photo Alfonso Calafiore

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Facciamo quella cosa desueta che usiamo il dizionario, scomponiamo le parole e vediamo cosa viene fuori:
pʌɪ: trascrizione fonetica dell’inglese pie (torta) e di pi (π =3,14159), rapporto tra circonferenza e diametro di un cerchio.
bikery: fusione tra bike (bici) e bakery (panificio)
Ora riassembliamo le parti e otteniamo un luogo in cui il mondo della cucina convive con quello delle bici: un bike café.

Due ingressi diversi, due stanze distinte, due mondi lontani che finiscono però per compenetrarsi, a partire dal menù: tra tè, torte salate e cup cake si trovano i prezzi di copertoni, regolazione del cambio e dei freni, tutto in uno.

Ideatori di questo spazio insieme ad Andrea sono Arianna, cuoca, cameriera e regina della cucina prepara personalmente ogni singola cosa presente nel menù, e Daniel da anni appassionato di bici e ciclofficine. Ogni cosa presente nel locale è stata pensata, desiderata e realizzata da loro, veri seguaci del DIY.
Quarto elemento fondamentale di Pʌi Bikery è Daniele, le cui mani toccano, aggiustano e assemblano ogni pezzo passi per l’officina.

Un luogo in cui tra la cura e il piacere del fare bene sono disseminate sorprese e storie, dal tavolo dove sotto il tuo gomito ti accorgi esserci incisa una filastrocca di Rodari, agli eccentrici sgabelli monolitici disegnati e realizzati dal papà di Daniel. Dietro la libreria tematica vedi spuntare la pinna blu di uno squalo-delfino dai cui denti sbucano fili di caricabatterie messi a tua disposizione, e tra gli accessori per le bici esposti alle pareti scorgi manifesti e fotografie in bianco e nero reperiti nei mercatini più disparati.

E mentre fai colazione leggi un libro, ricarichi il telefono e già che ci sei fai riparare quella lucina che sono mesi che non funziona.

photo Alfonso Calafiore

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