ChickenBroccoli x Lago Film Fest 2015

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Salve! Sono ChickenBroccoli! Vi ricorderete di me per recensioni come quelle sui Mommy Thriller e su tutti gli altri film usciti nel mondo.

È un po’ che non ci vediamo, ho avuto da fare io, avete avuto da fare voi, non facciamone un dramma.

Sono tornato perché, proprio come nel 2012, me ne sto tornando al Lago Film Fest!

In cambio io farò un reportage dei giorni finali del festival, che sono anche i più belli perché c’è la premiazione e soprattutto la festa finale che finisce immancabilmente come il rave di Matrix 2… o come il festino di Hollywood Party, dipende.

Stacco: CB che ridendo come un cattivo da cartone animato grida: «Evviva! Li ho gabbati di nuovo! Alla grande!»

Ma partiamo dall’inizio.
Il Lago Film Fest è, molto semplicemente, il festival di cortometraggi più interessante del mondo.
Mettono uno schermo in mezzo all’acqua, tu ti siedi e ti godi una selezione incredibile di film dal mondo, dall’Italia, dice che ce n’è uno pure da Plutone.

Alla fine di questo articolo vi copio/incollo (non vorrete mica che mi metto a riscrivere tutto! Mica sono Simone Sbarbati io! IO RISPETTO IL LAVORO DI CHI SCRIVE I COMUNICATI STAMPA! COMUNICATI STAMPA DA COPIARE/INCOLLARE LIBERI!), ma prima vi faccio vedere una cosa. Una cosa che ho fatto per il Lago Film Fest: un numero speciale del Chicken Broccoli Magazine!

Stacco: loro che dicono stingendosi la mano come dei generali che hanno appena lanciato la bomba atomica dicono: «ehi CB ci fa un magazine illustrato e l’unica cosa che vuole in cambio è venire qui! Lo abbiamo gabbato di nuovo! Alla grande!»

Il Chicken Broccoli — Lago Film Fest Mag è fatto così: è un sedicesimo con 10 recensioni broccolesche di cortometraggi proiettati e 8 illustrazioni esclusive realizzate da una selezione di arditissimi, loro: Il Pistrice, Fonzy Nils, Sofia Sita, Rino Lionetto, Oscar Odd Diodoro, Roberto Hikimi Blefari, Flavia Sorrentino e Camilla Garofano.

Eccolo in versione digitale:

Ovviamente la carta ha tutto un altro peso (credo 100 grammi). Il magazine è stampato e distribuito gratuitamente a tutti gli spettatori del festival.
Io mi aggirerò in modalità stealth per raccogliere le impressioni dei lettori… e raccogliere le copie buttate per terra.
Quindi che aspettate, partite ORA, io sono già sul treno, ci vediamo lì! Seguite il nugolo di zanzare, al centro trovate me, intento a scrivere il post che troverete qui domani!

E ora si dia il via al Mela+C/Mela+V:

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Dal 24 luglio all’1 agosto l’attesa edizione X+I che cambierà per sempre il festival internazionale di arte e cinema di Revine Lago

Malgrado il successo e l’entusiasmo confermati dalla decima edizione, l’annuncio non lascia dubbi: non ci sarà un Lago Film Fest 2015. Dieci anni di fatiche presentano il conto, la mancanza di fondi sembra non lasciare prospettive. Poi ci sono gli strani fatti dell’ultima sera. Quella sparizione, inspiegabile e inspiegata, su cui si è fino ad oggi preferito tacere. Passano mesi di silenzio e un inverno di immersione nel proprio passato. Contrordine, il Lago Film Fest non finisce: si torna con una nuova formula, ancora più basata sulla condivisione e l’aiuto di tanti. E con la volontà di fare emergere la verità, anche a costo di sembrare dei visionari. Un’edizione che è festival, ma allo stesso tempo film: “Lago Film Fest” è il titolo del documentario che verrà girato e montato nel corso di questa undicesima edizione dai ragazzi di ZERO, che ritornano per il secondo anno consecutivo. Utile a raccontare la verità nascosta lo scorso anno, invece di arrendersi ad un mistero, e al silenzio. Utile forse a scoprire qualcosa di più profondo.

Il Lago Film Fest ritorna a Revine Lago, e si trattiene dal 24 luglio al 1 agosto con un’edizione segnata dal cambiamento. Proiezioni di cortometraggi e lungometraggi, performance musicali e artistiche, workshop, dibattiti e masterclass: a non mutare è la ricchezza delle sfaccettature, la ricerca di sinergie sempre nuove tra il cinema e le altre arti, festival e pubblico, evento e territorio.

Ospiti internazionali

La giuria che premierà i film in competizione è composta all’autore di animazioni inglese Peter Millard; dall’attrice rumena Cosmina Stratan, che con la sua prova in “Beyond the Hills” di Cristian Mungiu guadagnò la Palma d’Oro a Cannes per la Migliore Interpretazione Femminile nel 2012; da Alfredo Covelli, documentarista sperimentale e controcorrente, premiatissimo all’estero e autore tra gli altri del recente “With Real Stars Above my Head”, ambientato in Himalaya e incluso nel focus a lui dedicato; il compositore e regista argentino Sebastian Wesman, il cui primo lungometraggio “Metàfora” sarà qui proiettato in anteprima mondiale; e infine, Danilo Carlani e Alessio Dogana, autori poliedrici, dalla cosceneggiatura della serie di Maccio Capatonda “Mario” (MTV) alla regia della trilogia di documentari “Stati Nascenti” (il cui secondo capitolo, avente come protagonista lo sceneggiatore, scrittore e regista di culto Silvano Agosti, sarà a sua volta ospitato in anteprima mondiale al Festival).

Invariato il fulcro dell’evento, il cortometraggio in centouno declinazioni, tanti sono i titoli selezionati quest’anno. Provenienti da venti paesi diversi, i film in competizione vedono gli Stati Uniti in testa con sei titoli ed il ritorno di Cina e Vietnam, assenti nelle edizioni più recenti. Centouno film, suddivisi tra la competizione Internazionale (trentuno), Nazionale (venti) e Veneto (sette); venti i film per Nuovi Segni, la sezione riservata cinema sperimentale e videoarte, mentre la sezione Unicef dedica ben ventitré titoli agli spettatori più giovani.

Proiezioni Speciali

Fuori competizione le proiezioni speciali dedicate ai registi Daniel Djamo e Dominic Gagnon, rispettivamente per i lungometraggi “Unicorn Tales” (sulla diaspora di rumeni e rom in Austria, a far da pittoreschi musicisti di strada con maschere di cavallo) e “Hoax_Canular” (mashup tra l’esilarante e l’inquietante di video amatoriali di teenager, pescati dal Web in occasione del conto alla rovescia pre-apocalittico del 21 dicembre 2012); proiezioni speciali altresì dedicate a operazioni di storytelling ibrido e stimolante quale Sogni nei cassetti, realizzato dall’Università di Ca’ Foscari, in cui giovani registi piegano le proprie idiosincrasie narrative al racconto di aziende; o il contest in collaborazione con Zooppa “Sei uno Zoopper da Festival?”, in cui l’oggetto da ibridare è il videocurriculum: il candidato è chiamato a farne un autoritratto vivido, e premiato con una proiezione finale su grande schermo.

In ognuna delle passate edizioni il festival ha offerto a paesi diversi l’opportunità di svelare la loro l’identità creativa; quest’anno tale spazio va alla Svezia, attraverso una retrospettiva a tutto tondo dedicata al cinema svedese, che spazierà da registi che hanno fatto grande la tradizione cinematografia nordica, con uno speciale appuntamento su Ingmar Bergman, ad artisti e filmmakers contemporanei ed emergenti, con le proiezioni dedicate a Roy Andersson (Leone d’Oro al Miglior Film, Venezia 2014; ne mostreremo l’intero corpus dei cortometraggi e degli spot pubblicitari), John Skoog (premio Startsladden, o miglior corto svedese dell’anno, 2015) e a pellicole di culto da riscoprire come “Fucking Amal” di Lukas Moodysson. Il fine del progetto è dunque quello di dare visibilità ad un lato spesso poco conosciuto della Svezia, destinato a sorprendere ed incuriosire lo spettatore, che potrà così scoprire un luogo di sperimentazione ed una considerevole industria cinematografica.

Antidoti creativi contro la pigrizia

Fiction, animazioni e documentari si affiancheranno in un programma che presta particolare attenzione all’accostamento dei film, contrapponendo modi, stili e punti di vista e stimolando il dibattito. Ed il dialogo con il pubblico è una costante di Lago, che oltre ai film in concorso propone approfondimenti, laboratori e incontri con ospiti di spicco, parte dei quali avranno luogo nell’inedita cornice del parco archeologico Livelet. Contnuano i press meeting del mattino, dove chiunque potrà incontrare e confrontarsi con registi in competizione e addetti ai lavori; tra i principali workshop citiamo quello dedicato alla tecnica del Blobbing, patrocinato e coordinato a distanza dalla redazione stessa del programma di RaiTre, che proporrà temi e spunti, e volto alla realizzazione di pillole di video mashup dal piglio satirico e irriverente; e quello affidato a Kino Kabaret con la collaborazione di Euphoria Borealis, un laboratorio di cinema indipendente di respiro internazionale, in Italia ad oggi svoltosi solo a Napoli e Roma, volto a riunire dilettanti e professionisti di ogni specializzazione in vere e proprie “jam session cinematografiche”.

Attività per i più piccoli

Molte le iniziative per l’infanzia a far da corollario alla sezione Unicef, di cui citiamo il workshop “Da grande farò il regista!” coordinato da Arcadio Lobato e Anna Casaburi, mirato alla realizzazione di un libro di illustrazioni sul tema. Si riconferma inoltre per il quarto anno l’iniziativa…

Gli occhi del Festival

Diciottocchi, riservata a fotografi, illustratori e videomaker che si aggireranno per il Festival assorbendone le suggestioni, e restituendone infine un ritratto personale cui sarà data visibilità negli spazi social del LFF.

Incontri del quarto tipo

Della ridda di incontri e dibattiti segnaliamo invece quello sull’editoria indipendente organizzato da Lahar Magazine in collaborazione con Treviso Comic Book Festival (moderato da Sara Pavan, autrice del libro “Il Potere sovversivo della cara: 10 anni di autoproduzione in Italia”) e quello, condotto da quest’ultimo, sulla motion comic “Orfani”, tratta dall’omonimo fumetto di fantascienza creato da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari e prodotta da Sergio Bonelli Editore e RaiCom per la regia di Armando Traverso (che interverrà assieme agli autori del fumetto Matteo Cremona e Luca Genovese); quello su umorismo, satira e generazioni d’autori a confronto, che accosterà le parodie di Massimo Olcese (Avanzi, Tunnel) al situazionismo feroce dello “Sgargabonzi” e tirerà le somme d’un linguaggio in continua evoluzione, grazie anche a interventi di Enrico Lando (I Soliti Idioti) e Sergio Spaccavento (coautore di Maccio Capatonda); e quello, proposto dalla Scuola Holden di Torino e condotto dai docenti Andrea Nobile e Andrea Jublin, sulla lotta per il predominio narrativo tra il cinema e la serialità televisiva, e su come il linguaggio audiovisivo si stia modificando su input di quest’ultima.

Infine, due appuntamenti a cura dei giurati: un workshop di animazione anarchica e scanzonata diretto da Peter Millard e una masterclass su cinema e musica con Sebastian Wesman.

Critica Cinematografica Under 30

Figlia della volontà di avvicinare pubblico e autori è poi la collaborazione con Nisimazine, laboratorio di critica cinematografica coordinato dal network europeo di NisiMasa, impegnato quest’anno in una vera e propria missione di cinema literacy che spazierà dalla conduzione dei press meeting mattutini alle presentazioni in apertura di proiezione, passando per l’ambizioso progetto di un daily cartaceo che arrivi a contenere recensioni e spunti di riflessione sui contenuti proposti.

Lago Radio

Importante a tal pro anche la presenza sul campo di Radio Belluno, che nella figura di Guido Beretta si occuperà di trasmettere live dal festival sia in streaming che in FM, con dirette mattutine e serali; Beretta sarà inoltre responsabile di “Close your eyes”, laboratorio mirato alla creazione di minidocumentari sonori sul Lago Film Fest, da trasmettere poi a loro volta in radio.

Lago Pulsart

La sezione performativa e legata all’arte contemporanea è curata dal progetto Pulsart, che dopo cinque anni di festival a Schio (VI) cambia direzione e vola a Lago Film Fest, all’interno del quale sviluppa il programma di residenze, performing arts e danza contemporanea, con un focus specifico sugli spazi comuni e condivisi definiti dall’interazione tra artisti e abitanti del luogo. L’intento è creare un modello di luogo ideale tra l’ambiente naturale ed il paese da vivere in forma artistica proponendo interventi di relazione con il contesto sociale e generando relazioni e interazioni non prevedibili.

Tra gli artisti in residenza Anna Pontel, Kinderagarten Duo, Maria Teresa Zingarello, Miriam Secco, Rebecca Marta D’Andrea. Tra le attività di arte performativa una particolare attenzione verrà dedicata alla danza nel weekend di apertura, con esibizioni di danzatori e performer internazionali selezionati da Francesca Poglie: tra questi Sayaka Akitzu, Irene Andreetto, Karmen Skandali, Elisabetta Cortella, Daniela Pagani, Luisa Pagani, Sweet cicuta, il Tavolo Parlante di Enrico Coniglio e Nicola Di Croce e Greta Pradal.

Musica Live

Ricco e variegato il palinsesto concerti, dagli ospiti internazionali in collaborazione con Everywheregigs – l’americano Ben Seretan, la cantautrice islandese Chantal Acda – agli appuntamenti con la crema del cantautorato veneto a cura di Veneto Contemporaneo. Ampio spazio è stato riservato a giovani talenti italiani che hanno risposto alla chiamata del LFF e che si esibiranno nelle 9 serate di festival – si va dal voodoo blues di Mr. Wob and The Canes all’elettronica del progetto multimediale Blackbeat.

Scenografie uniche

Grande enfasi sarà riservata alle scenografie, realizzate da Matteo “Ufocinque” Capobianco: layer di similcarta, in realtà pvc immacolato, trasfigureranno gli spazi del Festival in mondi immaginifici di carta, a disegnare forme fluide e vegetali e a favorire un’atmosfera onirica, sospesa, ancora una volta inedita; qual miglior metafora di un Festival costantemente teso al superamento di sé.

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