Pitti84 | adidas by Tom Dixon

«Ho imparato da tempo che poco bagaglio infonde calma; libera dal superfluo e consente spostamenti con preavvisi minimi» scrive Paolo Rumiz nel suo Trans Europa Express, racconto di un insolito viaggio in verticale che il giornalista triestino ha compiuto nel 2008 lungo il confine orientale del nostro continente—partendo gelido Mar Glaciale Artico al Bosforo, dove la Turchia è ancora europea.
Rumiz, che ogni anno in agosto, fin dal 2001, compie un viaggio atipico—per itinerario, mezzo di trasporto o compagnia—e poi lo racconta a tappe sulle pagine di Repubblica (tra le pochissime cose intelligenti che girano d’estate sui quotidiani) è nomade nello spirito, sa raccontare come pochi l’Italia e l’Europa che cambiano e, soprattutto, di valigie se ne intende. Prima di ogni partenza le prepara con minuzia certosina, togliendo il superfluo e scegliendo con meticolosità lo stretto necessario.

Problema, quello di Rumiz—che si è fatto 6000 chilometri con uno zaino di 6kg—comune a chi per lavoro, piacere o avventura, si trova spesso a viaggiare. E per forza di cose deve fare del minimalismo una ragione di vita.
Problema, pure, di uno dei mostri sacri del design contemporaneo, uno come il britannico Tom Dixon che anni fa, a Milano, durante la settimana del Salone del Mobile, non riuscì a trovare un hotel libero e si arrangiò, passando la notte su una panchina—così racconta lui, ma qualche dubbio sulla veridicità della cosa effettivamente può sorgere, ad ogni modo se dovesse ricapitare gli consiglio la Stazione Centrale.

Proprio dalle sue sventure nomadi Dixon ha preso l’idea per The Capsule, collezione unisex realizzata in collaborazione con adidas presentata durante l’ultimo Pitti.
Il concetto è semplice: due valigie, una rigida ed una morbida, ciascuna con dentro tutto il necessario per stare fuori una settimana.
Giacche, pantaloni, camicie, magliette, scarpe. Tutto leggerissimo. Tutto incastrato in modo tale da stare nel bagaglio. Ogni pezzo abbinabile con tutti gli altri e, strato su strato, si può andare avanti estate ed inverno.

Senza contare poi i piccoli, geniali accorgimenti: il parka diventa un sacco a pelo; le felpe, sacche da viaggio; le scarpe sono composte di sola suola e tomaia, per ridurre al minimo peso e spazio occupato. Saranno comode? Me le auguro.
Il papà di un mio vecchio amico diceva sempre: «basta la salute. E un paio di scarpe buone».
Rumiz aggiunge: «un uomo con buone scarpe può rispondere a qualsiasi emergenza. Ha un’andatura migliore, diventa meno goffo, infonde più fiducia. La posizione eretta lo fa pensare meglio, gli regala una scrittura più rotonda, una cadenza metrica migliore. Un buon paio di scarpe conta più di tanti libri».

co-fondatore e direttore
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