More than apples and cows

Questo il motto di Franz, impresa creativa che dal 2010—attraverso un magazine online bilingue (italiano/tedesco) e l’organizzazione di eventi—porta avanti il progetto di raccontare l’Alto Adige, il Trentino e il Tirolo al di fuori degli stereotipi (le mele e le vacche di cui sopra), focalizzando l’attenzione su tutta la ricchissima produzione culturale del territorio, dall’arte contemporanea all’artigianato, dai nuovi talenti ai luoghi più interessanti.

Dalle stesse motivazioni nasce ora Josef, un vero e proprio spin-off di Franz, che tra l’altro ne completa anche idealmente—ed ironicamente—il nome (ci ho messo un po’ ad arrivarci: Franz + Josef = Franz Josef, lui).

Pensato come una guida turistica, in realtà Josef rifugge dai soliti itinerari dati in pasto a chi passa da quelle parti, scegliendo piuttosto di dar voce agli “indigeni”, e cioè tutte quei personaggi e quelle iniziative raccontate per anni da Franz, per avere da loro consigli su dove e va e cosa fa uno del posto, in modo tale da offrire al turista (ma anche e soprattutto a quelli che Franz/Josef chiamano “intruders”: quelli che arrivano per lavoro, per amore, per far visita agli amici…) un’esperienza che possa farlo sentire a casa.

Curatissimo anche dal punto di vista grafico—il design è affidato a Studio Mut mentre le foto, che hanno la particolarità di mostrare sempre e soltanto i dettagli dei luoghi, sono opera del FlipFlop Collective—Josef punta a pubblicare a cadenza annuale tutta una serie di libri/guide del territorio.
La prima, che attualmente è fase di raccolta fondi su Kickstarter, è dedicata a Bolzano e verrà stampata in tre lingue: inglese, italiano e tedesco.

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