La magia dalla A alla Z

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Dimenticate frack, lustrini, stelline, cilindri, colombe, bacchette magiche, conigli (a parte i 300 apparsi per entrare nel Guinness dei primati nel 2008 e di cui leggerete sotto), l’universale e mistico Abracadabra e il nostrano Sim Sala Bim del Mago Silvan. La magia nel 2015 non è questa, almeno stando a quanto mi racconta Walter Rolfo, elegante torinese e quarantenne di bell’aspetto, che fa magie da quando di anni ne aveva 12.

Laureato in Ingegneria Gestionale, vinse il suo primo concorso di magia a 23 anni, poi una lunga carriera televisiva, prima in Rai con Michele Guardì, poi in Mediaset e Sky.
Gli ho chiesto di rispondere alle mie domande dalla A alla Z. Poteva trasformarmi in un topo o farmi sparire… invece ci ha presto gusto. Leggete!

* * *

A come Arte di realizzare l’impossibile

Quando arrivi a 40 anni ti guardi allo specchio e ti dici «chi è questo anziano signore che si sveglia ogni mattina in casa mia?» ma io sono un quarantenne fortunato perché faccio ciò che sognavo di fare fin da bambino.
Io sono ingegnere e ho una passione per cercare frasi che riassumano un po’ tutto; ingegneri e matematici hanno il sogno di riassumere in poche formule tutto lo scibile umano. Faccio lo stesso con gli aforismi. Ho teorizzato che uno inizia ad invecchiare quanto smette di sognare che da grande farà l’astronauta.
Fin da bambino sognavo di fare il mago e lo sono diventato. Il mio astronauta era fare il mago e faccio il mago!
A come Arte di realizzare l’impossibile perché la magia, che mi accompagna da quando avevo 12 anni visto che sono “nato mago” a 12 anni, mi ha insegnato che nulla è impossibile. Anche nella vita pratica, quando devo affrontare un problema inizio a buttare giù soluzioni perché sono fermamente convinto che c’è sempre almeno una soluzione. E questo è pensare come un mago! Perché se fin da bambino inizi a pensare che hai una moneta in mano, la mano è chiusa, la moneta è dentro e tu devi far sparire la moneta, devi inventarti qualche cosa perché questo capiti. E questa è l’essenza della magia: trovare un modo per far succedere le cose. Ed è una teoria che può essere applicata a tutto, perché pensa, se uno trova un modo per far sparire una statua come la statua della Libertà — un bel problema visto che pesa tonnellate di cemento e acciaio — se tu riesci a pensare a un modo che, ovvio, non sarà quello di farla entrare nella tua manica, un modo che non sia mai stato provato prima, non è che puoi fare ciò che ha già fatto Mago Merlino, ne esci solo se inizi a pensare strano.
Le stese tecniche del “pensare strano” le applichi anche alle cose della vita e non ti fermi davanti agli ostacoli. Il primo passo per realizzare le cose è non dire mai “è impossibile” o “non si può fare”.
Proprio questo modo di pensare, oltre ad applicarlo allo spettacolo, alla magia, mi ha consentito di svolgere anche attività di team builder.

https://www.youtube.com/watch?v=kY_h4vy3N84

Nel video qui sopra, Walter Rolfo a 12 e 16 anni

B come Bussolotti

I bussolotti sono il gioco di magia per eccellenza. Quelle tre tazze al contrario, da non confondere con il gioco delle 3 campane che vedi fare per strada.
Deriva dai giochi degli acetaboli, quindi uno dei più antichi. Gli acetaboli erano i contenitori dove i romani tenevano l’aceto e “la magia” si faceva nascondendo delle molliche di pane sotto uno di questi e poi si moltiplicavano le molliche. È importante perché rappresenta migliaia di anni di arte magica e quando inizi a praticare la magia inizi da qui, come prima si iniziava dal fare le asticelle in prima elementare. E io, come tutti, sono partito da quello.

Interessante l’idea di un’archeologia della magia.

Sì, la magia ha una storia fantastica, è una delle arti più antiche. Quando senti dire “incantesimo”, per esempio, è perché anticamente le formule magiche, i riti magici, si neniavano attorno al fuoco, e lo sciamano, lo stregone faceva in modo che questo fosse il modo per imbonirsi gli dei.
Per quello si chiama incantesimo, perché le formule magiche si cantavano. Poi se ci pensi la magia permea tutta la nostra vita! La magia di pochi è diventata la scienza di molti, pensa a cosa è successo per il fuoco. Ora a tutti noi basta un fiammifero o un accendino, ma prima era custodito da uno stregone, dal capo villaggio che aveva per questo dei “poteri”. O l’alchimia, che è la nostra chimica.
La maggior parte delle grandi invenzioni erano una forma di magia che ci avvicinava al supremo. I giochi si sono rinnovati, ma hanno una storia antica, sono gli stessi da 4000 anni. Un oggetto può sparire, apparire, moltiplicarsi, farsi più grande o più piccolo, rompere e ricomporsi, può volare, ma i principi cardine sono sempre gli stessi. Ai campionati del mondo di Rimini ci saranno anche delle conferenze storiche. Si parla di giochi che hanno 2000 anni di storia!

I bussolotti quindi…

Sono l’oggetto magico per eccellenza perché uno dei primi quadri che rappresenta un mago che fa un gioco di prestigio, rappresenta proprio un mago che fa un gioco di prestigio con i bussolotti. Il quadro è di Hieronymus Bosch, un olio su tavola risalente al 1475-1480.

Hieronymus Bosch, “Prestigiatore”, Olio su tavola, 53×65 cm, 1502 circa
Hieronymus Bosch, “Prestigiatore”, Olio su tavola, 53×65 cm, 1502 circa

C come Campionato del Mondo di Magia

Non sai già tutto del Campionato del Mondo di Magia? È la prima volta che si disputa in Italia [a Rimini dal 6 al 11 luglio, ndr]. Ha 65 anni di storia ed è il campionato dove i maghi tutto il mondo si sfidano e il vincitore diventa il mago più importante del pianeta.
È l’evento per eccellenza, ha una cadenza triennale. Invece i campionati di calcio sono quadriennali… È stato disputato nelle più importanti capitali del mondo e noi quest’anno siamo riusciti a portarlo per la prima volta in Italia.
Ci saranno 5000 maghi da tutto il pianeta perché ha in sé due anime: una che è quella dei maghi che partecipano alla gara che sono circa 150, e poi ci sono gli altri 5000 che vengono per vederli all’opera carpirne i segreti. Perché capire i segreti degli altri aiuta ad inventarne dei nuovi o anche semplicemente a replicarli.
È una avventura speciale, perché si percepisce l’emozione, si sa che cambierà la vita di qualcuno quindi c’è elettricità. Quest’anno poi per la prima volta nei suoi 65 anni di storia, l’evento che è sempre stato a porte chiuse, e cioè riservato ai maghi addetti ai lavori, viene aperto al pubblico che potrà partecipare agli spettacoli. Abbiamo deciso di aprire le porte del mistero, perché è ovvio, arrivati al 2015, che dietro c’è un trucco, ma chi viene non deve pensare a quello, deve venire e vivere l’emozione della magia, l’emozione della sospensione della realtà. Per un momento tu pensi che quello che stai vedendo sia incredibile, impossibile e in un attimo torni bambino. Certo, non tutte le sessioni saranno aperte al pubblico, quando i maghi si spiegano i giochi non si potrà partecipare. Però ti assicuro, ci saranno spettacoli incredibili, sarà come portare Las Vegas in Romagna, artisti di fama mondiale tutti insieme a gareggiare ed esibirsi.

D come Due, Raidue

Per Raidue ho fatto ArcanA – inchieste sulla Magia, che è stato il primo programma di magia in Tv dopo un sacco di anni.
Io facevo Voyager e un giorno ero a tavola con il vicedirettore di Raidue e gli ho proposto di fare un programma di magia, visto che erano 25 anni che in Italia non si faceva magia in Tv.
Lui sulle prime ha risposto che la magia puzzava di vecchio ma io non mi sono arreso e ho replicato dicendo che dipendeva da come la si fa. Così è nato lì una sorta di rinnovamento della magia! Come vedi, in tutta la nostra comunicazione noi non abbiamo conigli, stelline, bacchette magiche perché penso che il rinnovamento debba partire anche dall’iconografia usata. Mi piacerebbe riuscire a fare per la magia quello che il Cirque Du Soleil ha fatto nel circo.
Difatti dal 2006 ci sono state una decina di trasmissioni in Italia che hanno parlato di magia. Nel 2008 è rinato il Festival di Saint Vincent che era fermo da 15 anni e che è il Festival di Masters of Magic e da lì hanno preso vita una serie di spettacoli: a Roma per esempio fanno Supermagic. In generale la gente ha riscoperto la Magia. Un’arte rimasta per così tanto tempo lontana dai riflettori che è sembrata nuova!

Quindi D come Raidue e cioè lì dove è ripartito lo spettacolo della Magia in Italia.

Pare presuntuoso da parte mia dire così. Però è la verità, da lì si è ripartiti…

Non ti preoccupare a noi di Frizzifrizzi la falsa modestia non piace! Diciamolo pure, ti sei reinventato lo spettacolo della magia in Tv e non solo.

Sì, direi che non è un caso se prima d’ora in Italia non avevamo mai ospitato un campionato di magia e ora la federazione è venuta a cercarmi per chiedermi di organizzarlo ed ospitarlo qui da noi.

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E come Extreme Team Building

È un progetto di Team Building Estremo dove facciamo sperimentare l’arte dell’impossibile alle persone e quindi prendiamo dei manager — recentemente siamo stati anche in Russia — e insegniamo loro a “pensare strano”. Sai che quando si fa formazione si tira fuori la gente dalla loro zona di confort. Perché tutti noi viviamo in una nostra zona di confort, che è come un piccolo cerchio in cui ci sentiamo a nostro agio, ma finché viviamo lì dentro al sicuro non cresciamo mai!
Se tu tiri fuori la gente da quel cerchio, per adattarsi deve in qualche modo crescere e il giorno dopo, siccome si è ri-adattato, alla sua nuova zona di confort, il suo cerchio è cresciuto. Quindi con Extreme Team Building Magico facciamo proprio questo, tiriamo fuori le persone dalla loro confort zone e le mettiamo davanti a problemi impossibili, che ovviamente non sono solo magici, ma gli facciamo capire come la soluzione stia nel “pensare strano”. Questa è una cosa che ultimamente stiamo facendo tanto e sta caratterizzando il mio ultimo anno.

F come Formazione aziendale

Che però ti ho già detto alla E quindi inutile ripetersi… Ma anche qui uso la magia non come forma di spettacolo, ma come messaggio per creare qualcosa di impossibile e la cosa è nata grazie ad un Ted a cui ho partecipato. Lì avevo sostenuto che cambiare le premesse è il modo per essere felici. La cosa ha funzionato e quindi è nato questo progetto di formazione che di base, in parallelo al Fism, è la cosa più importante di cui mi occupo.

F anche come Festival di Masters of Magic

Che è poi il festival da cui è nato tutto questo progetto, un pezzo importante della mia vita.
Ha segnato una svolta perché nel 2007 io lavoravo come direttore artistico del Casinò di Saint Vincent, e mi hanno parlato del Festival che allora non si faceva da un sacco di anni. Allora ho pensato che era ora di rifarlo e ora è diventato uno dei festival di magia più importanti al mondo. Siamo partiti da 0 e siamo arrivati già a 1800 maghi che vengono lì in montagna a vivere la magia a modo nostro. E potrei dire che è stato il seme da cui è nato tutto il resto. Un’avventura che condivido con due amici: Luana Codignoni (che si occupa dell’organizzazione) e Alessandro Marrazzo (regista e coautore dello spettacolo).

Ma ancora meglio, forse,
F come Fism

Federazione internazionale delle società magiche. La Fism sta alla Fifa come il campionato del mondo di magia sta al campionato del mondo di calcio!

G come Guerrilla Magic

Rendiamo straordinaria ogni cosa ordinaria, per esempio per lanciare la Tv albanese abbiamo sospeso un uomo (un mago) ad un palazzo di Tirana e anche a Parma e questo ha continuato a fare magia sospeso a 20 metri di altezza.

G anche come Guinness dei primati
Si ricollega anche alla G di Guerrilla Magic perché per lanciare il Festival di Saint Vincent abbiamo fatto 3 Guinness: un anno ho fatto uscire 300 conigli da un cilindro.

[Rido e dico che questa è la cosa che più mi aveva incuriosita nel suo lunghissimo curriculum perché pensavo alla gestione di queste 300 bestioline. Ride anche lui e aggiunge:]

Però se ci pensi vuol dire che ha funzionato come Guerrilla tanto che dal 2008 siamo sul Guinness dei primati mondiale! Ma non basta: abbiamo rotto 66 bicchieri con la forza del pensiero e abbiamo fatto lo spettacolo di magia più grande del mondo in cui si sono esibiti più di 100 maghi in un’ora.

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Impressionata passo alla
H di Houdini

Come non citare lui.

Sei fortunato, in genere in queste interviste-abbecedario tutti tentano di schivarla, la H.

Houdini è il mago dei maghi. Ha una storia fantastica. Ungherese di origini è arrivato negli Stati Uniti e si è fatto da solo, fedelissimo ed innamorato di Bess sua moglie, che pare essere stato il suo grande segreto. Si racconta infatti che quando lui si buttava nel fiume Hudson o quando faceva le sfide impossibili e lo perquisivano, dopo essere stato perquisito, la baciava appassionatamente e lei, in quel frangente, riuscisse a passargli (con il bacio) una forcina per capelli con cui poi lui riusciva a liberarsi!
Houdini è stato il simbolo della ripresa americana, perché durante la crisi del 1929, la grande crisi, lui andava in giro per gli Stati Uniti portando i suoi spettacoli e con loro il messaggio del “si può fare!”. Prima di tutto perché era un uomo di umili origini che si era fatto da solo, quindi in qualche modo incarnava il grande sogno americano. E poi lui essendo un escapologo era l’incarnazione di come fosse possibile scappare, fuggire perfino dalla crisi economica.
La leggenda narra che il Governo americano gli abbia dato soldi, abbia sovvenzionato in modo occulto i suoi spettacoli, perché il suo andare in giro ed esibirsi e dimostrare di essere in grado di scappare e liberarsi da ogni tipo di costrizione diventasse simbolo in qualche modo della possibilità di evadere dalle catene della crisi.

I come Inganni

Inganni e manuale di difesa è il nome del mio spettacolo teatrale. Io teorizzo che noi tutti viviamo in Matrix e che ciò che vediamo non è la realtà, quindi la realtà come la vediamo è solo una percezione, un’illusione. Vale sia dal punto di vista fisico, perché se noi vediamo una cosa pensiamo che sia fatta così, come la vediamo, però non ne possiamo essere sicuri… Mi spiego meglio: noi vediamo a colori e pensiamo che il mondo reale abbia i colori che noi vediamo, ma la maggior parte degli animali vede in bianco e nero, chi ci dice che non sia quella la realtà? E gli squali? Pare siano in grado di vedere molti più colori di noi, chi ci dice che non sia quella ancora la realtà? Di per sé quindi noi abbiamo solo una finestra sulla realtà fisica.
Per non parlare poi di inganni alla nostra percezione sul piano emotivo. Quante volte tu ti illudi che un uomo ti ami? Un auto-inganno della mente. Altro inganno della mente è pensare che alcune cose non siano alla nostra portata quindi ci auto-censuriamo.
Una delle caratteristiche principali dei maghi è la misdirection e cioè sono in grado di distrarti facendoti guardare da un’altra parte. Nello spettacolo racconto come la mente sia soggetta a inganno, e il prestigiatore è uno dei massimi esperti di inganni perché vive creando dei giochi di prestigio.
Anche se, se ci pensi, il mago è l’uomo più onesto che ci sia perché promette di ingannarti e poi mantiene la sua promessa.

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L come La Grande Magia

Una trasmissione di Canale 5 condotta da Teo Mammuccari e andata in onda 2 anni fa. Per me è speciale perché rappresenta il ritorno della magia in prima serata su una rete ammiraglia come Canale 5. Ed è stata come concludere una prima parte di percorso.

M come Masters of Magic

È una visione, un po’ come un figlio. Quando sono andato via dalla Rai sono approdato a Sky e lì ho fatto 12 puntate di un programma, che pare sia stato replicato circa 650 volte, almeno secondo la Siae. E dovendo scegliere un titolo ho optato per Masters of Magic, che da titolo di programma è diventato poi anche il nome del Festival di Magia di Saint Vincent e anche manifesto culturale legato alla visione di magia. E poi è diventato anche una società con cui realizzo l’impossibile tutti i giorni.

N come…
Possiamo saltarla per ora, non mi viene in mente nulla.

Ok passiamo alla O.
O come Olimpiadi della Magia

Sono quelle che si terranno a luglio a Rimini e in pratica sono delle vere e proprie Olimpiadi perché ci saranno concorrenti da tutto il mondo, diverse discipline di gara — dalla Grande Illusione, e cioè la donna tagliata a pezzi o la donna che vola… Poi c’è la manipolazione e cioè l’arte di salire sul palco a mani nude e di far apparire carte, monete e altro ancora; poi c’è la magia comica; il close up e cioè la magia fatta da vicino che è quella fatta con le carte o i bussolotti ma sempre a distanza di occhio e in questo caso l’emozione sta negli occhi degli spettatori.
Mentre sul palcoscenico tu hai il grande spettacolo, nella magia da vicino la vivi in prima persona. Una è più spettacolo, l’altra è più emozione. A Rimini ci saranno due premi: uno per il campione del mondo di magia da scena e uno per il campione del mondo di close up.
E poi una giuria che li vota e un pubblico che viene da tutto il pianeta. Di base una grande festa per tutti gli appassionati di quest’arte.

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P come (The) Prestige (lo show che si balla)

Un’idea folle che mi è venuta insieme al Gabry Ponte, mio grande amico, con cui ci siamo inventati il primo Musical che si balla. Abbiamo fatto la puntata 0 a Torino con 15.000 spettatori ed è molto bello perché ci sono DJ famosi che mettono musica, su cui la gente balla e su cui gli artisti performano.
Ed è un musical perché c’è una storia, una narrazione ed è un modo originale per avvicinare un pubblico molto giovane alla magia, e non è magia classica ma magia adattata al luogo e alle persone, utilizzando gli oggetti propri della musica. Ad esempio il DJ che vola sulla consolle, il DJ che sparisce dalla consolle e appare a 100 metri alle spalle degli spettatori.

Q come Qualità

Io sono un maniaco della qualità e te la racconto sulla Teoria della Gestalt.
Quando avevo 20 anni lavoravo per una Tv tedesca e facevo un programma sulle macchine. Un giorno il regista della trasmissione, che era molto severo, mi fece una “testa così” perché avevo la cintura dei pantaloni non allineata con la cerniera. Siccome io avevo risposto che non se ne sarebbe accorto nessuno, lui replicò dicendo che era vero, che non se ne sarebbe accorto nessuno, ma chiunque guardando si sarebbe accorto che nel complesso c’era qualcosa che non andava. «Se invece tu hai le scarpe perfette, i pantaloni perfetti, la cintura perfetta, la giacca messa a posto, tu sei a posto, tu hai studiato (ti sei preparato) per fare ciò che devi, la somma totale di tutte queste “perfezioni” che tu trasmetti è superiore alla singola somma delle singole parti. Come se hai un cumulo di legno, chiodi, viti e dall’altra parte hai una casa».
Da allora io sono maniacale e un rompiballe per tutti coloro che lavorano con me, ma alla fine funziona. Magari faccio meno lavori ma quelli che faccio li faccio bene. E direi che alla lunga è un atteggiamento che paga.

R come Rolfo
Ma non io, non sono così egocentrico [ride, ndr]. Devo tutto ai miei genitori, papà e mamma Rolfo. Dico con orgoglio che sono figlio di contadini che si sono trasferiti a Torino. Due persone specialissime, che mi hanno insegnato a lavorare 20 ore al giorno. Mio papà non si è sposato fino a 40 anni perché sosteneva che se non hai soldi non puoi fare le cose e quindi ha scelto di aspettare di avere i soldi necessari per mantenere una famiglia. Mio papà non ha mai fregato nessuno nella vita. E se sono una persona serena, lo devo a loro, che sono proprio stati bravi! Pensa, mio papà ha 80 anni e gli ho da poco regalato il computer, che non sa accendere e spegnere, ma che usa come macchina da scrivere e sta scrivendo la storia della famiglia.

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S come Scegli di essere felice
[Io rido e mi stupisco e gli rimprovero ottimismo e anche “l’ambizione” di un progetto del genere ma lui mi assicura che si può fare e si può imparare, allora io mi faccio attenta e lo lascio proseguire]

Nel 2010 per fare la seconda edizione del Festival Masters of Magic a Saint Vincent avevo bucato un famosissimo mago americano Davide Blaine, che a 5 giorni dall’evento aveva chiamato per dire che non sarebbe più venuto, adducendo vari motivi. Era la nostra star e io avevo pubblicizzato la sua partecipazione. Non ho dormito per due notti per la paura che tutti potessero pensare che io avevo usato il suo nome per farmi pubblicità e che in realtà era stato un mio bluff. Mi sono rasserenato solo quando, pensando a tutti gli scenari possibili — perdere la faccia come organizzatore, che non mi avrebbero mai più fatto fare lavori del genere, ci avrei rimesso un bel po’ di soldi…

Ti saresti sputtanato.

E quindi? Voglio dire non ne sarei morto… Avrei sempre e comunque potuto inventarmi altro, un’altra vita, un altro lavoro!

[Si infervora e dice:]

Siamo noi che non ci permettiamo di essere felici! Pensa a quante volte sprechiamo tempo perché uno ci ha fatto un sorpasso sbagliato al semaforo, a quanto tempo dedichiamo a cose piccole così… i colleghi antipatici in ufficio. Finché sono sano posso scegliere di essere felice. Non è una conseguenza del nostro stato d’animo ma una scelta.
Non so quanto ne sai di quanto accaduto sulla Costa Concordia. Una sera ero a cena con un produttore, un appuntamento importante per una trasmissione che dovevo fare, erano circa le 9.00 ed ero al Ristorante Milano. Ad un certo punto, mentre noi stavamo cenando sento un rumore tipo un tatatataaaa, come se in autostrada andando a 80 km/h metti la prima di punto in bianco. Il tavolo si è mosso e mi si è rovesciato addosso del vino rosso.
Ora, pensa a me, che mi ero vestito di tutto punto per questa cena di lavoro molto importante, e con addosso una macchia tanto estesa, che sarebbe stato inutile pensare di chiedere al cameriere di smacchiarla. Ho passato minuti a pensare alla macchia. Dopo 11 minuti risento lo stesso rumore. Tatatataaaa. A quel punto però mi sono dimenticato della macchia, perché la mia priorità, come quella di tutti gli altri a bordo, era di salvarmi la vita. Quella sera ero sul ponte 4 della Costa Concordia ed ho passato/sprecato 11 minuti a pensare alla macchia sulla camicia, non sapendo che potevano essere, come in effetti lo sono stati per le persone che sono morte, gli ultimi minuti della mia vita.
Sulle prime, sbarcato a terra, ero anche tra quelli che sono riusciti a mantenere la calma e a tranquillizzare anche gli altri, ma poi ho pensato a tutte le “macchie” per cui ogni giorno sprechi minuti di vita.
Così per scegliere di essere felice, quando capita qualche contrattempo, mi faccio un viaggio nel tempo di 11 minuti e mi chiedo se quella cosa dopo 11 minuti computa oppure no. E se ci pensi, nella maggior parte dei casi, non computa mai o quasi mai. E non vuol dire essere arrendevole ma mettere le cose nella giusta prospettiva.

T come Ted

Ted è la prima cosa che ho fatto da formatore, lì ho raccontato per la prima volta di quello che mi era successo sulla Costa Concordia ed è stato anche catartico per me. Così mi è venuto in mente che le mie esperienze, le mia teorie potevano tornare utili anche a qualcun altro.

T anche come Think strange

La filosofia del pensare strano, quindi pensare come un mago, non fermarsi alla prima cosa, ma prendere in considerazione quante più soluzioni possibile. E applicare questa cosa alla vita di tutti i giorni.

Però
T pure come Televisione

Perché per me è stata come una casa. Io ho vissuto negli Stati Uniti due anni e quando sono tornato ho iniziato a lavorare in Tv.
Inizialmente ero l’uomo fotocopia, poi alle scalette dello share, poi mi sono occupato degli ospiti, poi i primi testi come collaboratore, poi autore, poi capo progetto.
Ci sono stato dentro 11 anni e lì ho fatto tutti i lavori possibili e per me è stata come una palestra.

U come Universale

Mi piacerebbe che questo progetto di rinnovare la magia diventasse universale. Forse non te l’ho spiegato bene ma io amo la magia follemente perché a lei devo tutto. Grazie alla magia ho viaggiato, mi sono comprato casa, ogni donna che ho conquistato l’ho conquistata facendole scegliere una carta…
Ho perciò un grande debito. Mi piacerebbe essere quello che rinnova la percezione della magia. Togliere bacchette magiche, stelline, bastoni ecc. ecc. E fare della magia uno spettacolo fatto con oggetti di tutti i giorni.
Quando faccio spettacolo mi piace raccontare storie e la magia diventa l’effetto speciale che uso, ma attraverso oggetti del quotidiano. Niente bastoni, niente carte, ma per esempio bottiglie del latte e blocchi da disegno.
La magia nel 2015 deve essere vera e per essere vera deve usare oggetti veri. Se io vedo uno che mi sale sul palcoscenico con il frack è anacronistico. Ai primi del secolo scorso andare in giro con il bastone aveva un senso ma ora per strada non vedi bastoni, quindi non ci devono essere neanche nello spettacolo, sarebbero fuori luogo. Tutto questo puzza di trucco. Deve essere fatta con oggetti di tutti i giorni perché ogni oggetto può avere una magia.
Abbiamo fatto in progetto per Raidue, in 120 puntate, in cui insegnavamo ai bambini a riciclare gli oggetti utilizzando la magia.

Sì mi pare di aver sentito parlare di “Ecomagia”, è corretto?

Esatto, tu prendi un oggetto usato, esempio una bottiglia di plastica, la metti in questa scatola che si chiama riciclo ed esce il paraurti di una macchina. Capisci che trasformare una bottiglia in un paraurti è una magia. La metafora della magia per insegnare ai bimbi a riciclare, per me è un modo intelligente di usare la magia oggi!

V come Visione

Ciò che anima le persone sono le visioni. E per visioni intendo i sogni. Non esistono sogni giusti o sogni sbagliati ma persone che hanno sogni e persone che non ne hanno. Il primo passo per realizzare qualcosa è vederla, visualizzarla. Sapere dove devi andare, ti serve ad arrivare.
Beh, io divido le persone tra quelle che hanno sogni, visioni, progettualità e quelle che non ce le hanno. Tutti quelli che hanno realizzato qualcosa avevano dei sogni, per folli che fossero.

Io ti dirò di più: ho paura delle persone che non hanno sogni, progetti, visioni. Paura perché in genere finiscono per essere frustrati, aggrovigliati su se stessi, pieni di malanimo, pronti a giudicare. Chi ha qualcosa da fare, da realizzare, difficilmente spreca il tempo per rompere le balle al vicino, all’amico, al congiunto.
[Mi infervoro e lui sorride: ci siamo capiti]

Sì, è vero, tanta gente che non ha un sogno, una progettualità, per esempio decide di fare un figlio per darsene uno.

A questo punto mi ha completamente e definitivamente conquistata! Gli faccio leggere quello che ho appena scritto a proposito della non maternità come scelta… E decidiamo di passare alla Z
Z come Zar

Un mago alla corte dello Zar è il titolo di una articolo che Wired ha fatto su di me, e mi piace citarlo perché in poche parole riassume quello che sto facendo, e cioè portare in giro il concetto di “realizzare l’impossibile” con cui come ti dicevo siamo arrivati fino in Russia.
Credo che esistano nella vita di ognuno delle pietre miliari, e per me questa è una di quelle: andare a Mosca e raccontare a dei manager che si può realizzare l’impossibile!

Manca la N, non credere di scappare, senza trucchi e senza inganni, che a ‘sta distanza non funzionano. Io sono a Bologna, tu a Torino e siamo collegati su Skype. Quindi vai con la N
N come Nascita

La nascita della magia 3.0.
La vita è una continua evoluzione, una continua nascita di nuove idee, progetti e cose da fare. Se nasce qualche cosa di nuovo mi sento vivo, perché viva è la cosa che io sto facendo.
In questo momento mi piacerebbe far nascere la magia 3.0, citandoti Matrix: una magic revolution. Quindi usare la magia non solo come forma di spettacolo, ma anche come mezzo di comunicazione, non come giochetto, parola che non sopporto.
Prendere questi duemila anni di arte magica e attualizzarli, farli diventare una forma di pensiero. Quindi non solo come gioco di prestigio ma farne qualcosa di più completo che abbia la valenza di arte vera.

co-fondatrice e caporedattrice
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