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Issues | UC.Quarterly

Non che siano poche le agenzie di graphic design con un blog all’attivo. Oggi, si sa, per emergere bisogna mostrare al mondo di esistere. E bisogna farlo quotidianamente, rubando alle ore di lavoro—più spesso, però, a quelle che un tempo erano dedicate alla “birretta” al bar, o al caro vecchio distendersi su una poltrona libro in mano (momento topico della giornata, ormai sostituito da twitter, soprattutto di fronte alla tv, per commentare ininterrottamente e in tempo reale il mondo che si frammenta in miliardi di informazioni davanti ai nostri occhi: argomento dibattuto più e più volte e che è inutile tirar fuori di nuovo; per la cronaca, sto con il riposo, sto con le pantofole e il telefono spento, sto col libro da leggere pagina dopo pagina, senza notifiche e squilli e bzz a interrompere il flusso di pensieri, finché sonno non sopravvenga)—il tempo impiegato a produrre content come ogni manuale di marketing prescrive (anche se un grande saggio come Tyler Brûle, fondatore prima di Wallpaper* e poi di Monocle, giusto qualche giorno fa ha dichiarato allo Standard: «Content — don’t you hate it? It’s the new c-word. Once upon a time, content would have been shorthand for editorial. Now it’s just filler»).

Non che siano poche le agenzie con un blog—dicevo—ma con ben quattro, allora sì, quelle sono rare. E’ il caso di UnderConsideration, agenzia texana che a partire dal 2002, quando ancora blogger doveva diventare una qualifica da esibire con orgoglio o da cancellarsi di dosso con vergogna, ha lanciato Brand New, dedicato a loghi ed immagine coordinata, Art of the Menu, che come da titolo analizza la grafica dei menu dei ristoranti, For Print Only, una celebrazione della carta e tutto quel che, di esteticamente buono, c’è stampato sopra, e Quipsologies, una sorta di raccolta di frammenti creativi provenienti dalla design community mondiale. Senza considerare altri progetti, sempre in rete, ormai conclusi, tipo un’enciclopedia sul graphic design, una serie di sfide visual su singole parole ed una piattaforma di discussione per addetti ai lavori.

Arrivati al 2013 con un ritmo di produzione di contenuti ed un’energia invidiabili, quelli di UnderConsideration non accennano minimamente ad allentare la presa e, anzi, addirittura rilanciano, con una neonata rivista che raccoglie, a cadenza trimestrale, il meglio di quanto uscito sul loro network di blogs.

Il magazine si intitola UC.Quarterly e pur non essendo un gran estimatore delle “riduzioni” cartacee di format pensati per la rete, il magazine ha un suo senso, innanzitutto (meritatamente) autocelebrativo—se la precarietà fatta di bit del web è il “verba volant”, la sicurezza materica della carta è il suo “scripta manent”— ma anche come una sorta di indice visivo di ciò che offre la creatività contemporanea, da conservare e magari sfogliare tra qualche anno per fare un salto indietro nel tempo e farsi, in pochi colpi d’occhio, un’idea dell’estetica, delle mode, del pensiero e dei limiti tecnici del mestiere di designer.

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