The Centrifuge Brain Project

https://vimeo.com/58293017 

Il mockumentary ha quel potere persuasivo che affascina e inquieta.
Sappiamo che le vicende sono inverosimili, ma il fatto che siano raccontate come un documentario ci invischia in una malìa e fatichiamo a non credere a ciò che sappiamo essere un inganno.

Nei lontani anni ’90, la promozione di The Blair Witch Project era stata talmente efficace, da aver fatto cadere molti compiacenti sprovveduti nelle trappole mediatiche lasciate dai due giovani videomaker. Oggi, dopo essere stati vaccinati a dovere dalle scene di attività paranormali e di catastrofi metropolitane puntigliosamente riprese da telecamere fisse e cellulari, il finto documentario non ci fa più lo stesso effetto.

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Tuttavia, se ben fatto, continua a funzionare. Anche se si occupa di un luna park con plurime ruote panoramiche che si avviluppano una sopra l’altra, come nel caso del corto in questione (che puoi vedere qui in alto).

A raccontarci di queste spettacolari attrazioni è il Dr. Nick Laslowicz, esperto dell’ Istitute for Centrifugal Research (ICR), Dipartimento di Centrifugazione Umana. All’inizio, se si esclude una certa titubanza all’idea di un’umanità centrifugata, sembra si tratti di normali progetti, nei quali lo spettatore tende a sorvolare sulla incongruità di certi dettagli.

I primi veri dubbi arrivano quando appare quella che viene chiamata Wedding Cake, ben strano dolce, dove quattro piattaforme si alzano roteando una sopra l’altra, per poi essere letteralmente schizzate verso l’alto. Poi c’è la multipla ruota panoramica, che ha solo un piccolo problema: la sua interminabile corsa sinusoidale finisce con l’addormentare i suoi passeggeri. Ma a pensarci bene, già quell’abnorme calcinculo costituito da una gigantesca palla roteante, supporto di centinaia di seggiolini, che appare all’inizio, non era poi così plausibile…

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Per rendere il tutto ancora più realistico, la pagina ufficiale del corto è stata organizzata come se si trattasse davvero di un istituto di ricerca. Il motto è “La gravità è un errore. Lavoriamo sodo per correggerla”.
In preda alla depressione nel sapere che mai potrete salire su quegli affascinanti mostri meccanici, proverete un forte desiderio di stamparlo su una maglietta.

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