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Nel mondo dell’editoria, specie in questi tempi di fai-da-te, virtuale (vedi ebook autoprodotti) o tangibile (vedi fanzine, riviste e libri in piccola o piccolissima tiratura realizzati da piccole case editrici indipendenti o addirittura fatti in casa) che sia, la comunicazione e la promozione di eventi e prodotti culturali è un frammentatissimo mosaico capace di mandare in confusione persino il più volenteroso degli appassionati, costretto a barcamenarsi tra gli innumerevoli inviti-fuffa su Facebook, le riviste letterarie, le terze pagine dei quotidiani, le segnalazioni dei siti che si pongono come punti di riferimento del settore, le dritte degli amici sui social network…

Certo, di cosiddette directory ce ne sono tante. Il web per come lo conoscevamo prima, quello statico, quello (per semplificare) pre-Google, proprio di directory, di enormi raccolte di link divisi per argomenti, sotto-argomenti, sotto-sotto-argomenti era fatto. Ma se una rete di quel tipo, fatta di scatole con sopra un etichetta (e se non sai che scatola andare ad aprire quando cerchi qualcosa, allora tanti auguri) si è evoluta nell’intricatissimo dinamismo del web 2.0 che usiamo oggi, coi suoi algoritmi “intelligenti” capaci di capire quando non addirittura prevedere ciò che stai cercando, significa che di strada da fare ce n’è ancora tanta. E la ricetta definitiva per trovarti in mezzo soltanto a ciò che ritieni potenzialmente utile o interessante non l’ha ancora trovata nessuno. Da un certo punto di vista meglio così: ché dove sta la sorpresa, dove finisce l’infinita forza creativa del caso in un mondo in cui ti viene presentato solo ciò che già conosci o che hai gli strumenti e le possibilità per conoscere?

Forse ciò che ci occorre davvero è una mappa(tura). Aperta e libera. Dove andare a pescare le informazioni con un dito: «io sono qui, che c’è attorno a me?».
Ed è proprio una mappa(tura!) del mondo dell’editoria quella che sta provando a realizzare Tropico del Libro—che sulla catalogazione di fiere, case editrici, associazioni, opportunità, corsi, biblioteche e operatori del settore ha sempre puntato molto—col suo nuovo progetto Open Culture Atlas, un vero e proprio atlante culturale che permette, con un colpo d’occhio, di vedere i luoghi, le persone e gli eventi del mondo dell’editoria.

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Come già accennato la piattaforma è libera e aperta. E ciò significa che chiunque potrà inserire una scheda all’interno del sistema. Ovviamente il rischio è quello della sovrabbondanza e dell’appiattimento. Tutto è uguale a tutto il resto: il Salone del Libro di Torino al reading del poetucolo di provincia che si è pagato le mille copie del suo libro e lo propina ad amici e parenti; editor con curriculum lunghi quanto un palazzo all’agente letterario improvvisato.
Ma è lo stesso rischio che si corre con qualsiasi piattaforma aperta (vedi Wikipedia). Sta poi a chi ne fruisce sapere selezionare e, soprattutto, Open Culture Atlas è appena agli inizi e tra i futuri aggiornamenti ci saranno anche dei percorsi speciali, opportunamente selezionati dallo staff “tropicale”. Ché una bussola e dei sentieri già tracciati, per viaggiare su una mappa, sono comunque indispensabili, sta poi a chi viaggia scegliere se seguirli oppure no.

I segnalini sulla mappa per ora sono perlopiù scollegati tra loro. Come le tessere del mosaico di cui sopra. Ma pian piano inizieranno ad intrecciarsi: chi fa cosa, e dove; cosa trovo lì, chi partecipa, chi ci lavora. E come per il web, per le strade reali che collegano i luoghi o il complicatissimo intreccio delle sinapsi cerebrali, sono i collegamenti—i link—a decretare quali sono i veri nodi di una rete.

Totalmente privo di pubblicità, Open Culture Atlas aspira a diventare un centro nevralgico capace di dare un senso al quotidiano dare/avere delle informazioni in campo editoriale. L’intento è quello di allargare il settore per andare a coprire la cultura nella sua totalità, come pure di allargare il territorio mappato ben oltre i confini italiani. Un missione nobilissima, almeno tanto quanto complicata.
Quindi buona fortuna (quella però su una mappa non la trovi).