Vache à lait: per riscoprire l’importanza della produzione locale e di rifornirsi di latte all’origine

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Sono una cittadina, una di quelle che stanno meglio nel cemento che in mezzo alla natura, che ama il centro storico delle città e non desidera perdersi in un giardino o un bosco, che non andrebbe a vivere in campagna per nulla al mondo, ma sono nata (e cresciuta fino a 10 anni) in campagna. Da bambina ho calpestato l’erba, osservato giorno dopo giorno il fiore profumato della zagara trasformarsi in frutto, che poi ho mangiato direttamente sotto l’albero, ho camminato tra le pecore, visto mungere le mucche, bevuto il latte fresco quando era ancora caldo e non pastorizzato.

Qualche giorno fa dopo trenta anni ho bevuto di nuovo il latte appena munto ed è stata un’esperienza intensa, avevo dimenticato il sapore pieno e tondo, vellutato del latte fresco. Ed è da giorni che vado ripetendo che ognuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe godere di questo privilegio, così quando mi sono imbattuta in questo progetto francese non ho potuto fare a meno di scrivere un post.

Si chiama Vache à lait, è stato pensato dai francesi di 5.5 design studio sotto l’impulso della Fabbrica del latte un laboratorio culinario creativo nato per portare cambiamenti produttivi nel settore lattiero-caseario e guidata dal CNIEL (l’organizzazione nazionale francese dei produttori di latte).

«Ottenere il latte direttamente dalla mammella della mucca a contatto con la natura è la nostra visione del futuro per i prodotti lattiero-caseari. Cambiare le abitudini delle persone, tuttavia, richiede ai consumatori di imparare di nuovo piaceri dimenticati, come riscoprire il vero sapore del latte, del tipo che proviene direttamente dalla mammella della mucca: il latte crudo», scrivono quelli di 5.5 design studio e aggiungono: «il progetto “Latte di mucca” mira a riconciliare i consumatori con i produttori».

In un modo molto semplice, attraverso un distributore di latte, The Domestic Cow, e un contenitore The Milking Glass, questo sistema serve a ricordare al consumatore che il latte non nasce nelle bottiglie di plastica o nel tetrapak ma viene munto da un animale vivo. E serve anche ad andare a “incontrare i produttori e creare nuovi legami sociali” perché, dichiarano sempre i creativi di 5.5 design studio, «nel nostro scenario, il consumatore prende latte crudo dalla mammella The Domestic Cow utilizzando l’apposito contenitore, rifornendosi ogni mattina di latte fresco non pastorizzato da un produttore locale e superando quindi le dinamiche della grande distribuzione».

Questo consentirà di abbassare i costi per chi acquista, aumentare i guadagni per i piccoli produttori ma anche e soprattutto riscoprire il sapore del latte appena munto.
Andando a cercare il latte crudo direttamente dalla mammella della mucca, tutti vincono!

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