Rokiwuz shoes: non significa nulla ma suona bene

«Rokiwuz è una parola inventata, che non significa nulla, ma suona bene. Ha un sapore di lontana galassia, ma anche di antica tradizione. C’è odore di buono, come la colla per le scarpe».

Mr Rokiwuz è uno che “sa fare le cose con le mani”.
Nato e cresciuto nel cuore della campagna veneta, a stretto contatto con “i mestieri di una volta”, ha studiato graphic design, si è divertito con la street art, e poi ha combinato tutte queste cose insieme e deciso di mettersi a fare scarpe dando vita al marchio Rokiwuz Shoes.

«Le buone scarpe sono sempre un buon affare, meglio se sono dopate».
E io, che non possiedo un paio di scarpe anonime manco per circolare per casa, concordo appieno con lui!

Rokiwuz fa stringate, maschili e femminili, 4 i modelli: Oxford, Derby, Captoe e Wingtip, 5 colori: nero, marrone, cuoio, blu e grigio; le fa artigianalmente e su ordinazione, e poi le personalizza. Non ne esistono due paia uguali, perché “non ci sono due persone uguali”.
Incuriosita dal racconto gli scrivo per avere qualche informazione in più, mi servono per scrivere il post, certo, ma anche perché ormai ardo dal desiderio di averne un paio tutto mio! Così inizio a far domande…

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Sul serio vendi solo online?

Sì. Niente negozi fisici o distributori. Le scarpe sono interamente prodotte a mano e in pezzo unico, decorate su indicazioni del cliente dietro approvazione di una bozza grafica (o più, se necessario). Quindi il modello di vendita è molto “tailor-made”, prestandosi poco al retail classico.
Inoltre, anche volendo, proprio per la totale artigianalità delle scarpe, non avrei la capacità produttiva per soddisfare ordini da negozio. L’unica strada “off-line” è venire a ritirarle direttamente nel mio laboratorio. Qualche pazzo che si è fatto un bel po’ di chilometri c’è stato, inutile dire che si è meritato un ottimo sconto!

Quindi realizzi solo dopo l’ordine del cliente ed in modo completamente artigianale?

Sì, esattamente.

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Dopo la scelta del modello e del colore base — e dopo che la scarpa è stata pagata — proponi all’acquirente una personalizzazione?

Di solito chi mi contatta ha già le idee abbastanza chiare, quantomeno per la scelta dei colori. Quindi la mia proposta si limita alla texture da disegnarci sopra o all’abbinamento di un altro colore. Lo faccio attraverso la bozza grafica a cui accennavo. Te ne allego una d’esempio, fingendo che tu abbia scritto nella form dell’ordine “mi piacciono molto il fucsia e l’azzurro!”.
Il pagamento è anticipato per evitare di perdere troppo tempo con chi non è realmente interessato, un po’ come fanno i tatuatori, che si fanno pagare un anticipo per il soggetto da disegnare.

Ho letto che sono pronte in 30/40 giorni.

Giorno più giorno meno. Da quando il cliente approva la bozza metto subito le scarpe in cantiere. Dalla produzione, alla decorazione, alla finitura passano un po’ meno di 30 giorni, ma mi tengo largo per poter lavorare a 2/3 paia contemporaneamente, semmai dovesse servire.

questa è la bozza che mi ha mandato per il mio potenziale paio
questa è la bozza che mi ha mandato per il mio potenziale paio

Il cliente ordinante ti fornisce qualche indicazione per il design o fai da solo?

La tipologia di committente è davvero molto varia. Spazia da chi sa esattamente cosa vuole e come lo vuole, a chi mi ha lascia completamente carta bianca e resta in attesa di proposte. Mediamente, come raccontato sopra, l’indicazione è sul colore, mentre per la texture/pattern si affida ai miei spunti.

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Per ora è tutto mi resta solo da decidere il modello e il colore per le mie, che l’autunno si avvicina!

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co-fondatrice e caporedattrice

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