Scelte di classe

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Da quattro anni a questa parte, a Roma, si tiene una bellissima iniziativa chiamata la Tribù dei lettori, un festival nato per avvicinare (e idealmente non lasciar più scappare) i più giovani alla lettura, coinvolgendo le case editrici, gli insegnanti, gli operatori didattici e soprattutto i ragazzi in una serie di incontri nelle scuole, letture e laboratori in un progetto che oltre che sul territorio si sviluppa anche attraverso un catalogo che raccoglie i migliori prodotti editoriali usciti durante tutto l’anno precedente e dedicati a lettori tra i 5 e i 13 anni, scelti da un comitato del quale, per quest’ultima edizione, ho avuto l’onore di far parte anche io, gustandomi il privilegio di leggere e sfogliare decine e decine di libri illustrati, racconti e romanzi (felicissima soprattutto mia figlia, 5 anni, che ho usato come “cavia” e che ha potuto ascoltare, guardare e sfogliare praticamente tutto ciò che è uscito nel 2013 per quanto riguarda l’editoria per i ragazzi).

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Se con le recensioni di libri mi ero già cimentato in precedenza, nei mesi passati col naso ficcato tra le pagine e a prendere appunti su intrecci, illustrazioni, sensazioni “a pelle” (che poi sono quelle che ti fanno decidere davvero, no?) ho capito quanto sia poi davvero complicato fare una scelta ragionata e motivata cercando di mettersi nella testa di bimbetti e ometti affamati di storie: eliminare da una lista un libro che — tranne rari casi — andrebbe comunque la pena di esser letto senza poi tornare mille volte sui propri passi è un’attività per caratteri forti e la selezione ristretta dei “papabili”, col comitato riunito in quel di Roma a metà dicembre in una giornata che aveva già il sapore della primavera, è stata per me — sicuramente il meno esperto tra i membri selezionatori — innanzitutto una grandissima lezione.

Alla fine, il risultato di questo complesso, a volte travagliato ma sempre stimolante e affascinante viaggio, è stata la pubblicazione del catalogo, intitolato Scelte di classe, ideato e promosso da Tribù dei lettori e curato da Hamelin, associazione bolognese che da sette anni organizza il BilBOlBul e da quasi vent’anni gira per le scuole di tutta Italia per formare insegnanti e bibliotecari e per lavorare con bimbi e ragazzi attraverso il fumetto, l’illustrazione, il cinema e la letteratura.

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21 i titoli segnalati, raccontati e commentati, per 16 differenti case editrici grandi e piccole: una fotografia (o, meglio «uno sguardo lungo e uno sguardo lento», come lo definiscono quelli di Hamelin in una delle introduzioni al catalogo, perché «è un esercizio non facile quello di stare con i libri senza correre subito da altre parti») su quanto di meglio l’editoria per ragazzi ha da offrire — sempre che i “bambini veri” siano d’accordo con noi del comitato: a un gruppo di giovani e giovanissimi studenti romani, infatti, il compito di leggerli tutti e scegliere, prossimamente, i vincitori.

Scelte di Classe quindi è una sorta di bussola, anzi un «faro nell’immenso mare editoriale, un punto d’informazioni per bibliotecari, insegnanti, educatori, attraverso il quale informarsi e formarsi alla lettura per ragazzi», così lo definisce Flavia Cristiano, direttore del Centro per il Libro e la Lettura.
E per ciascuna delle 21 luminose lampadine che vanno a comporre questo faro c’è una scheda con la trama del libro, un commento, un “secondo punto di vista” attraverso una recensione già pubblicata online o su carta, delle domande poste ai lettori e degli ideali prolungamenti — i link! — che da una storia ti portano a tante altre.

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La scheda che ho curato è io è quella di Ballata, dell’autore francese Blexbolex, un capolavoro assoluto (della letteratura in genere e non solo di quella per ragazzi), che ho usato e sto ancora usando anche in laboratori per chi ragazzin non lo è più, e che commento così:

Quando lo prendi per la prima volta in mano una delle cose che noti immediatamente è che Ballata, per formato, sembra più un romanzo che un albo illustrato. In realtà quello che unanimemente è considerato il capolavoro (finora) dell’artista francese Blexbolex è molto più di un albo o di un romanzo: è uno strumento, un utensile che insegna a creare storie ma che prima di tutto insegna a trovarle, scovandole là dove sono nascoste, magari semplicemente nella strada da casa a scuola. Per farlo, Blexbolex utilizza gli “standard” di tante fiabe classiche — la regina sembra Biancaneve e i briganti il Gatto e la Volpe, solo per citarne alcuni — e se ne appropria usandoli come ingredienti per una nuova narrazione, che poi però affida al lettore. Esattamente come in una ballata, che di cantastorie in cantastorie, cambia e si evolve pur conservando la stessa traccia, ogni volta arricchita con nuovi elementi, variazioni sul tema, sorprese disposte ad arte dove meno te le aspetti (ma anticipate da una serie di “presagi”, che assomigliano molto alle prolessi che i cantastorie utilizzano fin dalla notte dei tempi come meccanismo per aiutare la memoria). Il tutto in un ciclo continuo che non si ferma alla fine del libro ma invita a continuare, seguendo lo schema matematico — che non è necessario conoscere, lo si percepisce comunque dopo i primi due capitoli — del raddoppio meno uno: 3, 5, 9, 17, 33, 65, 129.
Le prossime 257, se vorrà, potrà raccontarle il lettore. In Ballata ogni pagina è un’immagine e sotto a ogni immagine c’è una parola, in un magnifico corsivo che a volte scompare per dare il la alla fantasia e a volte si ribalta o va a zig zag per seguire il fitto e simmetrico intreccio di una storia illustrata in tre colori ma che usa ogni sfumatura della tavolozza delle emozioni, su tutte l’inquietudine, capace di regalare quel brivido che innesca in grandi e piccoli il processo dell’immaginazione.

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