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Save the date | Confabulazioni

Arianna Vairo acrilico e gouache su legno e cartoncino
Arianna Vairo, acrilico e gouache su legno e cartoncino

La geografia del ricordo, esattamente come la sua storia, è imperfetta e suscettibile di emozioni, ribaltamenti di senso, distorsioni dovute a quello che è lo stato d’animo del momento di colui che ricorda oppure alle informazioni parziali captate all’epoca dei fatti o riportate da qualcuno che c’era o ne ha a sua volta sentito parlare. In pratica è come il classico gioco del telefono senza fili che si fa da bambini. Solo che quando c’è di mezzo il ricordo spesso al telefono senza fili si gioca solo con se stessi, finendo per saltare di qua e di là, seguendo l’intrecciata matassa delle (più o meno) libere associazioni mentali, andando a costruire immagini mentali né vere né false.

Le Confabulazioni di Arianna Vairo si sviluppano allo stesso modo: sono parole sussurrate all’orecchio che nelle fumett-illustrazioni della giovane artista milanese (che abbiamo già 7ammizzato due anni fa) si ricompongono come flusso di pensieri per poi de- e ri- strutturasi in altro modo nella mente dello spettatore, in un dialogo continuo tra artista, opera e pubblico.

Dopotutto confabulare viene dal latino confabulari, che significa chiacchierare insieme, ed è composto da con e fabulari, che a sua volta significa conversare e deriva da fabula, la favola, intesa come rappresentazione drammatica, tipica più della struttura narrativa del fumetto che dell’illustrazione. E proprio qua sta il punto: nella sua nuova serie di lavori, in mostra dal prossimo due marzo a Carpi presso Spazio Meme, la Vairo mescola i linguaggi, come ben spiega l’artista stessa a Francesca Pergreffi, la curatrice della mostra, in una bella intervista:

«Sono alla ricerca del movimento nell’immagine. Il fumetto è il linguaggio grafico che più si avvicina al cinema (a sua volta linguaggio che più cerca di avvicinarsi alla lettura del movimento della vita); mentre l’illustrazione ha la capacità di penetrare l’inconscio, l’irrazionale e di portarli a galla; trasmettere il surreale, l’iper-reale, o l’onirico.
Non sto cercando una struttura narrativa lineare ma costituita da molti piani, nei quali potersi muovere per passare da uno all’altro senza spiegazioni e mescolare diverse dimensioni (temporali ad esempio) in un’unica spaziale.»

QUANDO: 2 marzo – 6 aprile 2013
OPENING: 2 marzo | 19,00
DOVE: Spazio Meme | via Giordano Bruno 4, Carpi (Mo) | mappa

co-fondatore e direttore

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