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Bloop – international proactive art festival: il “multiverso” ti aspetta a Ibiza

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Ibiza è sempre stata una meta di pellegrinaggi perché, almeno stando alle leggende, l’isola spagnola sarebbe una sorta di “portale”.
Sai, no, le storie sui giganti, sugli elfi, sull’ultimo rifugio dell’umanità (almeno secondo Nostradamus), sugli ufo che si aggirerebbero attorno a Es Vedrà — l’isoletta a sud ovest di Ibiza, quella della copertina di Voyager, di quell’allucinato di Mike Oldfield — che sarebbe poi uno dei centri magnetici più potenti del pianeta, dove le bussole impazziscono e gli uccelli che migrano non ci capiscono più una mazza, e forse forse è pure un frammento del continente scomparso di Atlantide, o il famoso scoglio delle sirene di Ulisse, o una base militare segreta…

Fatto sta che Ibiza per secoli è stata meta di “viaggi sacri”, prima per i religiosi, poi per i fricchettoni, i fattoni, i fighetti e talvolta pure un misto di tutti quanti.
Quale miglior location, dunque, per un festival come Bloop, organizzato da BiOKiP (collettivo che ha le radici in Italia ma un respiro internazionale) e giunto alla quinta edizione che, come tema, ha quello del “multiverso”.

Secondo alcuni fisici — e la maggior parte degli appassionati di fantascienza e fumetto sono d’accordo, o perlomeno sperano che le cose siano davvero così — l’universo dentro al quale siamo e ci muoviamo, nello spazio e nel tempo, non è l’unico. Ce ne sarebbero altri, in numero spropositato, che esisterebbero in dimensioni spaziotemporali parallele (con, forse, i buchi neri a fare da passaggio tra l’uno e l’altro).

E c’è da dire che l’interpretazione del tema data da Bloop (capace di portare circa 90.000 visitatori all’anno in ciascuna delle edizioni, complice il fatto di essere completamente gratuito) è perfettamente in sintonia con il “caotico e complesso ordine” del multiverso: il programma — che è cominciato il 16 luglio scorso e si concluderà il prossimo 16 agosto — è sterminato.
Tra musica, street art, mostre a cielo aperto, tramonti pazzeschi, film proiettati in loop (vedere il Mago di Oz per ore di seguito con un innesto di musica elettronica immagino possa portare all’allucinazione e al delirio), workshop per bambini e una lista di artisti pazzesca.

Tra cui lui.

Inutile dire che se nelle prossime due settimane sei da quelle parti non puoi perderti l’occasione di “accedere al portale” (con tutta l’offerta del festival sicuramente troverai il modo) o magari organizzare il tuo viaggetto agostano proprio a partire da lì.

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