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Save the date | That’s Amore

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Raymond Carver e Charles Bukoswki, due tra i più grandi scrittori americani del ‘900, esponenti del cosiddetto realismo sporco, si incontrarono per la prima volta nel ’72 durante una conferenza in California. Bukowski, dal podio, rivolto a tutti quelli in sala — Carver compreso — disse: «Mi guardo attorno e vedo tanta gente che batte a macchina ma non vedo scrittori, perché voi gente non sapete cos’è l’amore». All’epoca Carver provava una vera e propria venerazione per il Grande Ubriacone. Per lui era una sorta di mito letterario (e lo rimase anche in seguito, ma in maniera sicuramente più complessa). A quell’intervento, e al resto di una serata ad altissimo tasso alcolico e piena di episodi patetici e imbarazzanti, con Bukowski che toccava i culi delle studentesse, insultava tutti e vuotava ogni bicchiere gli capitasse a portata di mano, Carver scrisse una lunga poesia intitolata Voi non sapete cos’è l’amore, al contempo omaggio e vendetta nei confronti del suo “eroe”.

Ma voi non sapete che cos’è l’amore
Non lo sapete perché non siete
mai stati innamorati è chiaro

Era tipico della poetica di Bukowski e soprattutto dell’uomo Bukowski (il suo è uno dei casi in cui poetica, autore e personaggio sono esattamente la stessa cosa) dire io sì e voi no. Ma anche chi è stato innamorato difficilmente potrà spiegare cos’è l’amore perché tra sapere cos’è e saper dire cos’è c’è di mezzo un oceano di silenzio, riempito soltanto da una delle più geniali invenzioni che il linguaggio sia mai stato capace di tirar fuori: la metafora.

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Non sono nate forse per quello le metafore? Per spiegare una cosa raccontandone un’altra?
In una sola vita si provano (meno spesso si praticano) talmente tante sfumature di amore, anche verso la stessa persona, che descriverne pure una sola (figuriamoci tutte) in maniera diretta è impossibile.

Comunicare l’amore è un atto creativo che prevede la condivisione di un sistema di riferimenti in comune tra mittente e destinatario. Che adopera simboli: dal più banale, il cuore, ai più complessi, attraverso l’evocazione di un sentire per mezzo della combinazione di elementi più o meno originali, descrivendo atmosfere e azioni, adoperando dialoghi che “girano attorno” al nocciolo — l’amore, appunto — senza mai coglierlo direttamente o facendo leva su scene, metafore già scritte da qualcun altro.

Per fortuna la cultura in generale e — per abbordabilità — quella pop in particolare ci hanno regalato talmente tanti esempi d’amore da renderci un po’ più semplice l’impresa di darne una definizione quanto più possibile vicina a ciò che stiamo davvero provando e il cinema e la letteratura possono diventare un vero e proprio “vocabolario” dell’amore: da Giulietta e Romeo a Homer e Marge, da John Lennon & Yoko Ono a Spiderman e Mary Jane (sei hai mai mandato un video altamente simbolico alla tua dolce metà sai che voglio dire: utilizzare l’opera altrui avrà molta più efficacia di un “ti amo” che non riusciresti comunque a spiegare).

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Alla simbologia dell’amore, soprattutto attraverso le icone popolari del cinema, un illustratore pluridecorato come Ale Giorgini ha dedicato una mostra, That’s Amore, che raccoglie ben 40 illustrazioni — metafore! — delle quali 25 inedite, realizzate col suo inconfondibile stile fatto di linee semplici che intersecandosi o prolungandosi oltre i confini di un elemento ne disegnano a loro volta un altro, in un intreccio che già da solo parla d’amore attraverso l’unione e la condivisione degli spazi.

La mostra inaugurerà il prossimo 23 maggio a Ravenna, presso Bonobolabo, e c’è già un catalogo in edizione limitata che si può pre-acquistare online.

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Oltre all’esposizione, la serata di inaugurazione sarà anche l’occasione per presentare un’illustrazione dedicata alla città di Ravenna e una serie di mosaici realizzati dall’artista Luca Barberini e ispirati alle opere di Giorgini il quale, se non bastasse, si esibirà dal vivo nel live painting di una sua opera “best seller” dedicata a Star Wars (talmente best da andare esaurita in pochissimo tempo) mentre Serimal si occuperà di serigrafare dal vivo le t-shirt dell’evento e un poster limited edition.

Per finire essendo Bonobolabo anche uno skate shop, sarà presentata anche una nuova tavola frutto della collaborazione con Giorgini, tavola che immortala — e torniamo daccapo — il più Bukowskiano tra i personaggi cinematografici: il “drugo” Jeffrey Lebowski…

QUANDO: 23 maggio – 14 giugno 2013
OPENING: 23 maggio | 18,00
DOVE: Bonobolabo | via Centofanti 79, Ravenna | mappa | fb

Ravenna

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