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Issues | FAT

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Fondata dagli stessi creatori di Kasino A4, rivista finlandese autodefinitasi “la più melancolica in circolazione” e considerata, quando ancora usciva (cioè fino a fine 2009), come tra le migliori riviste indipendenti, FAT è una nuova avventura editoriale che dalla fredde lande scandinave ha appena esordito con il lancio del primo numero.
Si tratta di un magazine focalizzato soprattutto sul mondo dell’arte, che dà spazio sia ad artisti affermati che esordienti—tutti scandinavi, ma dalle prospettive internazionali—e che afferma, non senza una buona dose di ironica arroganza, di essere per l’arte ciò che Vogue è per la moda.

In realtà, e lo si intuisce dalle dichiarazioni stile “fuoco d’artificio” (boom!) dei fondatori—che dopo la sparata sul Vogue dell’arte, nella presentazione della rivista sostengono che i magazine d’arte sono morti e che FAT nasce per settare nuovi standard—il vero argomento di questo progetto editoriale sono le stesse riviste d’arte, a volte ammiccanti, più spesso seriose, messe (tra le righe e con molto stile) alla berlina dal linguaggio diretto, dal design minimale ma “ciccio” e tutt’altro che discreto e da tanti particolari, minuscoli o giganteschi, disseminati tra le pagine.

Distribuita nei principali centri d’arte a livello mondiale ma non ancora disponibile all’acquisto online, FAT promette bene. Soprattutto per il suo prendersi gioco di sé e della potenziale concorrenza. Ma, come insegnava Munari, giocare è una cosa seria.

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