Arriva il NoPhone

no_phone_00

Non è passato molto tempo da quando per contattare un’amico o la prima ragazzina componevamo con aria quasi annoiata i numeri sul disco di bachelite del telefono di casa. I numeri li sapevamo quasi tutti a memoria e dove non arrivava il gulliver c’era sempre la fida rubrica nel mobiletto accanto all’apparecchio a sopperire la mancanza.
A casa dei miei il telefono è rimasto lo stesso per tutta una vita. Immobile, nero, con la ghiera dei numeri che scorreva piano piano, che per comporre solo il prefisso ti veniva un po’ a noia, con quello zero laggiù relegato in ultima posizione.

Si sono arresi di malavoglia i miei a cambiarlo quell’aggeggio caro e lucido. La colpa dell’apparecchio era di non avere i toni. Sempre più spesso negli anni per comporre numeri a risposta automatica una voce pre-registrata avvertiva dell’impossibilità di percepire la presenza della tecnologia binaria. L’asterisco poi neanche c’era su quello scatolotto di resina fenolica.

no_phone_01

I tempi sono cambiati, il telefono adesso ce lo portiamo tutti in tasca, ci sterilizziamo i gioielli con nonchalance e siamo sempre pronti a rispondere a chi ci disturba o interrompe nel quotidiano.
Una vera rivoluzione la mobilità per tutti. Tutti reperibili e rintracciabili, tutti con il naso piantato dentro un aggeggio di silicio che detta i tempi e sostituisce persino l’orologio. Tutti distratti dal social di turno installato, tutti con il tweet sagace in punta di dita, tutti assenti per se stessi e gli altri per amore di connessione.

Che poi, che cosa vuoi connettere se non riesci neanche a starti a sentire ogni tanto?

Certe cose si notano probabilmente solo con il passare degli anni, ma di metalinguaggi e giovani dal vocabolario scarso mi sembra di incontrarne più oggi di ieri. Si fanno i selfies e uozzappano il nulla con il cellulare ultimo modello da uno stipendio e mezzo. Parlano, chattano e scrivono con il pollice opponibile di evoluta memoria come se non esistesse un domani, fotografano il proprio cibo come se alla fine non lo dovessero comunque mangiare.
In media stat virtus. Forse un tempo.

no_phone_02

La curiosità è che per disconnetterci, oggi giorno, abbiamo comunque bisogno di un feticcio, di un qualcosa da tenere in mano, in borsa o in tasca. Questo è quello che deve aver pensato il collettivo di amici The NoPhone Team cercando fondi su Kickstarter per il loro progetto NoPhone.

Non sono riuscito a capire se ci sia dell’ironia nel volere invadere le tasche della gente con un puro pezzo di plastica nera che non fa assolutamente niente. Probabilmente questo progetto è uno dei migliori scherzi dei nostri tempi. Mentre la gente raccoglie fondi i NoPhone Team se la stanno allegramente ridendo su questo nostro piccolo mondo malato.

imbrattacarte
Mostra Commenti (0)

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Un messaggio

Frizzifrizzi è sempre stato e sempre rimarrà gratuito. Si tratta di un progetto realizzato ogni giorno con amore e con impegno. La volontà è di continuare a farlo cercando di tenere al minimo la pubblicità. Per questo ti chiediamo una mano — se vorrai — con una piccola donazione. Potrai farla su PayPal.

GRAZIE DI CUORE.