Common Dictionary Of Tools

Mio nonno, che si chiamava Emilio e faceva il falegname, non conosceva Baudrillard (in compenso però divideva la bottega con un certo Belveter Belwethear1, detto Belvè) ma pur senza aver mai letto Il sistema degli oggetti poteva benissimo intuire che un martello, il suo martello, era molto più che un semplice attrezzo. Certo, era innanzitutto qualcosa per battere i chiodi (valore funzionale) ma sapeva anche che in caso di bisogno poteva scambiarlo con qualcos’altro (valore di scambio: ti do un martello in cambio di sei pesci appena pescati), come dopotutto faceva il suo amico Ciccoli, pittore squattrinato che era solito pagargli i lavori con qualcuno dei suoi quadri (e infatti casa di mia nonna ne era piena).

Come pure forse avrebbe potuto immaginare che per suo nipote—io, assolutamente incapace nei lavori manuali—un martello sarebbe diventato un simbolo del fare (valore simbolico) e un suo vecchio martello, anni dopo la sua morte, un ricordo da caricare di rimandi affettivi, simbolo del tempo che passa e delle radici della famiglia. Infine, comunista qual era, nonno Emilio detto Mimmi, sapeva anche che il suo martello era soprattutto un segno del suo status di falegname (valore segnico), della classe sociale a cui apparteneva, esattamente come le Mercedes di quei Signori che di tanto in tanto passano in bottega ad ordinare mobili, erano il segno del loro status di industriali, avvocati, notai o nullafacenti col capitale di famiglia.
Nonno Mimmi, in pratica, sapeva che un oggetto, un utensìle o un attrezzo, sono molto più di quel che appaiono e vanno molto oltre la sua funzione primaria. E forse è per questo che col pittore Ciccoli non aveva problemi a fare baratti, ma agli industriali chiedeva di aprire il portafogli…

Nonostante le barriere linguistiche—l’unico inglese che conosceva era quello degli albi di Tex, sua grande passione e, a proposito di simboli, una delle sue ultime foto lo ritrae seduto sotto ad un moro (il gelso), in campagna, su una vecchia sedia pieghevole, un Tex in mano, era il 1982— al vecchio Mimmi un libro come Common Dictionary Of Tools probabilmente sarebbe piaciuto, anche soltanto da sfogliare, con la sua breve storia dell’evoluzione degli utensìli dalla preistoria ad oggi, presentati attraverso una serie di immagini e di definizioni che illustrano il rapporto tra uomo e oggetto.

Common Dictionary Of Tools è un volumetto che esce giusto oggi, in edizione limitata di 50 copie, per Éditions Audio Papier, piccolo editore indipendente / casa discografica francese che, a dispetto del nome, di “audio” non ha ancora pubblicato niente.
Ma se un martello non fa (solo) un falegname, non sarà un disco (anzi, nessun disco) a non fare un’etichetta.

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