7am | Michela Fabbrocino

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Michela Fabbrocino.

Ciao Michela, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ciao, ho 27 anni e sono di Napoli.
Fotografo da cinque, sei anni. Ho sempre pensato alla fotografia ma l’ho coscienziosamente scelta da quando ho lavorato con un direttore della fotografia che mi ha insegnato tanto di quello che so.

La tua attrezzatura?
Ho una Canon con diverse ottiche, anche se mi piace usare sempre la stessa. Non amo i teleobiettivi, cerco d’essere sempre “dentro” alle situazioni. In analogico uso diverse macchine anche se preferisco la mia biottica Yashica.

Cosa fai quando non fai foto?
Penso alle foto che voglio fare, catalogo quelle che ho fatto, ricerco concorsi e fotografi. Mi perdo ad osservare gli angoli della mia città, ascolto mille storie dagli sconosciuti, osservo il mio cane, scrivo, leggo di tutto, studio, frequento tanto il mio balcone da cui si intravedono realtà particolari, infine, mi intrufolo nei mercatini quanto nei matrimoni.

Descrivimi la tua stanza.
Dopo 11 traslochi, la mia ultima stanza ha tre materassi a terra ricoperti di stoffe, un tavolino molto basso, cinque o sei lampade per poter leggere, un mobile con le macchine fotografiche, tanti tanti libri e una postazione “tecnologica” per poter lavorare ai miei progetti.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Più che pesare, fa sudare.
Nel tempo ho eliminato sempre più cose, ora esco con un corpo macchina e un obiettivo.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Un racconto, sicuramente, L’ombra di Hans Christian Andersen.
La strada di Fellini.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Tommaso Parrillo, mio amico e collaboratore, insieme abbiamo fondato il collettivo Nap-less, Michela Palermo e Roberto Boccaccino.

Un messaggio

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