LC23 | Tropical Collection

Utilizzando tessuti americani con stampe piene di fenicotteri e tucani e pappagalli e iguane e palme e scimmie e velenosissimi fiori esotici, Leo Colacicco ha deciso di fare un viaggio a tropici.
Un viaggio che, nonostante le apparenze, non è tanto nello spazio quanto piuttosto nel tempo.

Siamo soliti pensare che per andare ai tropici serva prendere un aereo, o al limite una nave—la quasi mitologica crociera ai tropici, sogno della classe media impiegatizia dell’Italia industriale del secolo scorso, poi virata in versione low-cost verso lidi più abbordabili, ché tanto il tropico-è-tutto-un-paese e tra Sharm (rigorosamente pronunciato con voce da macchietta da film di Vanzina o Neri Parenti) e una spiaggia caraibica poco cambia, coi nonluoghi artificiali che come virus si replicano dagli aeroporti e dalle mastodontiche navi ai villaggi turistici e alle discoteche, fabbriche di cocktail troppo dolci, colori saturi e sogni esotici o erotici, di peccatucci come di “avventure selvagge” nella natura, da riportare a casa fotografate sulla digitale o nei racconti da propinare agli amici.

Ma, ci insegnano i geologi, per vedere i tropici seduti comodamente a casa propria basterebbe un viaggio nel tempo. Se un tempo qui era tutta campagna e prima ancora c’erano ghiacciai e una calotta di permafrost che dai poli arrivava fin quasi al Mediterraneo, prima ancora l’Italia non era che una distesa di mare aperto con tanto di barriera corallina, che poi pian piano si trasformò in una sorta di arcipelago tropicale. Durante la cosiddetta Era Terziaria una cittadina come Gioia del Colle, in provincia di Bari, sede di Mr.Colacicco e del suo marchio LC23, era con ogni probabilità un lussureggiante puntino verde su una mappa che nessuno poteva ancora immaginare di tracciare. Un puntino verde dove vivevano specie simili a quelle che oggi si trovano in Africa, che avevano da poco preso il posto dei dinosauri.

Ecco dunque spiegata la felpa con triceratopi, stegosauri e affini, che va ad inserirsi in una collezione che, come le precedenti, è interamente realizzata a mano, capo per capo, compresa la felpa dove s’innestano i dettagli provenienti da quello che fin dagli inizi è il vero capo icona di Colaciccio, la camicia.
Cosa? Che c’entrano le pin-up? Dopotutto i tessuti so’ amerigani, pretendi forse che non mettano le pin-up?

co-fondatore e direttore

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