Camper | Mori collection

Facile ingannare l’occhio, pure quello più attento. Facciamo talmente tanto affidamento sulla vista che poi è quello il vero punto debole che chiunque giochi sul non-è-ciò-che-sembra, per provocare, sorprendere, incuriosire (e chi è in malafede truffare) può usare per portare a termine il suo tranello—piacevole o meno che sia. Non avessimo gli altri sensi staremmo a scaldarci davanti a focolari finti, mangeremmo dolci convinti di buttar giù un piatto di spaghetti, pagheremmo troppo care giacche di pelle che di pelle non sono.

E magari fisseremmo l’intreccio di fili della foto qua sopra convinti di vedere un primissimo piano di una lavorazione a maglia qualunque. Poi però allunghi il dito (lo so, sullo schermo non si può, quindi devi fidarti… e siamo daccapo), tocchi, e ti rendi conto che non è cotone ma carta. Lavorata come fosse maglia e unita al poliestere, frutto di un lavoro che ha richiesto anni per metterne a punto la tecnica, studiata appositamente per una collezione di borse progettate per Camper dal designer giapponese Dai Fujiwara, ex-direttore creativo di Issey Miyake, che ha—molto poeticamente— battezzato la collezione Mori, che in giapponese significa bosco (-> alberi -> carta) e l’ha prodotta interamente nel suo Paese.




co-fondatore e direttore

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