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Largo all’avanguardia (patinata). La stessa squadra che fino allo scorso febbraio ha diretto la rivista d’arte da jet-set Tar Magazine ora è alle prese con un nuovo magazine di respiro internazionale: ANEW, che proprio in questi giorni vede il suo debutto ufficiale, distribuito nei soliti posti, ovvero Colette, 10 Corso Como, il Dover Street Market di Londra ed i più blasonati musei di tutto il mondo.

Il progetto è presto spiegato. Nel 2008 Evanly Schindler, fondatore ed ex-direttore di BlackBook, celebre bibbia americana su cosa fare/dove andare, crea Tar Magazine insieme a Maurizio Marchiori, ex-direttore creativo di Diesel. In breve Tar diventa una tra le riviste più acclamate a livello mondiale tanto che c’è chi la definisce «la più bella rivista al mondo». Partner di Schindler e Marchiori nel progetto Tar, vicino per stile e tematiche al francese Purple Magazine, è Grafiche Siz, che fa capo a Simioni, storica famiglia di stampatori.
Nel 2009 Tar viene rilevata totalmente dai Simioni, che la affidano a Martina Mondadori (queiMondadori), che a sua volta coinvolge nella direzione del magazine anche la sua amica Coco Brandolini D’Adda, socialite di nobilissime origini, e Francesco Bonami, critico d’arte, ex-curatore della Biennale di Venezia e del Whitney Museum, oggi direttore artistico della Fondazione Sandretto ReRebaudengo, di Enel Contemporanea e della Fondazione Pitti Discovery.

Il magico trio, dopo un fastoso rilancio con una festa esclusiva d’altri tempi, lascia la direzione di Tar a febbraio 2013 in seguito ad alcune divergenze con l’editore, che affida la rivista ad Aldo Premoli, docente, consulente nei settori moda ed arte, già direttore de L’Uomo Vogue e collaboratore di Art Tribune.

Bonami, Mondadori e Brandolini d’Adda decidono dunque di buttarsi in un altro progetto editoriale e fondano ANEW allargando la squadra al graphic designer ed art director di Interni Christoph Radl e all’editore Gianluca Reina, già creatore dell’edizione italiana di Maxim ed ex-direttore editoriale della Jackson Libri.

ANEW—di cui non ho ancora avuto modo di vedere alcunché, a parte la doppia copertina ad opera di Rob Pruitt e Douglas Gordon—sarà semestrale ed avrà collaboratori internazionali come Jonathan Franzen, James Franco, Christian Louboutin, nonché Ginevra Elkann, andando probabilmente a puntare alla stessa fascia di lettori di Tar, quel selezionatissimo quanto paradossalmente generico pubblico d’alto profilo che in un panorama editoriale in sofferenza come quello attuale, sicuramente più adatto ad iniziative snelle ed ambizioni circoscritte a piccole nicchie culturali, sembra in controtendenza, quasi d’avanguardia. Ma, appunto, patinata.

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