Apps | Currency

Pre-Euro, cambiare valuta era una delle maggiori rotture di scatole prima, durante e dopo i viaggi. Ma anche attività affascinante per chi, come me, aveva sul comodino il Manuale di Paperon de’ Paperoni e sognava una cameretta stile-deposito piena di monetine in cui fare il bagno a seguito di lauti guadagni che sarebbero dovuti arrivare grazie alla piccola collezione di dinari slavi, dracme greche, pesetas spagnole, rubli sovietici (tutte economie “solidissime”, col senno del poi) portati in dono da nonno e papà e una buona calcolatrice a energia solare innestata nel righello.

Oggi abbiamo l’euro, siamo tutti più felici e viaggiamo in lungo e in largo per l’Europa a far girar moneta e a creare ricchezza e posti di lavoro (*sarcasmo sarcasmo sarcasmo*).
Il senso di un’applicazione come Currency, dunque, non sta nella sua utilità—certo, rimangono tutte le valute extra-europee ma l’App Store è comunque pieno di applicazioni che fanno lo stesso lavoro, oltre a mille altri—ma nel fattore estetico e sentimentale: la palette di colori, le bandierine, la vecchia cartina ingiallita e la musichetta retro, dall’atmosfera Parigi anni ’60, del video.

In pratica 0,89 € ben spesi. Non per convertire valute, ma per sognare di farlo sopra ad una vecchia mappa, progettando lunghe estati all’avventura, senza sapere necessariamente tutto prima di partire, senza mandare agli amici foto da Instagram ad ogni passo, senza tradurre i menu dei ristoranti con Google Translate e rinunciare ai regali del caso, senza twittare al mondo le piccole, ingenue scoperte quotidiane del viaggiatore e sentirsi un provinciale.
Come si faceva un tempo.

co-fondatore e direttore

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