Pitti84 | YOU footwear

Chi frequenta di rado il mondo della moda, coi suoi feticismi, i suoi accecanti riflettori, i suoi personaggi (e i suoi figuranti di cartone scambiati per icone), forse non lo sa ma le settimane della moda e le fiere di settore sono solite presentare le collezioni che arriveranno nei negozi solo l’anno successivo. Ecco il motivo per cui di Pitti Immagine Uomo se ne fanno due all’anno. A gennaio stampa, buyer, curiosi e gente a caccia di idee da rubare si guardano come sarà l’inverno dell’anno seguente. E come ogni anno, a giugno, centinaia di variazioni sul tema la prossima estate sarà….

Dal momento in cui, da qualche anno a questa parte, si è affermata prepotentemente la tendenza ad immaginare l’uomo contemporaneo come un serioso essere metropolitano con impiego di alto livello e aria da intellettuale, passatempi agresti o montanari o artigianali, il tablet nella tasca interna della giacca e un affilato coltello fatto a mano nell’altra (che non si sa mai, ci fosse da scuoiare una volpe in pieno centro a Milano o ravvivare il fuoco nell’open space di uno showroom di periferia), quel po’ di pancetta per resistere a lunghe e noiose conferenze sul marketing emozionale senza che il corpo inizi a bruciare massa muscolare, e rassicurante barba da filosofo greco per dare maggior profondità a tutto l’improbabile insieme. Da quel momento quell’entità invisibile e diffusa eppure tanto invadente chiamata la moda ha deciso di sacrificare la leggerezza sull’altare della sostanza, rendendo più che prevedibile quel la prossima estate sarà… Quasi identica a quella prima, solo con colori diversi.

Attenzione, però, a fare a meno della leggerezza. Che, insegna Calvino nelle sue Lezioni americane, è ben diversa dalla frivolezza. Si può essere frivoli pure sposando le ragioni della sostanza. Ed essere leggeri, al contrario, con intelligenza.
La leggerezza libera. La testa, le mani… Ti fa staccare da terra e volare sopra le contingenze materiali del presente.
E, diceva ancora Calvino, «esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca». Eccolo qua! Ecco il punto.

L’essenziale è avere un pensiero. Preciso, determinato. Averlo, ripeto, e non agire come se lo si avesse. Traslando il discorso alla moda: può essere più pensosa, intelligente e profonda, seppure leggera, una collezione tutta fluo e sintetica—se dietro c’è un pensiero preciso—che un’orgia di tessuti pregiatissimi, pietre, cuciture a mano fatte da sciamani delle praterie mongole dopo aver sgozzato uno yak al tramonto come sacrificio agli spiriti.

E leggera ed intelligente è la collezione presentata al Pitti da YOU footwear, costruita sull’idea di movimento ed intitolata appunto Move.
«L’idea di Move nasce proprio in contrasto con il clima ed il sentire comune nei quali siamo immersi di questi tempi, quindi la stagnazione, l’immobilità», mi racconta Massimiliano Bosio, uno dei fondatori del marchio. Che aggiunge «per quanto difficile bisogna andare avanti, muoversi, e la stagione che interpreta meglio un concetto come questo è proprio l’estate, il momento in cui la gente viaggia, si sposta, fa, sta più in giro. E quale migliore metafora se non una scarpa, che dopotutto è lo strumento per muoversi».

Rispetto a quanto ci avevano abituati a vedere con le precedenti collezioni, molto ricche e impegnative, fatte di strati su strati, pattern, materiali differenti, quello della primavera/estate 2014 è viaggio di alleggerimento. Gettare gli ormeggi per volare più in alto, con una serie di modelli dai colori più scarni del solito—rosso, blu, nero e tanto bianco, tonalità che ritornano pure nelle camicie e negli shorts che accompagnano le scarpe—e linee più pulite, decisamente orientate verso il mondo streetwear, senza però gettare alle ortiche quella che è l’anima di YOU footwear, ovvero il fatto puntare sulla qualità delle lavorazioni, sui materiali e su un’estetica sempre molto riconoscibile e senza tempo.

Per quanto riguarda il punto di vista tecnico, è stata introdotta una suola a cassetta nata in collaborazione con Vibram e cucita soltanto sui lati. Di solito le suole di questo tipo sono cucite tutt’attorno mentre così come l’hanno realizzata loro consente di avere un impatto visivo estremamente pulito.
«Attualmente siamo l’unico marchio ad avere una suola del genere, che è molto versatile ed adattabile» mi spiega Massimiliano.

«Sarei curioso di vedere il moodboard» dico ad Alon Siman Tov, co-fondatore e designer del marchio che, gentilissimo e disponibile come al solito, promette di mandarmelo [e infatti qualche giorno dopo arriva puntualmente nella mia casella email, ndr].
«Io insegno allo Ied e quando chiedo ai miei studenti di realizzare un moodboard o di inquadrare il proprio cliente ideale di solito la risposta standard è “giovane, dai 25 ai 30” e io tutte le volte mi metto a ridere perché è la risposta che danno sempre tutti, immutabile nel tempo, mentre oggi anche il consumatore 50enne è, o può essere, giovane. C’è una certa paura da parte dei marchi streetwear di rivolgersi ad un target anagraficamente più alto ma un 45enne avrà quasi sicuramente più disponibilità economiche di un ragazzino e può essere ugualmente giovane» aggiunge Alon.

Concetto, questo, che YOU footwear conosce bene: in ogni collezione presentata finora c’erano modelli che, volendo, potevano essere indossati da ventenni come da settantenni. Puntando, per quanto riguarda il target di riferimento, più allo spirito che all’anagrafe.
«Per questa collezione però è stato diverso, lo devo ammettere» confessa Alon «e nel moodboard ho raccolto tanti input provenienti dal mondo giovanile, orientati verso uno stile più street e votato al movimento, con foto di parkour, danza…».
«Una collezione leggera» butto lì.
«Leggera e rilassata» risponde Alon con un sorriso.

co-fondatore e direttore
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