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Issues | Dirty Furniture magazine

Un’indagine sul rapporto tra i pezzi d’arredamento e chi li usa (ma anche chi li fabbrica e li vende), focalizzando l’attenzione sui massimi sistemi come pure sulle piccole cose inutili, bizzarre, divertenti della vita: dalla politica alle sit-com, dal design alla psicanalisi, dalla moda al sesso. Questa la missione di Dirty Furniture, nuovo semestrale inglese “a termine”, nel senso che dopo le sei uscite già programmate il progetto si concluderà (praticamente l’equivalente di una mini-serie tv ma in formato rivista).

Ogni numero sarà dedicato a una parte della casa o a un pezzo d’arredo differente: il tavolo, il bagno, lo sgabuzzino, il telefono, il letto e il divano, quest’ultimo grande protagonista del primo numero di Dirty Furniture — in uscita questo mese dopo una campagna Kickstarter di successo — dove si parlerà del sofà di Freud, delle donne che si stendono sul divano (per fare che, puoi provare a immaginarlo), dei divani dei telefilm, del ruolo del divano nella sorveglianza genetica (?), di couch-surfing, di antiquariato, della cosiddetta politica da sofà resa celebre da Tony Blair, il tutto accompagnato da un’analisi storica sullo star comodi e da interviste a designer e costruttori.

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co-fondatore e direttore

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