Maps Magazine: una nuova rivista di fotografia dedicata al Mediterraneo

Il Mediterraneo, come racconta la sua stessa etimologia, è il “Mare di mezzo”, che sta cioè tra le terre che per migliaia di anni sono state la culla della civiltà occidentale.
Teatro di tante battaglie, strada maestra per i commerci, scenario di innumerevoli storie e leggende, sarcofago che custodisce i resti di tutti gli imperi che hanno via via conquistato l’Europa, il Nordafrica, il Vicino Oriente, oggi il “Mare Nostrum” è diventato un sentiero di speranza (e talvolta, purtroppo, una tomba) per chi scappa dalla guerra e dalla povertà.

Raccontare la complessità, la meraviglia, le mutazioni di questo “ponte tra i mondi” non è impresa facile.
Ci prova (o, meglio, ci proverà) una nuova rivista tutta italiana, Maps Magazine, e lo farà attraverso la fotografia.

Fondato da Teodora Malavenda e Arianna Angeloni, Maps ha pubblicato da pochi giorni la “open call” rivolta a fotografi di tutto il mondo, per inviare opere da pubblicare sul primo numero.
La deadline scade il prossimo 3 ottobre ma nel frattempo ho intervistato Teodora, chiedendole di raccontarmi il progetto.

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Com’è nata l’idea?

Io e Arianna ci conosciamo da quasi 5 anni. Entrambe abbiamo maturato diverse e importanti esperienze professionali nel settore della fotografia, senza però mai riuscire a lavorare insieme, allo stesso progetto. L’occasione si è presentata lo scorso anno dopo la mia partecipazione ad un workshop con Elisa Medde, managing editor di Foam, organizzato dagli amici di Planar.

Di che tipo di workshop si trattava?

L’obiettivo era capire quali progetti, raccontati dai partecipanti, avessero i requisiti per assumere delle forme definite. La mia idea, che poi era Maps Magazine, risultò fattibile e anche interessante dal punto di vista contenutistico.

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E perché fare un magazine invece che, ad esempio, un sito web?

L’idea di poter coordinare un magazine è cresciuta con me negli anni, grazie alle esperienze maturate all’interno di diverse redazioni. Sapevo che prima o poi sarei riuscita ad idearne uno “tutto mio”.
Maps Magazine cercherà di avere un approccio interdisciplinare, nel senso che pur dando priorità alle immagini, conterrà una sezione con approfondimenti, interviste, editoriali.
La fotografia, nella nostra narrazione, fungerà da incipit e come tale dovrà essere capace di non esaurirsi nel corso del
racconto.

Perché avete deciso di focalizzarvi sul Mediterraneo?

La decisione di focalizzare la nostra ricerca su quest’area, geograficamente e storicamente definita ma ricchissima di sfumature, è dettata dalle nostre origini.
Siamo nate e cresciute in Italia, nel sud dell’Europa, nel cuore del Mediterraneo, culla di alcune tra le più antiche civiltà del pianeta nonché scenario principale della storia della civiltà occidentale. È questo il nostro imprinting culturale.

la call per il materiale da pubblicare sul primo numero
la call per il materiale da pubblicare sul primo numero

Come pensate di finanziare questo e i prossimi numeri?

Abbiamo lavorato per più di un anno prima di mettere on line il progetto che, ad oggi, è autofinanziato, come la maggior parte dei progetti interessanti che si trovano in giro. Nei prossimi mesi cercheremo di individuare degli sponsor e creare una piattaforma di crowdfunding.

C’è un grandissimo fermento attorno al concetto di “mappe”, di psicogeografia, di cartografie alternative o romantiche o autobiografiche, secondo te perché?

In questa fase storica, epoca dell’iper-tecnologia, mentre la smaterializzazione rende incongruente e aleatorio ogni percorso umano e geografico e dove ogni luogo è accessibile da un display, molti avvertono l’esigenza di ritrovare una visione d’insieme chiara, analogica, ferma ed immutabile in cui riconoscersi.

la homepage del sito
la homepage del sito

Nell’immagine in homepage c’è una cartolina con la mappa del mediterraneo. È interessante notare come quello che una volta era il centro della cultura e dei commerci, e che lo è stato per centinaia di anni, ora sia tagliato fuori dalle mappe economiche e culturali, centrate sull’Europa centro-settentrionale.
Eppure l’Italia appartiene al Mediterraneo, quella è la sua area di influenza naturale. Credete che un magazine come il vostro possa in qualche modo inserirsi anche in questa discussione culturale, riportata a galla dall’attualità?

Maps è un magazine fotografico che nasce con lo scopo di raccontare, attraverso le immagini, l’area del Mediterraneo. Le storie che pubblicheremo rifletteranno l’incessante processo di metamorfosi che, nel corso dei secoli, con forme e peculiarità differenti, ha conferito al Mediterraneo la sua forte e riconoscibile identità.
Ci auguriamo di poter contribuire, nel nostro piccolo, alla definizione di un punto di vista quanto più possibile contemporaneo e reale.

co-fondatore e direttore

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