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Due piatti appositamente realizzati per i foodies e i loro smartphone

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Semmai c’è stata, la guerra tra chef e foodies ossessivo-compulsivi intenti a fotografare qualsiasi cosa capiti a passare per il loro piatto l’hanno vinta sicuramente questi ultimi.

Fino a uno/due anni fa sembrava che le prime avanguardie di ristoratori anti-instagram potessero far proseliti. Poi pian piano — forse consigliati dai loro strateghi social a suon di strategici ed esotici termini anglofoni come ROI, ROR, influencer, sentiment, ambassador, organic reach, share of voice ecc. ecc. — hanno cominciato a fare marcia indietro e a coccolare i food-pornografi e i loro implacabili smartphone, spesso facendo buon viso a cattivo gioco e sacrificando l’Arte, l’Esperienza e il Galateo sull’altare della visibilità e della pubblicità gratuita (o quasi).

E c’è chi si è spinto persino oltre, arrivando a concepire un intero pranzo mettendo al centro delle priorità proprio le problematiche di chi si ritrova a fotografare le portate e a metterle sui social network, addirittura collaborando con un ceramista nella realizzazione di due piatti pensati ad hoc: The Limbo, che permette di scattare primissimi piani grazie a un supporto incorporato per iPhone e risolvendo i problemi di sfondo grazie all’impennarsi del piatto stesso; The 360, che si può far ruotare in modo da girare mini-video della pietanza da ogni angolazione.

L’idea è di Carmel Wineries, una delle più antiche e importanti enoteche israeliane, che ha chiamato lo chef Meir Adoni a creare un menu interamente ispirato al vino rosso, ha commissionato all’artista della ceramica Adi Nissani i due piatti ed ha organizzato un evento invitando giornalisti, critici, chef e ovviamente foodblogger ad assaggiare e immortalare, guidati dal fotografo Dan Perez, specializzato in fotografia gastronomica.

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