Krug | L’annata 2003, un evento dentro e fuori la bottiglia

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La difficile annata 2003 nell’interpretazione, classica e folgorante, di una delle maison più celebri e affidabili della Champagne aveva bisogno di una ambientazione che richiamasse con coerenza i valori che dal 1843 stanno dietro alla produzione Krug. Ecco allora il Circolo Marras a Milano, un artigiano “cuore e bottega” che non ha mai serializzato le sue creazioni per cercare un mercato più vaso, ma piuttosto ha insistito sulla natura di grande solista della moda con pezzi che richiamano sempre la sua Sardegna etnica e irripetibile.

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Un grande tavolo al centro dello spazio espositivo e tanto gusto, sobrio ed essenziale. Alcuni fiori, i richiami all’anima giocosa della convivialità e un messaggio chiaro, la sostanza al centro di tutto. In cucina Enrico Bartolini che per l’occasione ha pensato ad un menù agile e pieno di coraggio, un omaggio alla sostanza della cucina italiana inseguita fin nei tratti più popolari e meridionali.

In fondo, deve avere giustamente pensato, ci si deve sedere tra pari, inutile corteggiarsi a suon di concessioni e mediazioni, ci si piacerà per quello che si è. A fare gli onori di casa Margareth Henriquez, la donna che guida Krug con intelligenza e grande attaccamento ad una storia irripetibile e straordinaria, la custode di uno stile che ha attraversato tre secoli senza mai tradire. Vi raccontiamo l’evento in 5 tappe.

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Stile. Lo stile è il vero racconto di Krug, lo stile del vino, l’artigianalità, l’eccezionalità dei vini, la capacità di leggere la natura e in fondo un rapporto sereno con il prodotto. Un’azienda che ha quasi due secoli di storia può anche saltare un’annata… la reputazione vale molto di più.

Il millesimo. Il 2003 non è un millesimo eccezionale, quello che è eccezionale è l’interpretazione che ne ha dato Krug con un registro elegante ed agrumato che non era per niente scontato. Convincente al di là di ogni più rosea previsione.

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Gli ospiti. Finalmente l’idea che la comunicazione sia questione delicata della quale si devono occupare dei professionisti. Ecco allora 30 inviti mirati, un reciproco riconoscimento di competenze. E una Margareth perfetta a comunicare i valori della maison, a testimoniare in prima persona che la comunicazione più riuscita è quella autentica.

Il libro. Il piccolo volume che racconta la storia di Krug è stata una rivoluzione per la maison. Ha significato aprirsi e raccontare. Includere e non escludere. Chiunque deve poter sognare una bottiglia di Krug.

Piatto. Il piatto che ha segnato la cena, ottima, è il risotto con capperi, midollo e mandorle. Gesto, rischio, ritmo. L’invenzione di una mandorla croccante, la forza del cappero, la classicità del midollo. Un piatto contemporaneo e visionario. Irraggiungibile Italia.

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