Quei ghirigori che vedi a occhi chiusi, così li ho sempre chiamati fin da bambino, quando ho iniziato a interessarmi a quelle strutture casuali fatte di luce che venivano a trovarmi ogni notte, quando mia madre spegneva la luce, e da lì in poi mi hanno fatto compagnia per ogni singolo giorno della mia vita, talvolta pure di giorno, a occhi aperti, decorando ogni parete chiara, animando ogni schermo immobile, movimentando anche il più azzurro dei cieli, spuntando da dietro i volti della gente, sui finestrini appannati, tra le righe di un libro, sempre a ritmo col mio stato d’animo—armonici nei momenti di calma, confusi e sincopati nelle giornate da dimenticare, quasi fossero un diario (candido e impossibile da ingannare) della mia vita interiore.

Il mio caso rientra in una bizzarra variante dell’emicrania ma vedere i ghirigori, soprattutto quando ci si trova al buio è molto comune. Scrive Oliver Sacks nel suo bel saggio L’occhio della mente: «una volta isolata dal mondo esterno, la corteccia visiva diventa ipersensibile a stimoli interni di ogni tipo, quali la sua stessa attività autonoma, i segnali provenienti da altre aree del cervello (uditive, tattili e verbali), e i pensieri, i ricordi e le emozioni».
Spiegazioni scientifiche a parte, quei ghirigori per me sono diventati “di famiglia”, ci sono affezionato, per questo quando ho guardato il nuovo video dell’illustratore bellunese Emanuele Kabu (di lui abbiamo già parlato diverse volte qui su Frizzifrizzi) sono rimasto a bocca aperta: credo di non aver mai visto nessuno riuscire a interpretare in modo tanto efficace il fenomeno.

Tanto più in un’animazione che per Emanuele nasce come una sorta di video-diario illustrato. Alle prese con l’insonnia e dopo aver provato a risolvere il problema con il vino rosso, Kabu ascolta il consiglio di un amico e decide di prendere della melatonina, che è una sostanza normalmente prodotta dalla ghiandola pineale e ha il compito di regolare il ciclo veglia/sonno. Niente da fare. Le immagini si affollano nella testa, come impresse sulla retina. Il sonno dura poco. E It’s called “Moon” è il racconto di un incubo. Quotidiano.

itscalledmoon_emanuele_kabu

drawings, animation and music Emanuele Kabu
audio master Marcello Batelli
with the help of Faye, Mauro, Merlo