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Freitag Reference | We’re so 2003

Ti ricordi cosa facevi nel 2003?
Io avevo da poco conosciuto questa ragazza qua e facevo il pendolare tra il mio paesino nelle Marche e Bologna, prendendo ogni settimana l’Interregionale (bei vecchi tempi, quando ancora si parlava coi vicini di posto) dopo una settimana passata in una Scuola Materna a fare il Servizio Civile in mezzo ai bambini, eletto a mascotte della scuola in quanto unico maschietto sopra i 6 anni, messo all’ingrasso dagli avanzi di pasta al ragù e da maestre/mamme troppo assennate, l’uniforme bianca da aiuto-chef in cucina, un lacrimoso pargolo di 3 anni sempre in braccio, una corte di saputelle all’epoca poco più grandi di mia figlia gelose della Mitica Fidanzata Lontana, pezzi di Lego e dinosauri disegnati coi pastelli e bamboline di ogni misura sempre in tasca per ogni evenienza, che di tanto mi rimanevano addosso anche per il pellegrinaggio del sabato verso l’affollato appartamento, zona Bolognina, di quella bizzarra creatura con la fossetta e i capelli neri come la pece che allora mi domandava se sarebbe durata (ma sapevamo entrambi di sì) e che ora è di sotto a battere come me su una tastiera, la testa chissà dove, da dieci anni compagna, musa, stampella, coscienza, carta assorbente, agenda, universo complementare del sottoscritto.

Nel frattempo, da qualche altra parte, su un’autostrada affollata, qualche forzuto camionista guidava tranquillo sulla corsia lenta e ascoltava la radio. Davanti a lui qualche decina di corni, cornetti, ferri di cavallo, zampe di coniglio e santini. Dietro, un calendario osé. Ancora più dietro, un rimorchio pieno di chissà che, coperto da un telone colorato che—lui ancora non lo sapeva—un giorno sarebbe diventato una borsa.

Un giorno lontano appunto 10 anni visto che la nuova collezione della linea Reference di Freitag vanta materie prime (i teloni dei camion, marchio di fabbrica del brand svizzero) vecchie di ben un decennio prima di essere lavorate.
Ovviamente per il cliente non cambia niente ma il messaggio—anche se sempre di marketing si tratta— è evidente: chi se ne frega di essere sempre ostentatamente e ossessivamente contemporanei, anzi addirittura nel futuro (la moda è lì che vive, tu devi ancora metterti una capo primavera/estate 2013 che loro hanno già fatto il campionario di quella del 2014 ed iniziato a lavorare sull’autunno/inverno successivo).
Però è soprattutto un altro il messaggio che ci vedo io: proprio ora stai facendo qualcosa che solo tra dieci anni avrà un senso. Saperlo magari non servirà a niente. Ma è comunque bello pensarlo.

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