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#Fotosociality | ed. Rosa Maggio

ed. Rosa Maggio è un progetto editoriale di c-r-u-d, uno studio di comunicazione di Milano, quartiere Isola, specializzato in graphic design, video, sound design. Si tratta di un’idea che ha visto la luce da poche settimane e che ha esordito ufficialmente proprio al Fruit di Bologna, con una serie di taccuini—A4, A5 ed A6—interamente fatti a mano e prodotti in una tiratura di soli 50 esemplari per ciascuno, utilizzando gli sfridi [residui di lavorazione, ndr] della carta.

Ogni taccuino (ribattezzato però tacquino, come da “errore rosso” alle elementari) quindi è fatto con carte, colori e grammature differenti.
Per l’80% i taccuini sono bianchi, dunque assolvono alla loro funzione sostanziale: mettere in ordine ai pensieri. E qua apro una parentesi che visto che l’etimologia di una parola spesso nasconde una bella storia e questa vale la pena di raccontarla.

Ed. Rosa Maggio

Taccuino è un termine che deriva dall’arabo taqwīm ovvero “giusta disposizione”. In realtà in origine il taccuino non era, come oggi, un libro bianco da riempire ma più che altro un almanacco. Furono i medici salernitani che nel Medioevo importarono il termine in Italia: nel 1300 infatti tradussero in latino, appunto dall’arabo, uno dei testi medici fondamentali dell’epoca, il Taqwim al-sihha, scritto dal filosofo e medico Ibn Butlan, cambiandogli il titolo, per assonanza, in Tacuinum Sanitatis. Da allora il termine Tacuinum indicò tutti quei volumi, di solito illustrati, di carattere enciclopedico e, essendo il manuale medico di solito “portatile” per necessità, diventò sinonimo, prima in latino poi in italiano, per indicare guide, manuali o ancora più in generale libri dal formato “tascabile”.

Torniamo ai taccuini di Ed. Rosa Maggio.
Bianchi per l’80%, appunto. E il resto?
«Fra le pagine raccontiamo le azioni urbane che abbiamo fatto nel nostro quartiere, con tanto di fotografie», mi spiega una delle ragazze di c-r-u-d «ma il resto sta a chi li acquista riempirlo, o meglio “farlo vibrare”».

Ed. Rosa Maggio

Il quartiere in questione, Isola, attualmente è uno dei più dinamici e con il tessuto sociale più composito, tra storiche aree popolari di estrazione operaia, fermenti creativi e, oggi, in piena fase di riqualificazione che, se da una parte sta rilanciando la zona, dall’altra—vedi speculazione edilizia e “gentrification”—minaccia di cancellare la memoria di una zona unica, un’isola appunto, all’interno di Milano. E sono state proprio le azioni urbane e la necessità di raccontarle e in qualche modo riattivarle, rendendo partecipe chi poi decide ti aCCuistare uno dei taCQuini, a dare il via al progetto ed. Rosa Maggio, che non è una casa editrice ma un modo per uscire dagli “illimitati limiti” del web e di puntare sui “limitati illimiti” della carta.

Questo post fa parte di Fotosociality, progetto lanciato da Samsung per promuovere la sua fotocamera “social” Galaxy Camera, con la quale sono state scattate tutte le foto dell’articolo.

Ed. Rosa Maggio

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