una piccola guida a nuovi piatti, al cucinare senza zucchero, uova, burro e glutine senza però perdere il gusto e la bellezza dei piatti cucinati. È un’alternativa alle classiche colazioni sempre uguali o esageratamente ricche, un piccolo passo verso lo stare bene e scoprire ingredienti che magari non si utilizzano mai.

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Con “colorata” hai vinto tutto. Non l’avevo mai pensata in certi termini.
E com’è cambiata la tua vita, se è cambiata, da quando sei vegano?

Aver cambiato la mia alimentazione ha giovato tantissimo. L’eliminazione totale dello zucchero ha cambiato il mio umore, l’aver introdotto nuovi cibi ed ingredienti mi ha aperto a nuove cucine e a nuove scoperte. Le mie papille gustative si sono disintossicate e la pesantezza di stomaco e testa è solo un ricordo.
Non è facile cambiare alimentazione (e onestamente senza Giusy ora forse starei mangiando pizza fredda) ma il cambiamento fisico e mentale che si raggiunge vale ogni singola crisi di astinenza dei primi mesi.
Lo ripeto, basterebbe cominciare a rinunciare ad una soda a settimana, rinunciare qualche volta a mangiare carne e provare deliziose alternative e sforzarsi di essere creativi non solo davanti ad un computer ma anche in cucina, essendo consapevoli che quello che mangiamo è la nostra benzina.

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Tu vivi in California. Notecook invece è un progetto interamente in italiano. Hai pensato di tradurlo anche in inglese?

Sono in California da 1 anno e 2 mesi e Notecook è nato a livello embrionale pochi mesi prima di partire. Sin dall’inizio abbiamo impostato il tutto in italiano e inglese ma abbiamo deciso di partire in italiano per consentirmi di capire come affrontare la distribuzione qui (in termini fiscali-organizzativi).

A proposito della California. Che clima si respira, lì, per chi fa il tuo mestiere?

C’è molta più offerta e anche molta sana competizione. Più risorse a cui accedere e opportunità. E questa è la faccia buona della medaglia. L’altra è che, da europei, accedere ad una buona posizione (tra sponsorship, visti ed altro) è difficile. E il costo della vita in California è altissimo. È comunque una grandissima esperienza, che consiglierei a tutti.

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Da lì la situazione italiana come la vedi? Non ti chiedo un’analisi politica ma più che altro una considerazione sul panorama creativo.

Il problema dell’Italia sono le infrastrutture e la cultura a sostegno del digitale, non la volontà o il talento dei singoli professionisti. In termini di problem solving, velocità di esecuzione e creatività non abbiano nulla da invidiare a nessun paese del mondo.
Il deterrente maggiore è che in Italia per costruire qualcosa bisogna faticare dieci volte di più rispetto ad un paese come gli Stati Uniti, dove un’idea vale tantissimo e trovare degli interlocutori che possono finanziare il proprio progetto è molto più semplice. Qui la mentalità è tutta basata sul rischio e sull’innovazione, non c’è successo senza sfida e il fallimento non è visto come un’infamia ma solo come un naturale step sulla via del successo.
Sono convinto che se in Italia ci fossero più agevolazioni, infrastrutture e investimenti sull’imprenditoria giovanile non ci sarebbe questo incredibile gap tra noi e i paesi che credono fortemente nel digitale.

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Notecook si può acquistare online a questo indirizzo.

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