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Apps | Yesterscape

yesterscape 1

Metti insieme il potere evocativo di una foto, capace di tirar fuori da quell’elaboratissimo disco rigido che è il cervello montagne di ricordi, e aggiungici le possibilità che può darti la realtà aumentata, cioè il poter vedere sullo schermo di uno smartphone (e presto sulle lenti di un paio di occhiali—quando i Google Glass arriveranno sul mercato—o sul parabrezza di una macchina, il casco di un pilota, solo per fare qualche esempio) più informazioni di quante riuscirebbero a darti i cinque sensi che ti accompagnano fin dalla nascita.

Di applicazioni che ti dicono, semplicemente puntando lo schermo e la videocamera del tuo telefono, dov’è la più vicina stazione della metro, che monumento è quello che stai guardando e che storia ha, dove sono i tuoi amici o la macchina che non ti ricordi mai dove hai parcheggiato—di applicazioni come queste ne è pieno il mondo. Ma Yesterscape è la prima a sfruttare la realtà aumentata per tirar fuori da una nuvola virtuale—la cosiddetta cloud che sempre di più va avvolgendo le nostre vite reali—addirittura i ricordi.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Scattando foto attraverso l’applicazione, dunque attivando coscientemente la produzione di un ricordo, Yesterscape—sviluppata dalla startup giapponese QOOQ e disponibile gratuitamente sull’App Store di Apple—ne registra data, posizione GPS e, attraverso il giroscopio dell’iPhone, direzione, angolo e inclinazione, per poi inserirla nel tuo archivio personale.
Quando, tempo dopo, si ritorna nello stesso luogo, basta alzare lo schermo, guardare attraverso di esso e rivedere la foto scattata tempo prima, sovrapponendo il ricordo alla realtà.

In quanto a tecnologia, nulla di che. Ma ora pensa all’impatto emozionale. Pensa di tornare sulla scena di un primo bacio quando la storia è ormai finita. Di scattare tutti gli anni la foto di famiglia e ritrovare te e i tuoi, ogni volta, sempre più raggrinziti. Pensa di rievocare una persona che non c’è più e di vedertela lì—quasi come fossi di fronte allo specchio delle brame di Harry Potter—davanti al bar dove uscivate insieme. E pensa anche alla città che cambia. Ai negozi che spariscono, alle strade che si trasformano… Un’applicazione del genere, oltre a diventare un raccoglitore su misura di momenti, può trasformarsi in un enorme catalogo partecipato della città in continua mutazione. Una macchina della nostalgia, più che del tempo, capace di produrre sospiri e far sgorgare lacrime dolci e amare, pur dal freddo, piatto e schermo ad alta risoluzione di un telefono.

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co-fondatore e direttore

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