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Semiserie & Sons e le pochette per prendere appunti

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Nonostante fior di sviluppatori di software provino di continuo a dimostrare il contrario, nessuna app è mai riuscita (finora) a sostituire degnamente il buon vecchio blocco per gli appunti. Seppur la possibilità di avere tutto a portata di mano dentro a un telefono o a un tablet possa apparire meno macchinoso di ritrovare la tasca in cui hai messo la penna (o chiederla a qualcuno, sia pure il barista, l’impiegata scortese delle poste o il passante pennamunito che il fato ha pensato bene di inserire in quel brandello di storia con cui sei alle prese lì e ora), provare se funziona (e nel caso ricominciare la ricerca o valutare se necessario l’eventualità di bucherellarti il polpastrello e scrivere col sangue), trovare un buon equilibrio tra il tempus fugit e una buona calligrafia che ti consenta in un secondo momento di decifrare il tutto, in realtà un freddo e lento e orizzontale stampato o stampatello su uno schermo non può avvicinarsi neanche lontanamente a quell’istantanea del flusso di pensieri che ogni buon appunto aspira a essere.

L’arsenale di strumenti espressivi di una penna sopra un foglio—la profondità del segno, le sottolineature, le cerchiature, i sistemi di simboli inventati lì per lì, gli scarabocchi, le cancellature, il poter andare in su o in giù, in verticale o in diagonale—per non parlare di ulteriori optional come il graffettare, l’incollare, il ritagliare, l’appiccicarci sopra altri foglietti (poesia della stratificazione!) non è nemmeno paragonabile alla rigidità immateriale del blocco elettronico, per quanto complesso esso sia—e pochi giorni di uso intensivo di app per scrivere e appuntare dimostrano anche al più entusiasta dei techno-entusiasti che software del genere più semplici e poveri di possibilità di personalizzazione sono e meglio è.

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Ma se il blocco degli appunti di solito lo tieni nella borsa, nella tasca posteriore dei pantaloni (quando c’è) o in quella interna della giacca, le ragazze di Semiserie & Sons hanno pensato bene di trovargli un’altra collocazione, giocando sulla forma, oltre che sulla funzione.
Ecco quindi il Tasquino, un taccuino da tasca da usare come pochette—una pochette per idee, come sottolineano loro.

Ogni copia di Tasquino è stampata, tagliata e spillata a mano e prodotta utilizzando carta di recupero mentre i pattern delle copertine sono realizzati con materiali di uso quotidiano come le tovagliette della prima colazione e retini da tè, stampando il tutto a mano infilando carta, matrice e cliché inchiostrato in una macchina chiamata strizzapanni, che com’è facile immaginare funziona con dei rulli di legno.

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Ovviamente le Semiserie & Sons di stampa se ne intendono! Il gruppo infatti nasce circa sette anni fa a Foligno, in Umbria, inizialmente come un duo—le Semiserie—che si occupa di stampa artigianale con caratteri mobili, riutilizzando e acquisendo macchinari che le tipografie dismettevano in occasione del passaggio alla stampa digitale. Nell’ultimo anno al duo si sono unite altre ragazze, portandosi dietro ciascuna le proprie professionalità e dando vita a Semiserie & Sons, un studio associato che si occupa di grafica, illustrazione e fotografia, oltre ovviamente alla stampa, ma al contempo anche un collettivo dedito alle autoproduzioni.

Al Fuorimicro, dove le ho incontrate, le Semiserie & Sons hanno portato una selezione di vecchi lavori, sia collettivi che personali, tra cui il meraviglioso Quaderno delle piccole soddisfazioni, dove appuntare le piccole/grandi rivincite e conquiste che troppo raramente ci si prende nella vita, simboleggiate addirittura da un Adolf Hitler da “sbaffare” tirando una striscia di nastro adesivo.

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Tra i nuovi prodotti, insieme al già citato Tasquino, c’è anche Double You, dei taccuini venduti a coppie di due—come due e opposti tra loro sono i titoli, alcolico/analcolico, mamma&papà/bambino—che giocano con dimensioni, rilegature e figure geometriche stampate in copertina, disegnate in maniera impeccabile in un libretto (l’emisfero sinistro, notoriamente analitico-logico) e più traballanti ma espressive nell’altro (l’emisfero destro, quello delle arti e dell’intuizione).

In attesa di vedere Tasquino e Double You nelle librerie, nei concept store e (perché no, nel caso del taccuino-pochette) anche nei negozi di abbigliamento, consiglio di fare pressione sui propri negozianti di fiducia o comunque di aspettare di poterli acquistare online.

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co-fondatore e direttore

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